Dati
01.12.2025
Categoria
Iniziative
#78 Valeriano Pastor e Michelina Michelotto. Progetto di allestimento I Querini Stampalia: un ritratto di famiglia nel Settecento veneziano, 1987
Nuova gallery di foto dell'Archivio Progetti, a cura di Maura Manzelle
«[…] il progettare, per me inseguire la vita delle forme o per Michelina pensare un modo di trascolorare l’atmosfera, si dà per la gioia di esserci qui ora, noi nel progettare per altri, immaginando l’abitare di altri, per abitare il mondo».
V. Pastor, Divagazioni sui progetti per la Querini, in M. Michelotto Pastor, L. Taddei (a cura di), Valeriano Pastor alla Querini Stampalia, cit., , il Poligrafo, Padova 2000, p. 45.
Data
19.11.2025
Orario
17:00
Luogo
Tolentini, biblioteca
Categoria
Presentazione
Collegamenti utili
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Gli archivi di architettura nel XXI secolo
I luoghi delle idee e delle testimonianze
Biblioteca, sala gradoni
presentazione del libro di Laura Farroni e Marta Faienza
a cura di Gabriella Liva
Introduce:
Giovanni Marras, referente del rettore per l’Archivio Progetti
Tavola rotonda:
Voci per gli archivi di Architettura
Modera: Gabriella Liva
Intervengono:
Laura Thermes, Serena Maffioletti, Nicola Navone, Caterina Palestini, Giuseppe D’Acunto, Michele Beccu
immagine: Ricostruzione virtuale dell’Atto compositivo Ribaltare di F. Purini. Serie esposta all’Accademia di Brera nel 1993 (analisi di L. Balestra)
Data
31.10-25.01.2026
Orario
10:00
Luogo
- - -
Categoria
Mostra
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Giorgio Wenter Marini
Un genio eclettico del Novecento trentino tra pittura, architettura, grafica e arte applicata
Palazzo Assessorile
Cles, Trento
Apertura
31 ottobre 2025 - 25 gennaio 2026
Da martedì a domenica, 10.00-12.00/15.00-18.00. Lunedì chiuso.
Aperture straordinarie: 8 dicembre. Chiusure straordinarie: 25 dicembre, 1 gennaio
Mostra a cura di
Warin Dusatti, Marcello Nebl
Con il patrocinio di
Università Iuav di Venezia, Archivio Progetti
La rassegna si compone di più di novanta opere d’arte pittorica, bozzetti, stampe, oggetti di arte applicata e progetti architettonici che coprono tutta la vita di Giorgio Wenter Marini, a partire dal periodo dei primi studi alla Scuola Reale Elisabettina di Rovereto, passando per le giovanili sperimentazioni che guardavano a Giovanni Segantini, fino ad arrivare all’ultimo periodo veneziano.
La selezione evidenzia quanto da un lato l’ambiente espressionista europeo - che Wenter Marini ha frequentato nella prima parte della sua formazione a Vienna e Monaco - e dall’altro il clima culturale romano nell’immediato dopoguerra, si siano fusi con originalità influendo sulla sua produzione artistica e sulla sua visione in grado di spaziare liberamente tra nord e sud. Numerose incisioni, bozzetti e progetti architettonici, alcuni dei quali riferiti a monumenti siti nelle Valli di Non e di Sole provengono dal Fondo Wenter Marini, conservato nell’Archivio Progetti dell'Università Iuav di Venezia, ente che partecipa fattivamente alla mostra grazie alla collaborazione della conservatrice e archivista del Fondo, Antonella D’Aulerio.
L’allestimento in Palazzo Assessorile vede esposte quindi, in ordine cronologico, le più significative opere pittoriche di Giorgio Wenter Marini; queste ultime costituiscono l’ossatura della mostra, una struttura portante attorno alla quale si sviluppano quattro sezioni principali e diversi focus in grado di approfondire la caratteristica multidisciplinarità e i tratti eclettici dell’artista.
