Summer School 2025

Dati

09.07.2025

Categoria

Comunicati stampa

L’Università Iuav di Venezia ha partecipato attivamente alla quarta edizione della EU4Ocean Summer School on Ocean Literacy & Collaboration, un programma intensivo di formazione promosso da UNESCO-IOC e dalla Commissione Europea – DG MARE, nell’ambito della European Ocean Coalition (EU4Ocean), che si è svolta dal 29 giugno al 4 luglio 2025, presso le sedi veneziane di UNESCO, Iuav e CNR-Ismar. 

La Summer School ha coinvolto studenti e giovani professionisti internazionali in un percorso formativo di cinque giorni dedicato allo sviluppo di competenze fondamentali e alla promozione di approcci collaborativi per progettare e promuovere iniziative legate al mare. L’edizione 2025 ha posto particolare attenzione ai contesti del Mar Mediterraneo e del Mar Nero, con un focus tematico sulle soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions).

Tra i protagonisti dell’iniziativa, l’Università Iuav di Venezia ha offerto una giornata formativa nella sede del Cotonificio Veneziano, con un approfondimento sul complesso sistema delle policy marino-costiere, nazionali e internazionali e sull’importanza di una governance multilivello e partecipata. La giornata, coordinata da Francesco Musco con la collaborazione dei dottorandi Fabio Carella e Fosco Soffietti, si è conclusa con un focus sulla pianificazione dello spazio marittimo, modello emblematico di policy che, pur originandosi a scala europea, genera effetti concreti e misurabili a livello nazionale e regionale.

Commenta Francesco Musco: “Siamo sempre felici quando reti locali e internazionali si attivano e si coordinano per la sostenibilità. I risultati degli studenti ci confermano che le collaborazioni tra UNESCO e le realtà della ricerca e dell’educazione porta ottimi frutti, questa è l’ultima di una lunga serie, e per Iuav si integra perfettamente nello sforzo di creare un Polo dell’Acqua per incrementare il nostro impegno per l’oceano e l’ambiente lagunare.”

Per Francesca Santoro, senior programme officer UNESCO, “l’Ocean Literacy è essenziale per la salvaguardia del mare. Questa scuola è la prova che la transdisciplinarità e la collaborazione sono strade per formare nuove generazioni di promotori dell’uso sostenibile dell’oceano.”

Scaduto il 21.07.2025
Archiviato

Categoria

Collaborazione per amministrazione, archivi, biblioteca, didattica, infrastrutture

Posti disponibili

1

Responsabile scientifico

Lucia Basile

Protocollo

65690/2025

La risorsa presterà supporto alle attività legate al progetto “Iuav per il territorio: sviluppo di percorsi di alta formazione” volto al potenziamento dei servizi per l’alta formazione dell’ateneo.
In particolare, si occuperà di svolgere attività di supporto per:
1. il rafforzamento della collaborazione con gli stakeholder per sviluppare nuovi percorsi formativi sui temi delle culture del progetto;
2. il miglioramento dei processi di comunicazione in un’ottica volta ad
aumentare l’attrattività dei percorsi di lifelong learning e a rendere più snelli i flussi informativi verso l’utenza;
3. l’analisi della reportistica relativa alla soddisfazione degli studenti e ai profili dei diplomati di master al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti.

Cotonificio veneziano

Data

17.07.2025

Orario

12:00

Luogo

Evento online

Categoria

Evento di orientamento

Sign up for the informative webinar

Venice Water Lab informative webinar

Informative webinar dedicated to prospective students interested in our master's degree programmes

The webinar is dedicated to prospective students interested in our master's degree programmes in:
– Renewable Energy Engineering in Coastal Environment;
– Sustainable transportation and smart maritime mobility;
– Urban and Spatial Plannign for Transition.

We will provide you an overview of the courses, and will give you all the useful information about the admission process, scholarships, financial aid measures and services. After the presentation you will be able to ask your questions.

