Kevin Benham
Power
Sulle Flint Hills del Kansas, nel pomeriggio caldo e soleggiato del 29 agosto 2019, un gruppo di vigili del fuoco si unisce al National Park Service e allo United States Department of the Interior presso la Tallgrass Prairie National Preserve per accendere un fuoco lungo un tratto di un miglio della Highway 177 a Strong City, Kansas. La sezione di un miglio era stata accuratamente scelta in anticipo per un'opera di land art intitolata Mile Long Burn, con l'intento di creare un intervento di land art di lunga durata, rinvigorire la crescita della vegetazione della prateria e tenere a bada le specie invasive.
Quel giorno la potenza del fuoco si rivela magica. La potente trasformazione della flora, da distesa bruna e crespa a fonte elementare di carbonio, è una componente critica dell’ecologia delle praterie. Il potere del fuoco è intrinsecamente legato all’origine delle piante, in quanto responsabili di due dei tre elementi essenziali per l’esistenza del fuoco: l’ossigeno e il combustibile.
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Demetra Vogiatzaki
Quō
Nel 1499, l’editio princeps dell’Hypnerotomachia Poliphili, o Lotta d’amore di Polifilo in sogno, fece la sua enigmatica comparsa nella rinomata stamperia di Aldo Manuzio a Venezia. Polifilo era un amante dell’architettura e, soprattutto, un uomo dal cuore spezzato che si addormentava e sognava. Sognava un mondo magico fatto di fitte foreste, isole paradisiache e innumerevoli monumenti stravaganti popolati da ninfe promiscue e draghi sinistri. Forse gli oggetti più curiosi e, di conseguenza, più studiati prodotti dalla prolifica immaginazione di Poliphilo sono i meravigliosi progetti architettonici che popolano questo mondo onirico; monumenti impossibili sia nella concezione che nell’esecuzione che forgiano frammenti di architettura classica in combinazioni eccessive (in scala), ossessive (nei dettagli) e improbabili (licenziose). Amplificato dalla sua enigmatica autorialità, l’elaborato continuum di architettura e sogno messo in scena dall’Hypnerotomachia esercita una notevole pressione sullo status quo dell’architettura, proprio nel momento della sua definizione come disciplina rinata e razionale.
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Sonia D'Alto
Release
La magia è una pratica speculativa e una strategia per liberare memorie e conoscenze relegate ai margini. Nelle pratiche artistiche – così come nelle vite ribelli – innesca alleanze di rivolta che agiscono attraverso diverse temporalità e soggettività, movimenti liberi dai sistemi di potere e il divenire di uno strumento metafisico di resistenza. Dando vita a un moto intermittente, il perturbante si insinua ad accogliere e incarnare molteplici temporalità, in un continuo montaggio e smontaggio che opera attraverso gli strati della storia. Emblematica in tal senso è la pratica performativa di Chiara Fumai, letteralmente infestata dagli spiriti. Il suo corpo, in preda a ripetute possessioni, diviene corpo politico in grado di tessere alleanze con le lotte femministe e altre questioni sociali. Un’ulteriore battaglia con il presente – un presente pervaso dalle eco del passato – è stata intrapresa da Le Nemesiache, un gruppo e una realtà politica che incardina nel femminismo metodologie mitologiche, ribadendo la necessità che i gruppi femministi non si facciano sopraffare dalla paura, dall’isolamento, dalla competizione, e dimostrando che tempo e spazio sono barriere culturali da superare.
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Damiano Di Mele
Destino
Il concetto di destino è operante in diversi campi, dalla religione, attraverso le rappresentazioni mitiche, fino alle più discrepanti posizioni filosofiche moderne. Nel tempo il termine fatum viene sostituito da destino: mentre il fato non può essere cambiato e segue un ordine “non modificabile” – dettato dalla divinità –, il destino può essere manipolato poiché esso è definibile dalle azioni umane, è subordinato a quel libero arbitrio che si oppone a qualsiasi predestinazione. Di questa opposizione si fa interprete l’architetto Fernando Higueras (1930-2008), nel progetto per la sua casa-studio denominata Rascainfiernos, una dimora magica, misteriosa e surreale, realizzata nel quartiere Chamartín di Madrid. Un rifugio della mente e del corpo, che accoglie e sintetizza l’idea contemporanea di destino in cui l’uomo è padrone delle proprie azioni. L’amico Francisco Nieva, leggendogli i tarocchi, lo vede nell’arco di tre anni sottoterra. Per esorcizzare il destino, l’architetto decide così di costruire una caverna artificiale, scavata a “mani nude”, capace di evocare un immaginario che rimanda a quell’oscuro universo dell’incantesimo, della magia, dove vivrà per altri trent’anni.
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Giuseppe Caldarola
Evocazione
L’evocazione è, in termini generali, l’invito a manifestarsi che si rivolge a entità misteriose o latenti; è sollecitazione a stabilire contatti tra mondi differenti; è rito diretto a chiamare, per virtù magica, sia un’anima dal mondo infero, sia una divinità dalla sede abituale mediante pratiche che usano gesti e formule capaci di stabilire relazioni, di provocare avvicinamenti.
L’architetto pratica l’evocazione – e diviene esso stesso evocatore – in quanto si rende depositario della conoscenza degli elementi da evocare e procede nella composizione del progetto ricorrendo all’uso di “gesti” e “forme”, quasi mettendo in atto un rito.
Nell’eclettismo italiano, gli architetti attivi nel dibattito sullo stile nazionale offrono alcuni riferimenti teorici sul potere visivo delle forme, dei lemmi stilistici, dei sistemi segnici, dei linguaggi. Ettore Bernich (1850-1914), architetto romano, può dirsi figura centrale per esemplificazione di questi indirizzi, dove l’evocazione diviene richiamo alla memoria, monumentalizzato, di passati più o meno prossimi.
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Esther Giani
Fantasia
La fantasia alimenta il potere trasformativo dell’immaginazione; è un sistema interpretativo “altro”, rimanda a una visione alterata, critica, disordinata della realtà, apre il campo a una narrazione libera, incardinata su propri statuti, di razionalità interna. Il fantastico è una crisi, una interruzione, attraverso cui è possibile decifrare un ordine segreto, o proporlo come alternativo.
Molti studi, partiti da posizioni disciplinari diverse, convergono su un nucleo legato alla possibilità di disporre della fantasia, considerata come pulsione potente. Le ricerche si collocano in diversi campi come, ad esempio, la creazione artistica, ma anche la produzione scientifica, la comunicazione, le politiche in senso lato. I meccanismi segreti della fantasia sono stati indagati da opposti fronti, tanto dalle neuroscienze, quanto dalla critica d’arte. Le diverse accezioni di fantasia che emergono definiscono distanziamenti dal reale, interpretazioni del mondo che si costruiscono attraverso strutture mentali autarchiche, soggettive, ma anche collettive.
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