Data
21.10-25.01.2026
Orario
12:00
Luogo
Venezia
Categoria
Mostra
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Gianni Fabbri. Sguardi sulla vita, sull’arte e sul mondo
Mostra nell’ambito delle iniziative “Salotto Longhena”
Ca’ Pesaro, Galleria internazionale d’Arte moderna
Project Room, piano terra
Santa Croce 2076, 30135 Venezia
a cura di Elisabetta Barisoni
È aperta a Ca’ Pesaro Galleria internazionale d'Arte moderna la mostra “Gianni Fabbbri. Sguardi sulla vita, sull’arte e sul mondo”, nell'ambito delle iniziative del ciclo “Salotto Longhena” che vede da molti anni MUVE e Università Iuav di Venezia in collaborazione tra arte e architettura. La mostra è un omaggio al professore e architetto Gianni Fabbri, a lungo docente nell'ateneo veneziano.
“Una mano ci conduce alla scoperta di un artista inconsueto, che mantiene la conoscenza e l’amore per la storia dell’architettura mescolandola liberamente a fantastici mondi immaginari, fatti di studio e di ricordi, resi con tecniche diverse che vanno dal pastiche al collage fino all’opera di citazione”.
Dati
26.09.2025
Categoria
Comunicati stampa
Mostra nell’ambito di “Iuav at work. 11 mostre con il Padiglione Venezia in città”
È aperta fino al 23 novembre nella sede Iuav al Magazzino 6 la mostra “Giancarlo De Carlo. The Open Work”, organizzata da Iuav nell’ambito del circuito espositivo “Iuav at work. 11 mostre con il Padiglione Venezia in città”.
Curata da Sara Marini e Alberto Petracchin, la mostra mette in luce le complessità, gli intrecci, i mille piani dell’opera di Giancarlo De Carlo. L’autore ha consegnato al futuro un open work dal quale si diramano traiettorie fondamentali per continuare a riflettere su questioni e approcci del progetto. L’eredità viva di Giancarlo De Carlo è letta attraverso direzioni che ricalcano i modi di lavorare, non i linguaggi, che rilevano il fare urbanistica, architettura, mostre, testi, appunti come un unico campo di ricerca e l’autorialità come uno spazio della continua messa in discussione.
Il discorso critico sottolinea quattro tracce che tornano a essere temi centrali delle città e dei territori contemporanei.
Progetti non realizzati o da poco conclusi dal risultato formale tra loro contraddittorio, testimoni dell’agire caso per caso, piani regolatori generali premonitori e dimenticati, materiali preparatori di mostre andate in scena o distrutte, lettere e documenti convivono sulla scena per nutrire le quattro tracce, cadenzate in quattro stanze che hanno all’orizzonte lo spazio aperto della città.
Architettura partecipata e interattiva istituisce un confronto tra esperienze in cui il dialogo tra spazio e società è centrale, tecnologie e media sono strumenti e materiali del processo progettuale. Nelle città e nei territori si interroga sulla nozione di “aperto” nei contesti e nella pratica progettuale; il territorio è, girando il cannocchiale, lo spazio dove agire per “salvare” la città. Architettura “spontanea” legge la convergenza tra passati e futuri, tra ricerca collettiva, azione autoriale e progetto anonimo, con uno sguardo oltre le città. Con gli Spiriti dei luoghi e quelli di autori distanti secoli De Carlo dialoga per continuare storie sospese, per rovesciare e continuare ad abitare la storia.
Giancarlo De Carlo. The Open Work.
Magazzino 6, Dorsoduro 1827 Venezia
Orario: da lunedì a venerdì 8 – 19.30
Aperture straordinarie: i fine settimana di inaugurazione e chiusura della Biennale; 22-23 novembre 10 – 18
Data
29.10.2025
Orario
11:00
Luogo
Badoer
Categoria
Seminario / Workshop
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Tutto quello che non vi hanno detto sulla Scienza Aperta
Accesso aperto e conoscenza
Open Access & Open Science? Il movimento per l'accesso aperto fra conoscenza scientifica diffusa e accessibile e modelli di business conservativi.