The presentations and the Q&A sessions will be held in English

Scaduto il 16.07.2025
Archiviato

Categoria

Ricerca - Incarico individuale di collaborazione

Posti disponibili

1

Responsabile scientifico

Salvatore Russo

Protocollo

65667/2025

Attività di supporto tecnico-specialistico per la gestione di contenuti audiovisivi e la diffusione tramite canali digitali nell'ambito di progetti di comunicazione accademica e divulgazione scientifica.
Si ricerca una figura professionale con comprovata esperienza nella gestione di contenuti multimediali (audio/video) e buona conoscenza dell'inglese.
La persona selezionata si occuperà delle seguenti attività:
- Trascrizione e sbobinatura automatica di contenuti video in lingua italiana e/o inglese, finalizzate alla produzione di materiali testuali e sottotitoli;
- Montaggio audio-video di materiali multimediali, anche con finalità divulgative;
- Adattamento dei contenuti per la pubblicazione online;
- Pubblicazione, gestione e aggiornamento dei contenuti sui principali canali social istituzionali, in particolare YouTube

Università Iuav di Venezia partner scientifico del progetto europeo “Agrinet4Women” il cui evento conclusivo si è tenuto a Roma nella sede nazionale di Confagricoltura martedì 1° luglio 2025

Nel cammino verso un’agricoltura più sostenibile, innovativa e vicina ai territori, le donne sono sempre più protagoniste. Lo confermano i dati — e soprattutto le storie — emerse durante l’evento conclusivo del progetto europeo Agrinet4Women, tenutosi a Roma nella sede nazionale di Confagricoltura, martedì 1° luglio 2025 e di cui l’Università Iuav di Venezia è partner scientifico di progetto. L’incontro ha rappresentato anche la chiusura dell’ottava edizione del progetto portato avanti da diversi anni da Gruppo Icaro di Rimini e quest’anno interamente dedicato all’imprenditoria agricola femminile.

I numeri parlano chiaro:
– in Italia, il 31,5% delle imprese agricole è guidato da donne, con un vantaggio del +6% rispetto alla media UE (29%);
un terzo delle imprenditrici ha meno di 30 anni, segnale di un forte ricambio generazionale;
– nelle società di capitali e di persone a guida femminile, la quota di titolari under 30 è salita al 33,76%, contro il 14% di dieci anni fa;
– il 36% dei lavoratori autonomi in agricoltura è donna, in crescita rispetto al 34% del 2010.

 “Le donne non solo custodiscono la tradizione agricola, ma la innovano e la proiettano nel futuro – ha dichiarato Alessandra Oddi Baglioni, presidente di Confagricoltura Donna – È fondamentale che l’Unione Europea continui a sostenere queste esperienze, vere protagoniste del cambiamento.”

 Il progetto, sostenuto dall’Unione Europea attraverso la PAC, ha previsto come prodotto principale il programma tv nazionale Agrinet il futuro in campo, trasmesso su TV2000 e sul circuito CoralloTV, ed ha raccontato in questa stagione otto storie di imprenditrici agricole da otto diverse regioni italiane, mostrando la loro capacità di affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici, all’innovazione tecnologica e alla permanenza nei territori soggetti a spopolamento.

Agrinet4Women ha incluso anche la realizzazione di un podcast e un talk show in otto episodi e numerose azioni di comunicazione territoriale, ora tutti visibili ed ascoltabili online. 

Giulia Lucertini, docente di estimo agrario all'Università Iuav di Venezia, ha asserito: Avevamo diversi studi che ci raccontavano la propensione delle donne all'innovazione, all'inserimento in azienda delle innovazioni tecnologiche: le storie delle imprenditrici raccontate dal programma confermano in pieno questi dati”.

L’incontro ha visto la partecipazione di cinque delle otto protagoniste del programma, che hanno dialogato con la stampa e alcune figure politico-istituzionali impegnate sul tema del lavoro femminile. Un confronto concreto, durante il quale sono emerse istanze chiave, tra cui il bisogno di servizi essenziali per la conciliazione vita-lavoro.

Tra le protagoniste, Desirée Nieves, imprenditrice nel settore dell’olio biologico, ha ribadito come “nei territori spesso siano le donne a mantenere vive le imprese agricole familiari, ma per farlo serve una rete di supporto reale”.

“Abbiamo raccontato più di 80 storie in questi anni”, ha ricordato Francesca Magnoni, curatrice e conduttrice del programma. “Cerchiamo autenticità: niente copioni, solo vita reale vissuta con gli agricoltori. È questo che arriva al cuore del pubblico”.

La collaborazione di Iuav al progetto Agrinet di Icaro TV proseguirà anche l’anno prossimo con una nuova edizione tutta dedicata alla innovazione tecnologica.

