L'Università Iuav di Venezia presta la propria consulenza tecnico-scientifica nella nuova edizione del progetto europeo di comunicazione AGRINET
Per il secondo anno l'Università Iuav di Venezia, assieme a Confagricoltura, con la sua sezione di Confagricoltura Donna, presta la propria consulenza tecnico-scientifica nella nuova edizione del progetto europeo di comunicazione AGRINET con una declinazione tutta al femminile dal titolo AGRINET4WOMEN.
Il progetto è realizzato dal gruppo di media ICARO di Rimini e affronta le sfide della disinformazione e della disparità di genere nel settore agricolo, per promuovere l'inclusione e la valorizzazione del ruolo delle donne nelle aree rurali del Paese, attraverso il sostegno della Commissione europea sui temi della Politica agricola comunitaria.
Il progetto, che si ispira ai successi delle precedenti edizioni di Agrinet4Education, con l'obiettivo di colmare il divario informativo e culturale tra l'Italia e l'Europa, si concentra su alcuni obiettivi chiave:
sensibilizzare sui vantaggi del settore agricolo per le donne italiane, madri e imprenditrici, con riferimento alle opportunità offerte dalla PAC e dal Green Deal Europeo;
avvicinare le donne alla realtà contemporanea del vivere rurale, connesso alle sfide legate all'ambiente, ai temi climatici e alle nuove tecnologie;
portare in luce storie virtuose di donne imprenditrici.
AGRINET4WOMEN prevede un intervento multimediale articolato a livello nazionale e regionale, che coinvolge la giornalista e conduttrice Francesca Magnoni nell'accompagnare il pubblico alla scoperta di storie virtuose di agricoltrici italiane, impegnate in pratiche sostenibili e innovative, con interventi di esperti di Confagricoltura Donna regionali e Università Iuav di Venezia, attraverso:
programma TV in otto puntate trasmesse su TV2000 dalla prossima primavera e su emittenti regionali del Circuito Corallo;
talk show in otto episodi in onda sulle emittenti regionali del Circuito Corallo dalla primavera prossima;
radio-podcast in otto episodi in onda sulle emittenti regionali del Circuito Corallo dalla primavera prossima;
campagna digitale tramite social media, siti web e newsletter, con un evento finale a Roma presso la sede di Confagricoltura in estate 2025.
Al momento sono iniziate le riprese del programma televisivo, con tappe in Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna, per raccontare le storie di Anna Impallomeni, che con la famiglia conduce una tra le più grandi aziende italiane che coltivano e trasformano noci, immerse nel bellissimo paesaggio lagunare vicino a Venezia. Seconda tappa nella Tuscia Viterbese per conoscere Desirée Nieves, che sulle sponde del lago di Bolsena coltiva olive in regime biologico, per trasformarle in olio extra vergine di oliva di ottima qualità. Infine, le riprese autunnali terminano con la raccolta e trasformazione delle mele in Romagna, provincia di Ravenna, dove la coltivazione della frutta è parte integrante del paesaggio e dell'identità locale. Con un milione di quintali di frutta distribuita durante tutto l'anno in Italia e all'estero, conosciamo una grande azienda cooperativa, la Gran Frutta Zani, che aggrega oltre 350 socie e soci produttori in tutta Italia. Oltre a incontrare alcune produttrici, conosciamo alcune figure apicali femminili impegnate in questa organizzazione di produttori e poi vediamo come la frutta che non segue il percorso di vendita, possa essere trasformata in prodotti gustosi pronti per essere consumati, come polpe di frutta in confezioni monouso. A conclusione della puntata, il punto delle sfide della frutticoltura in regione con Diana Bortoli, presidente di Confagricoltura Donna Emilia-Romagna.
La rete di partner del progetto insieme a Confagricoltura Donna include diverse realtà del settore radiotelevisivo e accademico: Iniziative Editoriali e Cooperativa Comunità Aperta del gruppo ICARO di Rimini con Icaro TV (Canale 18 in Emilia Romagna e in streaming su www.icaroplay.it/icarotv/) , Radio Icaro (FM 92 provincia di Rimini e in streaming su www.icaroplay.it/radioicaro/) e il sito di informazioni newsrimini.it; il canale televisivo nazionale TV2000 (www.tv2000.it/) , Università Iuav di Venezia e le emittenti televisive regionali Teleradiopace in Liguria, TV Libera in Toscana, Telebellunodolomiti in Veneto e TeleNova in Lombardia.
Una fotografia sul paese
L'agricoltura italiana, con Sicilia, Puglia e Campania in testa, è uno dei settori con la più alta percentuale di occupazione femminile, rappresentando oltre il 28% delle imprese agricole totali. Le donne si distinguono in particolare nei settori dell'agricoltura biologica e multifunzionale, come l'agriturismo e le fattorie didattiche. Le imprenditrici agricole italiane non solo sono numerose, ma anche molto dinamiche. Le giovani imprenditrici tra i 18 e i 29 anni costituiscono oggi il 33,76% delle aziende agricole, un dato raddoppiato rispetto a dieci anni fa, e sono sempre più presenti nelle società di capitali e nelle reti agricole. Questo riflette una crescente consapevolezza dell'importanza dell'imprenditoria femminile e del potenziale collaborativo, in un contesto in cui però rimangono sfide in termini di innovazione e digitalizzazione, dove le imprenditrici agricole sono ancora meno rappresentate rispetto agli uomini. Questo progresso è supportato da programmi nazionali ed europei volti a ridurre le disuguaglianze di genere, come la Politica Agricola Comune (PAC), che promuove attivamente l'inclusione femminile nelle iniziative di sviluppo rurale.
Il futuro dell'agricoltura italiana è fortemente legato all'innovazione, necessaria per rispondere ai cambiamenti climatici e alle nuove esigenze dei consumatori. Il settore dell'Agricoltura 4.0 ha registrato una crescita significativa: nel 2022 il mercato ha superato i 2 miliardi di euro, con un incremento del 31% rispetto al 2021, e la superficie coltivata con soluzioni avanzate è passata dal 6% all'8%. Il 65% del valore del mercato è costituito da macchinari connessi e sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature, spesso attraverso droni e satelliti, che consentono di monitorare il territorio, mappare le coltivazioni e inviare allerte precoci sullo stato di salute delle colture.
Molte imprenditrici hanno adottato soluzioni hi-tech per la gestione da remoto di strutture come serre e stalle, contribuendo a ridurre lo spreco e a rendere l'agricoltura più sostenibile cercando di preservare sempre il legame con il territorio, la cultura, la tradizione e i saperi locali. L'innovazione permette maggiore efficienza, minori sprechi e la riduzione degli input produttivi e anche se la tradizione rimane il fondamento dell'agricoltura italiana e del Made in Italy, è fondamentale l'integrazione con la ricerca e la tecnologia per garantire un futuro prospero e sostenibile al settore.