Fabrizio Marzilli
Douglas Darden and the Allegory of the Adversary
Parole chiave
Douglas Darden, Condemned, perdita, Underbelly, limite
L’architetto americano Douglas Darden individua nel dittico di teoria e progetto un binomio antagonista. Attraverso la pratica progettuale, egli identifica il rivale come perdita costruttiva nei confronti di una data idea di architettura favorendone un’altra, intesa come “mediazione critica sulla finitudine e sul fallimento”. Questo dialogo sottolinea un tema intrinseco dell’architettura, cioè il rapporto tra costruzione e distruzione, tra positivo e negativo. Ogni atto architettonico diventa un dialogo tra queste coppie fondamentali, dove la potenzialità dell’architettura risiede nel “riconoscimento di questa condizione reciproca” e nella capacità secolare dei canoni architettonici di essere capovolti. Il testo restituisce, nella figura e nell’opera di Darden, il tema dell’avversario come attitudine per una ri-significazione dell’architettura attraverso l’indagine su ciò che sta dietro, ciò che è nascosto, verso quel limite che l’architetto identifica nell’architettura stessa.
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Paolo Bosca
Synchysis. The Path of Fluid Knowledge
Parole chiave
Sinchisi, Michel Serres, mescolanza, estetica del gusto, epistemologia
Sinchisi è una parola solitamente usata in retorica e in medicina che indica, in generale, confusione e caos. Michel Serres, nel suo I cinque sensi, riabilita questo termine per suggerire un tipo preciso di congiunzione: la parola nomina l’atto di convogliare due fluidi insieme e può aiutare a pensare alle cose nella loro mescolanza, superando le difficoltà che di solito portano solo al caos. La sinchisi sembra l’avversario perfetto della linearità che il pensiero moderno insegue. Non appena lo sguardo si sposta oltre le pretese di purezza analitica, ci si rende conto che in realtà la sinchisi indica un gioco di forze fatto di spinte e coinvolgimenti reciproci completamente legati al flusso in cui si manifestano. La sinchisi, nel senso suggerito da Serres, configura un’interazione mescolata, libera e repulsiva rispetto agli strumenti di oggettivazione.
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Kris Pint
Reparative Architecture
Parole chiave
Alienazione, modernismo, object-oriented ontology, psicoanalisi, lettura reparativa
Considerando l’oggetto architettonico come un avversario non relazionale e non umano, si rivela paradossalmente la sua funzione riparativa. La riparazione è intesa qui nel senso dato da Eve Kosofsky Sedgwick, ovvero come la possibilità di usare gli artefatti culturali in modo creativo e trasformativo per affrontare conflitti interiori e affetti negativi. L’architettura riparativa non è quindi solo legata al benessere e al miglioramento dell’ambiente costruito. L’architettura può diventare riparativa anche quando funge da schermo di proiezione su cui i sentimenti di frustrazione, malinconia e disagio possono trovare una forma esterna. Proprio perché vuole pensare oltre l’essere umano, la teoria architettonica orientata agli oggetti ci permette di esaminare questo aspetto dell’oggetto architettonico come forza antagonista. Due casi lo illustreranno brevemente: la geometria malinconica della teiera Bauhaus di Marianne Brandt (1924) e la sublime indifferenza del cenotafio per Isaac Newton di Étienne-Louis Boullée (1784).
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Jacopo Cantalini, Federico Della Sala
The Shield and the Bandit. City, Conflict and Escape Routes between Loraux and Lorenzetti
Parole chiave
Stasis, antagonismo, città, guerra civile, diserzione
Il contributo propone una riflessione sull’opera della storica francese Nicole Loraux, La Cité divisée. L’oubli dans la mémoire d’Athènes, dato alle stampe per la prima volta nel 1997. Considerato oggi un libro fondamentale per tutti coloro che desiderano approfondire la comprensione sul complesso fenomeno della città, le ricerche di Loraux si concentrano sull’impiego, attestato nell’Atene classica del V secolo a.C., del discorso e della rappresentazione pubblica come mezzo per sopprimere una particolare e fondamentale istituzione della polis: stasis, traducibile approssimativamente come “guerra civile”. Le riflessioni di Loraux sulla culla della democrazia nel momento stesso in cui questa vedeva la luce possono aiutarci a comprendere come la guerra civile e l’antagonismo siano meccanismi profondamente radicati nell’esperienza urbana e politica contemporanea, rivelando in questo modo traiettorie decisive e urgenti, crocevia e vie di fuga inedite per pensare, immaginare e agire il conflitto politicamente in modo diverso dalla metropoli.