Andrea Bruno

Dati

08.07.2025

Categoria

Iuav ricorda

5 luglio 2025

Il Rettore Benno Albrecht, a nome dell’Università Iuav di Venezia, esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa dell’architetto Andrea Bruno, figura di rilievo internazionale nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico storico. La sua lunga e prestigiosa carriera, iniziata a Torino dove si laurea nel 1956, è stata segnata da una costante dedizione alla conservazione del patrimonio architettonico monumentale in Italia e all’estero.
Andrea Bruno ha saputo coniugare la ricerca storica con un approccio progettuale innovativo nell’ambito del restauro, distinguendosi come consulente per il Ministero degli Affari Esteri in Afghanistan e Iraq, e successivamente per l’UNESCO. Nell’ambito di tali consulenze ha diretto importanti interventi di restauro e salvaguardia di monumenti di straordinario valore, come il minareto di Jam e la Cittadella di Herat in Afghanistan, il Museo Ghaznì, la sede dell’Ambasciata Italiana a Kabul e il restauro dell’Arco di Ctesifonte in Iraq. 
La sua opera si è estesa anche ad altri contesti internazionali, come il Museo Archeologico di Màa a Cipro, l’integrazione dell’Università nel Forte Vauban a Nîmes, la ristrutturazione del Conservatoire des Art et Métiers di Parigi, gli interventi al castello di Lichtenberg in Alsazia e sulla Cattedrale di Bagrati in Georgia; in Italia, tra gli altri, la valorizzazione come museo del Castello di Rivoli e i progetti di trasformazione di Palazzo Carignano.
Il suo contributo accademico è stato altrettanto determinate in qualità di docente di restauro architettonico, al Politecnico di Torino e di Milano e come presidente emerito del RLICC all’Università Cattolica di Lovanio, forgiando generazioni di architetti e trasmettendo una visione del restauro come processo dinamico, capace di decifrare le stratificazioni del contesto e di integrare la memoria storica con l’intervento contemporaneo.

Nel 2019 l’Università Iuav di Venezia ha avuto l’onore di ricevere in donazione il suo archivio, che oggi costituisce il Fondo Andrea Bruno all’Archivio Progetti.

Fin dal suo arrivo l’Archivio Progetti, oltre ad implementare l’ordinamento e la catalogazione del Fondo, oggi accessibile, in parte anche nel catalogo online, ha avviato diverse azioni di valorizzazione su questo patrimonio documentale di rilevante interesse.

Tra le attività di ricerca e valorizzazione si ricorda: la mostra “Andrea Bruno. Afghanistan 1960-2016” a cura di Giorgio Danesi e Sara Di Resta con Ugo Bruno, tenutasi negli spazi della Biblioteca dei Tolentini, (19 febbraio-6 marzo 2025), a testimonianza del profondo legame tra l’architetto torinese e l’Afghanistan; la mostra “Andrea Bruno. Tra Oriente e Occidente. La conservazione della memoria, il restauro oltre l’iconoclastia”, a cura di Nicola Potenza, tenutasi nello spazio espositivo Gino Valle al Cotonificio veneziano (15 ottobre-30 ottobre 2019). 

Infine, quale esito di un primo assegno di ricerca dedicato al Fondo Andrea Bruno, è in corso di pubblicazione nella collana Quaderni Iuav. Ricerche Archivio Progetti, la monografia “Il progetto del limite. Tempo, materia e monumento nell’opera di Andrea Bruno”, di Giorgio Danesi.

Alla famiglia e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui, va la vicinanza dell’intera comunità Iuav, certi che l’eredità intellettuale e progettuale di Andrea Bruno continueranno a essere fonte di ispirazione per le future generazioni di progettisti e studiosi.

© foto "Gazzetta Torino"

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Data

11.07.2025

Orario

15:30

Luogo

Ca' Tron

Categoria

Mostra

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Venezia ci ri-guarda

Incontri, memorie, percorsi, soglie

Proiezione delle opere realizzate dalle studentesse e dagli studenti del corso di laurea magistrale in “Arti visive e Cinema espanso”, nell’ambito del “Workshop Cinema espanso” sulla pratica del cinema come arte dell'immaginario, a cura di Virginia Eleuteri Serpieri, assistente Alessandro Vangi

«Venezia Viva». Il dialogo con la modernità è in mostra

a cura di Sara Di Resta

«Qua vedrete l'oggi di Venezia, l'oggi palpitante di problemi, di attività di iniziative operose e feconde e di tante altre imprese e relazioni di vite che attendono svolgimento e compimento e nelle quali voi siete implicati come protagonisti che agiscono e subiscono. In molte situazioni, in tanti avvenimenti vi sentirete inclusi, rivedrete esposti e analizzati i vostri interessi. Se di questi interessi saremo riusciti a farvi avere un'idea totale della loro completezza e grandiosità, un'idea in cui sentirete il legame che vi affratella agli altri uomini nel comune interesse, noi avremo raggiunto il nostro scopo.» 

