Fred Scharmen
Space
Parole chiave
Architettura spaziale, capsule, materiale, sublime, ambiente estremo
Lo spazio è immaginato spesso come una cosa neutra. In architettura, precisiamo la posizione e la natura di solidi e superfici, disponiamo le cose e gli oggetti in modo che sia possibile muoversi attraverso e intorno a essi. Lo spazio, in un certo senso, è semplicemente ciò che rimane dopo che queste configurazioni sono state eseguite. Ma questa è una comprensione incompleta della natura dello spazio. Lo spazio non è solo il risultato passivo della manipolazione attiva della forma. Il prodotto di tutto questo lavoro con i solidi e i materiali è lo spazio stesso, cioè ciò che viene plasmato. E come ogni mezzo, lo spazio ha le sue tendenze e resistenze. Lo spazio è attivamente creato e lo spazio, sulla Terra e fuori di essa, agisce anche alle sue condizioni, a volte con conseguenze mortali.
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Ettore Rocca
Timeo
Parole chiave
Platone, filosofia dell’architettura, filosofia della natura, armonia, spazio
Il Timeo di Platone non è solo uno dei testi fondamentali dell’Occidente di filosofia della natura. È anche il primo e fondamentale testo di filosofia dell’architettura dell’Occidente: racconta di come un architetto divino, il demiurgo, ha disegnato il mondo. La composizione architettonica dell’universo è modello di ogni composizione architettonica umana.
Questo è il primo insegnamento, valido ancor oggi, che il Timeo ci offre: ogni filosofia della natura è, in quanto filosofia della costruzione della natura, una filosofia dell’architettura. Per converso, ogni filosofia dell’architettura è, in quanto filosofia della costruzione di ciò che fin dall’inizio è consegnato alla natura, una filosofia della natura.
La cosa sorprendente è però che il Timeo contiene non una ma due filosofie della natura, e di conseguenza due filosofie dell’architettura. La prima filosofia della natura/architettura possiamo chiamarla una filosofia del cielo, la seconda una filosofia di ciò che è prima del cielo: lo spazio.
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Sara Buoso
Universe
Parole chiave
Universo, Cosmologia, Quadri di riferimento, Interconnessione, Continuo
l termine "universo" definisce l'insieme delle materie che costituiscono lo spazio cosmico oltre l'infinito. Le scoperte scientifiche moderne, condotte nel XX secolo sia nel campo della fisica sia in quello delle scienze sociali, si oppongono al tradizionale assunto metafisico e astratto del termine, suggerendo sistemi sperimentali e innovativi di configurazioni dell'immagine stessa di universo. Questa apertura etimologica esamina in particolare i contributi che le Teorie della Relatività e le Teorie Quantistiche devono alla moderna rappresentazione, morfologia ed evolutiva dell'universo in relazione alle azioni umane e non. Mettendo in luce le incongruenze tra i modelli classici di indagine e quelli relativistici e quantistici, questo lavoro discute i cambiamenti paradigmatici che influenzano la configurazione degli eventi, delle esperienze e delle relazioni nell'universo. In definitiva, soffermandosi sulla differenza che connota lo spazio cosmico e la nozione di universo infinito, il presente lavoro l'emergere di una nuova area di indagine che risiede nell'alleanza tra arti e scienze.
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Federico Deambrosis
Australe
Parole chiave
Buenos Aires, Le Corbusier, viaggio
La mappatura della volta celeste a sud dell’equatore costituisce dal Rinascimento un terreno comune per generazioni di navigatori europei. Alla fine degli anni Venti, un altro europeo volge lo sguardo a un cielo stellato per lui inedito: si tratta di Le Corbusier che, invitato a tenere un ciclo di conferenze in città, entra nel porto di Buenos Aires a bordo del transatlantico Massilia la notte del 28 settembre 1929.
Quasi si sia trattato di un atto fondativo per l’architettura moderna nel continente, il viaggio sudamericano dell’autore, che oltre all’Argentina visita l’Uruguay, il Brasile e il Paraguay, ha funto, sin da inquadramenti storiografici ormai divenuti classici e poi ancora in lavori più recenti, da primo termine cronologico per osservazioni condotte tanto dall’interno, come dall’esterno del Sud America. Ma, invertendo la prospettiva, il viaggio può essere interpretato come punto di svolta nel discorso urbanistico dell’architetto svizzero. Tra le visioni elaborate nel 1929 e poi raccolte in Précisions, quella per Buenos Aires è senz’altro la più attenta a cogliere i caratteri e le opportunità della città esistente. Anni dopo, l’attenzione di Le Corbusier viene richiamata sugli schemi tracciati e forse dimenticati dall’arrivo al 25 di rue de Sèvres di due giovani architetti argentini, Juan Kurchan e Jorge Ferrari Hardoy, che si cimenteranno sotto la supervisione del “maestro” con lo sviluppo delle ipotesi formulate nel 1929. Ferrari e Kurchan con Antoni Bonet fanno ritorno a Buenos Aires nel 1938 con il compito di ottenere l’incarico per la redazione del piano. Dalla loro iniziativa congiunta germina un gruppo, chiamato Austral, che si propone di “movilizar la sociedad”: un proposito certamente congruente, se non esattamente coincidente, con la realizzazione del piano.
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Claudia Pirina
Boreale
Parole chiave
Oculo, luce, ombre, Pantheon, Pozzo di Santa Cristina
Dall’incessante studio della forma e del moto della terra e dei corpi celesti che influenzano la vita discende uno sguardo verso il cielo per comprendere e descrivere i fenomeni naturali scientificamente determinati dalle caratteristiche astronomiche e astrofisiche che scandiscono il trascorrere di tempo e stagioni. L’antico mistero dei fenomeni astronomici, da sempre associato al rapporto tra il sacro e la divinità, è indagato in questa voce di dizionario attraverso quei sofisticati dispositivi architettonici capaci di mettere in diretta relazione terra e cielo. Forma simbolica dell’architettura e controllo del suo rapporto con gli astri costituiscono il centro dell’interesse dei grandi architetti che riconoscono il carattere e lo spirito di un’architettura nella capacità del suo spazio di istituire rapporti tra dimensione, struttura e luce.
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Silvia Dalzero
Città (volenti)
Parole chiave
Ignoto, anticipatorio, futuro, sospeso, Carsten Höller
Si potrebbe intendere il viaggio alla scoperta delle città (volanti) come una spiccata aspirazione al progresso. Data la loro componente ideale, la loro attitudine anticipatrice dei tempi, avendo come fine ultimo quello di prefigurare realtà immaginifiche, l’architettura delle città evocate in questa voce di dizionario viene usata nei suoi linguaggi, nei suoi limiti e nelle sue possibilità di futuro.
Il campionario di esempi suggerisce architetture molteplici, disposte sempre a riattivare un’immagine sin anche fantascientifica di strutture e forme sospese dal suolo, innalzate in cielo e attraversate da aria e luce di cui fanno parte: dalla realtà urbana volante di Hayao Miyazaki con la sua città-fortezza di Laputa, al progetto Cloud 9 di Buckminster Fuller, dalla macchina volante di Tatlin alla Nuvola di ferro di El Lissitzky, alla città volante progettata dall’artista-architetto sovietico Krutikov nel 1928 e oggi ricomposta da Carsten Höller e le villes spatiales fluttuanti nell’aria di Yona Friedman. In questo eteroclito viaggio ci ritroveremo catapultati in una realtà passata e presente ma anche pronta a sfidare l’ignoto e prospettare città volanti future, proiettate in un altrove tutto ancora da conquistare e abitare.
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