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Fabio Salomoni
The Football Supporter’s ‘Work’. Football, Adversaries, War Rituals
Parole chiave
Tifoso, riti, avversario, conflitto, pacificazione
Nell’immaginario moderno il “mestiere” del tifoso calcistico è intrinsecamente legato alla presenza di un avversario e alla necessità di mettere in scena con esso una battaglia simbolica collettiva fondata sulla contrapposizione amico/nemico in uno spazio specifico, lo stadio. Questa ritualizzazione della battaglia ha una dimensione prettamente simbolica e metaforica, spesso anche quando include manifestazioni di aggressività e di violenza fisica. Tali rituali settimanali a lungo sono stati derubricati a momentanee perdite di controllo e sostanzialmente tollerati. Da un paio di decenni il tifoso e i suoi riti guerreschi sono stati trasformati invece in allarme sociale e hanno legittimato una serie di misure coercitive e di controllo. Nel disagio del tollerare espressioni simboliche di inimicizia e di sovversione carnevalesche e nella volontà di produrre un mondo sociale iper-pacificato, le società contemporanee rivelano l’isolamento e l’insicurezza sulle quali sono fondate.
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Marcos Amado Petroli
The Mechanization of the Sacred Grotto
Parole chiave
Grotta, teoria dell’architettura, architettura primitiva, architettura ancestrale, mito
La nozione di “grotta”, uno dei modelli architettonici più antichi e mitici, è attualmente in tensione con l’ethos meccanizzato del tempo. Il suo aspetto cavernicolo e uterino ha storicamente dato origine a fondamentali significati allegorici e metafisici. Tuttavia, la nozione di “grotta” si è scontrata recentemente con la realtà sociale quantificabile delle società tecnologiche. Il testo ripensa lo spazio della grotta attraverso posizionamenti teorici che ne evidenziano la trasfigurazione nel corso del tempo. Attraverso una ricerca comparativa, il contributo mette in luce come la consolidata “capanna primitiva” abbia messo in discussione la propria autonomia come sistema primario di territorializzazione della cultura umana.
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Gianpaolo Cacciottolo
Chronicle of a Duel. Bonito Oliva vs. Celant
Parole chiave
Arte contemporanea, pratica curatoriale, Germano Celant, Bonito Oliva, esposizioni
Il contributo intende ricostruire ed esaminare le principali tappe della competizione tra due figure nodali della scena artistica italiana: Achille Bonito Oliva e Germano Celant. Dagli anni Settanta ad oggi la rivalità tra i due è divampata negli spazi elastici della critica e delle mostre, spazi che questa stessa rivalità ha galvanizzato in maniera decisiva. Due diversi modelli di critica, ma anche di curatela, che hanno segnato la storia recente dell’arte contemporanea in Italia e non solo. Ripercorrere le tappe della competizione culturale tra Achille Bonito Oliva e Germano Celant significa individuare gli snodi critici che hanno segnato la scena artistica italiana e internazionale degli ultimi cinquant’anni: la posizione e la funzione del critico, il valore della scrittura (critica e curatoriale), la mostra come spazio di verifica e sperimentazione, l’affermazione del curatore a scapito del critico in una dimensione ormai globale, l’importanza dei documenti e dell’archivio nelle pratiche critiche e curatoriali, il rapporto con le istituzioni.
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Philip Goldswain
Adversarial Urbanism. Mining and Settlement in the Western Australian Goldfields, 1897-1905
Parole chiave
Boomtown, miniera, morfologia urbana, urbanizzazione, mappe
Nel 1901, meno di un decennio dopo la scoperta dell’oro, Kalgoorlie, Boulder e l’East Coolgardie Goldfield (Australia Occidentale) erano raffigurati in una serie di mappe elaborate, colorate e dettagliate che illustravano la complessità spaziale, amministrativa e territoriale di questo importante agglomerato urbano industriale in rapido sviluppo. Il contributo riflette sulle interazioni, le tensioni e i conflitti tra i diversi usi del suolo che costituivano questo insediamento, per esplorare l’“urbanesimo contraddittorio” risultante dalla rapidità della sua crescita. Attraverso l’analisi visiva delle mappe e l’identificazione di attori morfologici formalmente distinti, sono state individuate quasi ottanta aberrazioni nella griglia catastale della città. Ognuna di esse ha un processo, una temporalità e un’impronta distintiva sulla boomtown. La comprensione di questo periodo di contestazione, con le sue forme urbane arbitrarie determinate dalla negoziazione tra forze geologiche e metropolitane, rende complessa la storia urbana.
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