E.R. Trincanato, Ai Veneziani, Iuav Archivio Progetti, fondo Egle Renata Trincanato 


«Non si è voluto presentare a Palazzo Grassi una mostra spettacolare, basata sulla presenza di oggetti preziosi per il loro puro valore artistico [...] né, ovviamente, si è voluto fare un museo di storia veneziana. Scopo essenziale della mostra è quello di illustrare i differenti aspetti che attraverso i secoli, dalle origini ad oggi, hanno determinato Venezia come unità vivente, frutto dell'opera dell'uomo e di una società che fu al centro di eventi grandi e piccoli, testimonianza di valori personali nell'ambito di una coscienza collettiva.» 

Centro internazionale delle arti e del costume, Venezia viva: guida per il visitatore, Venezia 1954 


Allestita nel 1954 nelle sale di Palazzo Grassi, Venezia Viva è una mostra ambiziosa che ripercorre le tracce della storia di una città capace di rinnovarsi e di dialogare con la modernità. La vita della comunità veneziana, le trasformazioni nel tempo, gli scenari futuri della città, sono gli orizzonti tematici di un percorso cronologico illustrato con attrezzature all'avanguardia. A emergere è il racconto delle complessità di Venezia, reso con un allestimento colto e polifonico: a Marcello Nizzoli e Cesare Pea è affidata la narrazione delle origini di Venezia fino al Seicento (sale I-XII; XXI-XXII); a Franco Albini e Franca Helg il Settecento, restituito in ambienti intimi di tubolari metallici e tarlatana (sale XIII-XV); a Piero Bruscagnin e Andrea Vianello Vos gli approfondimenti monografici dedicati al Canal Grande e alle più recenti trasformazioni della città lagunare (sale XVI- XIX). L'arduo compito di tracciare le conclusioni del lungo excursus storico è affidato a Egle Renata Trincanato che espone una lucida sintesi dedicata alle fragilità di Venezia: dai problemi edilizi, economici e sociali, al rapporto irrisolto con la terraferma industriale, alla tutela difficoltosa e militante di un patrimonio architettonico che coincide con l'intera città (sale XX-XX bis).
Venezia Viva è una mostra didattica e insieme visionaria, il cui lascito più prezioso risiede nell'affermazione della vitalità e del desiderio di continuità che questa città, ancora oggi, è in grado di rinnovare. 

Commissione di studio: Paolo Marinotti (presidente), Egle Renata Trincanato, Salvatore Carboni, Giorgio Emanule Ferrari, Luigi Lanfranchi, Giovanni Mariacher, Giuseppe Mazzariol, Terisio Pignatti, Gianni Rubin de Cervin 

Allestimento: Franco Albini, Piero Bruscagnin, Marcello Nizzoli, Cesare Pea, Egle Renata Trincanato, Andrea Vianello Vos 


1-3. Preistoria; Bizantino; San Marco (consulenti: G. Mazzariol e L. Lanfranchi; architetti: C. Pea e M. Nizzoli)
4-5. Nascita di Venezia (consulenti: G. Mazzariol e L. Lanfranchi; architetti: C. Pea e M. Nizzoli)
6. Arsenale; Espansione della Serenissima nel Mediterraneo; Commerci (consulenti: G. Rubin de Carvin e L. Lanfranchi; architetti: C. Pea e M. Nizzoli)
7. Palazzo Ducale; Gotico; Gotico fiorito (consulenti: G. Mariacher, G. Mazzariol e L. Lanfranchi; architetti: C. Pea e M. Nizzoli)
8-9. Seicento (consulenti: T. Pignatti, E. R. Trincanato e L. Lanfranchi; architetti: C. Pea e M. Nizzoli)
10-12. Settecento (consulenti: T. Pignatti e L. Lanfranchi; architetto: F. Albini)
13. Canal Grande (consulenti: T. Pignatti, E.R. Trincanato e L. Lanfranchi; architetti: P. Bruscantini e V. Vos)
14-15. Trasformazione dell'800 e primo '900 (consulenti: T. Pignatti, E. R. Trincanato e L. Lanfranchi; architetti: P. Bruscantini e V. Vos)
16-17. I problemi di Venezia (consulente e architetto: E. R. T. Trincanato)
18. Torcello
19-21. La laguna
22. Palazzo Grassi, Centro internazionale delle arti e del costume, veduta esterna, Venezia
23-24. Planimetrie del percorso espositivo della mostra "Venezia Viva", schizzi di E. R. Trincanato

Luciano Semerani e Gigetta Tamaro. Opere e idee

a cura di Antonella Gallo

«L'interrogativo di fondo per noi resta sempre la natura e la strutturazione interna del linguaggio architettonico. I fenomeni da spiegare con la teoria sono le opere. Nel loro farsi esse chiamano in causa la teoria. L'opinione prevalente è quella opposta, che la composizione architettonica sia una trattazione teorica che assume la "messa in forma" dei "contenuti intellettuali" come tema centrale. Io penso invece che partendo dalle opere è oggi maturata una più profonda esigenza di "leggere nelle forme" l'essenza del linguaggio, anche se così l'architettura è diventata sempre più "autoesplicativa".
Il bisogno di spiegare i fenomeni con le teorie è all'origine del nostro lavoro ma non ci sarà mai un pensiero così potente tale da sostituirsi alla necessità pratica del "saper fare".». 

Luciano Semerani, Percorsi teorici. Sperimentazioni accidentali, lezione tenuta al corso di Teoria della progettazione architettonica contemporanea, prof. Enrico Bordogna, Scuola di Architettura, Urbanistica, Ingegneria delle Costruzioni, Politecnico di Milano il 27/11/2019, dattiloscritto, p.1 


Luciano Semerani (Trieste 1933) e Gigetta Tamaro (Trieste 1931-2016) si laureano insieme all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1958 con Giuseppe Samonà e nello stesso anno aprono a Trieste il loro primo studio di architettura e urbanistica. È L'inizio di un'avventura intellettuale e di un sodalizio personale e umano che li vedrà percorrere, insieme e singolarmente, una traiettoria dove passione per l'architettura, impegno civile e azione culturale finiscono per incrociarsi e fondersi. Entrambi fanno parte del vitale mondo intellettuale che ha contribuito alla rinascita, tra gli anni '60 e '80, dell'architettura italiana. La loro opera può essere ricondotta allo sforzo collettivo, compiuto dalla loro generazione, per la revisione della tradizione moderna e la ridiscussione del rapporto tra il progetto e la città.
Nell'architettura e nelle riflessioni teoriche di Semerani e Tamaro, l'atteggiamento di ascolto del mondo e delle sue diverse forme di manifestazione, disegna una trama complessa riconducibile all'idea di architettura come comunicazione: «La volontà di attribuire alla realtà, alla città, attraverso l'architettura, connotazioni e consonanze composite per mezzo di una ricerca sulle dissonanze e particolarità delle loro diverse e molteplici componenti, definisce l'idea di configurazione del progetto. […] La comunicazione è nella "libertà di parola" e nell'appropriatezza della forma, ambiti che conferiscono all'architettura una certa concretezza quanto un imprevedibile potere evocativo.» ** 

Luciano Semerani, allievo di Samonà e di Rogers, lavora nella redazione di «Casabella-Continuità» insieme ad Aldo Rossi e Guido Canella costituendo la base di quel "Gruppo architettura" che allo Iuav rinnova il dibattito teorico, riscoprendo la fondazione disciplinare del mestiere nel dialogo con la storia e la città. 
Semerani, dal 1965 al 1973 insegna alla Facoltà di ingegneria di Trieste e dal 1968 all'Istituto universitario di Architettura di Venezia, dove a partire dal 1970 sino al 2012 nel ruolo di professore ordinario terrà la cattedra di composizione architettonica e urbana. Già visiting professor alla Cooper Union School di New York nel 1983/1984 e all'Akademie der Bildenden Kunste di Vienna nel 1989/1990, fonda e dirige a Venezia la galleria di architettura della Fondazione Masieri (1987-1992) - svolgendo in questa veste un ruolo decisivo nella creazione dell'Archivio Progetti - e il giornale di architettura "Phalaris" (uscito dal 1989 al 1992).
Dal 2002 al 2012 è coordinatore del Dottorato in Composizione Architettonica, fondato con Aldo Rossi e Gianugo Polesello nel 1984. 
Convinto della necessità di sostenere la pratica progettuale con una profonda analisi dei procedimenti e delle tecniche che rendono l'architettura capace di restare lingua e costituirsi in linguaggio, l'indirizzo che imprime alla ricerca di dottorato negli anni della sua direzione pone in primo piano l'analisi delle tecniche compositive intrinseche ad ogni singola opera. 
Esplicitamente dirette a far emergere un'«altra faccia del Moderno» sono le ricerche da lui condotte sul classicismo mitteleuropeo o dedicate alla rivisitazione di alcune figure singolari rimaste per molto tempo ai margini nella storiografia dell'architettura del XX secolo come Joseph Frank, Ple?nik , Bogdan Bogdanovi?, Lina Bo Bardi. Discendono da questo lavoro di rivisitazione e rilettura alcune delle grandi esposizioni come "K.F. Schinkel, l'architetto del principe" all'Ala Napoleonica di Venezia e ai Musei Capitolini a Roma (1982); e "Lina Bo Bardi architetto" a Ca' Pesaro a Venezia (2004), e al Masp di San Paolo del Brasile (2006). 

Gigetta Tamaro nei primi anni dopo la laurea collabora come assistente ai corsi di Giancarlo De Carlo all'IUAV di Venezia, per poi continuare con conferenze e lezioni il suo rapporto con diverse Istituzioni. Visiting Pofessor al Wiener Architekturseminar sull'area Banhof Nord, Visiting Professor al Master dell'Universitat Politecnica di Catalunya, Professore di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura dell'Università di Trieste.
Presente nelle ricerche della sua generazione partecipa ai concorsi per il Centro direzionale di Torino (1962), per la Nuova sacca del Tronchetto a Venezia (1964), per il centro storico di Trieste (1969). La pratica del progetto è integrata con la pagina scritta. L'impegno politico e civile che accompagna la sua azione per la costruzione di un dialogo aperto tra architettura, istituzioni, società e cultura trova costante e tangibile riscontro nell'intensa attività di indirizzo culturale e istituzionale promossa da Tamaro all'interno di associazioni e istituzioni. È presidente dell'Ordine degli Architetti di Trieste dal 1988 al 1994, commissario straordinario dell'Ordine Architetti di Udine nel 1990, presidente della Federazioni Ordini degli Architetti della Regione F.V.G. dal 1992 al 1994, membro del gruppo di studio "Legge sull'edilizia" presso il Consiglio Nazionale degli Architetti, socio fondatore del DO.CO.MO.MO. Friuli Venezia Giulia.
In queste azioni s'inscrive per ultimo la costituzione e il "dono" alla città di Trieste del centro culturale "Stazione Rogers" nel restaurato distributore di benzina dei BBPR in Campo Marzio, di cui è stata presidente dal 2008 al 2016 realizzando un ricchissimo programma di importanti mostre e incontri multidisciplinari aperti alla cittadinanza.
Le principali realizzazioni firmate con Luciano Semerani sono l'Ospedale e le Cliniche universitarie di Cattinara (1965-1979); il Dipartimento d'urgenza dell'Ospedale di Venezia (1978-2006); il Municipio di Osoppo (1979); il Terminal automobilistico del Silos a Trieste (1987). Suoi sono i progetti realizzati per il Dipartimento di cardiologia e cardiochirurgia (1995), l'Archivio municipale nei palazzi Zois e Civrani (1984), entrambi a Trieste, le piazze centrali a Muggia (1996) e a Latisana (1998). Con Mirna Drabeni e Paolo Zelco firma il progetto del parco urbano e la sistemazione dell'area di Sant'Antonio e del Ponte Rosso di Trieste (1990) e in gruppo con Carlo Aymonino il progetto per il nuovo Ospedale a Carpenedo, Mestre (1981-1996). 

**I. Clemente, "Il gioco", in I. Clemente, Architetture teoriche. Forma e significato nelle opere e nei progetti di Gianugo Polesello, Aldo Rossi, Luciano Semerani, Tesi di dottorato, Dottorato di Ricerca in Composizione Architettonica, XVIII ciclo, Iuav, 2005, p.150 


1. G. Tamaro, 1° maggio a Conconello, Trieste 1991
2. G. Tamaro, "Giardino degli innamorati", concorso internazionale per un parco urbano a Merano, 2002
3. L. Semerani, G. Tamaro, mostra "Arte Viva", Palazzo Costanzi, Trieste 1967
4. G. Tamaro e M. Reina, "Il concerto", progetto di allestimento per la rassegna internazionale di musica elettronica, Palazzo Costanzi, Trieste, 1969
5. L. Semerani, G. Tamaro, F. Semerani, Stazione Rogers, restauro conservativo e riconversione funzionale in centro culturale della stazione di servizio della società "Aquila" realizzata dallo Studio BBPR a Trieste nel 1952, Trieste 2008, (foto di U. Ferro)
6. L. Semerani, G. Tamaro, mostra "Miela Incantatrice", Stazione Rogers, Trieste 2011
7. L. Semerani, mostra "Lina Bo Bardi architetto", Galleria di arte moderna di Ca' Pesaro, Venezia, 2004, schizzi e appunti preparatori 
8. L. Semerani di fronte al Palazzo del Congresso di Brasilia, 2003, (foto di A. Gallo)
9. L. Semerani, G. Tamaro, C. e L. Celli, D. Tognon, Ospedale regionale di Cattinara, Trieste 1965-1994, (foto di M. Bonfante)
10-11. L. Semerani, G. Tamaro, C. e L. Celli, D. Tognon, Ospedale regionale di Cattinara, Trieste 1965-1994, modello della soluzione definitiva e modello della soluzione non realizzata 
12. L. Semerani, Variazione sul tema dell'ampliamento dell'Ospedale regionale di Cattinara a Trieste per la realizzazione delle cliniche universitarie, 1979
13. G. Samonà con C. Dardi, E. Mattioni, V. Pastor, G. Polesello, A. Samonà, L. Semerani, G. Tamaro, E. R. Trincanato, Progetto per la nuova Sacca del Tronchetto Novissime, Venezia 1964
14. L. Semerani, mostra "Le Bateau Blanc", Centre George Pompidou, Parigi 1986 modello del progetto di allestimento
15. L. Semerani, Studio sulla struttura urbana di Trieste, 1969
16. L. Semerani, G. Tamaro, con A. e R. Burelli, L. e M. Rossi, E. Savonitto, L. Tramontin, motto "Giovanna", Progetto di concorso per il piano particolareggiato 
del centro storico di Trieste, 1969
17-19. L. Semerani, G. Tamaro, A. Burelli, Municipio di Osoppo, 1979-1984: viste della Sala Consigliare, della Rampa di ingresso e dell'incastro del ponte nel portico
20-24. L. Semerani, G. Tamaro, Ospedale ai SS. Giovanni e Paolo, Venezia 1978-2006: viste del progetto realizzato e modello della prima soluzione per la Darsena e il fronte sulle Fondamenta Nuove; (20 Foto di L. Ghirri)

Edoardo Gellner fotografo

a cura di Riccardo Domenichini

«Abbiamo tolto barriere, rovesciato vecchi precetti, scoperto nuove possibilità tecniche. Il Nuovo Fotografo vuole agire del tutto libero da condizionamenti, ma questa libertà non comporta il rischio di lavorare senza una direzione? Se ancora, come troppo spesso accade, si identifica il proprio obiettivo con il rispetto di regole estetiche, certamente si. Noi però abbiamo voluto come prima cosa abolire questi comandamenti, che è troppo facile travisare. Punto di arrivo del Nuovo Fotografo è una carica espressiva intensa e adeguata al soggetto, da ricercare individuando caso per caso la soluzione». 

Werner Gräff, Es kommt der neue Fotograf, Berlino 1929 


Appassionato di fotografia fin dall'adolescenza, Edoardo Gellner viene in possesso del manuale di Gräff al momento della sua pubblicazione. Edito nel 1929 in occasione della mostra Film und Foto allestita a Stoccarda dal Deutscher Werkbund, esso non fu mai ristampato e divenne immediatamente una rarità per collezionisti. Il piccolo volume sintetizza i principi estetici della "nuova" fotografia intesa come disciplina artistica autonoma, con potenzialità espressive sue proprie e non riconducibili a norme estetiche derivate dalla pittura. Nel suo tardo racconto autobiografico Gellner dichiara l'importanza di questo libro per la propria formazione come fotografo: le tracce delle sue indicazioni si ritrovano continuamente nelle composizioni diagonali, nei contrasti luce-ombra e vicino-lontano, nella sempre presente ricerca espressiva che emerge evidente anche in scatti posteriori di molti decenni.

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