Ne discutono Stefano Bianco, Roberto Caso, Paola Galimberti, Maria Chiara Pievatolo
Introduce Francesco Musco
A cura di Barbara Pasa
Area ricerca, Sistema bibliotecario e documentale – Archivio progetti, Sistema bibliotecario e documentale – Biblioteca, Dipartimento di Culture del progetto.
Crediti immagine: Università Iuav di Venezia, Archivio Progetti, fondo Giorgio Casali – 062057 – Centro Fly per la casa a Milano, progetto di Gae Aulenti, 1966
Data
20.09-15.03.2026
Orario
18:00
Luogo
- - -
Categoria
Mostra
Giorgio Casali fotografo. Paesaggi pubblici e privati
Mostra
Il 20 settembre 2025 alle ore 18.00, presso il Museo di Arte Contemporanea e Moderna del Castello di Masnago verrà inaugurata la mostra Giorgio Casali fotografo. Paesaggi pubblici e privati. L’esposizione, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Varese e allestita dal Museo di Arte Contemporanea e Moderna del Castello di Masnago, è realizzata con il coordinamento scientifico dei professori Rosa Chiesa, Giovanni Marras, Angelo Maggi e dell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia, che conserva l’archivio del fotografo e resterà aperta al pubblico fino al 15 marzo 2026.
Giorgio Casali (1913-1995) è stato figura centrale nella storia della fotografia del Novecento, riferimento dei maggiori architetti e designer italiani. Ha documentato le trasformazioni della cultura del progetto italiana, attraversata dall’entusiasmo della modernizzazione e dalla nascita di nuovi stili di vita. La sua lunga collaborazione con Gio Ponti e con la rivista Domus lo consacra a livello internazionale come testimone privilegiato delle evoluzioni dell’architettura, del design e della società italiana.
Il percorso espositivo, articolato in cinque sezioni tematiche incentrate sui principali ambiti di intervento di Casali, è arricchito da un video introduttivo e da alcuni scatti fotografici pubblicati in vari numeri della rivista Domus, conservati presso la Biblioteca Civica di Varese. Le fotografie esposte, selezionate dal vasto fondo Giorgio Casali, conservato presso l’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia (oltre 150.000 lastre, negativi e stampe fotografiche) ripercorre le tappe salienti della sua produzione fotografica.
Nella sezione Design. Paesaggi domestici compaiono scatti attraverso i quali Casali ha contribuito a costruire l’immaginario visivo del Made in Italy, interpretando con sensibilità la trasformazione degli oggetti di uso quotidiano e degli stili di vita degli italiani negli anni della modernizzazione.
Segue la sezione Ritratti. Paesaggi umani dove Casali, con il figlio Oreste, si è distinto nella fotografia di ritratto, con immagini che rivelano una profonda capacità di lettura dell’ambiente sociale e culturale, ritraendo personalità come Salvator Dalì, Marinella Pirelli e Max Huber. Due focus tematici sono rivolti all’Architettura e alla Ricostruzione.
Paesaggi urbani. Nel primo gli scatti di Casali interpretano le opere architettoniche da Carlo Scarpa e Aldo Rossi a Bruno Morassutti – solo per citarne alcuni – mentre nella seconda parte, documenta le ferite della guerra a Milano, la ricostruzione post-bellica e le icone della rinascita come la Torre Velasca, dello studio BBPR, e il Grattacielo Pirelli di Gio Ponti, simboli della modernità italiana.
La mostra dedica uno spazio ai Paesaggi produttivi, ovvero al racconto dei luoghi della produzione e del lavoro, con immagini che documentano la dimensione produttiva, la vitalità industriale e le innovazioni tecnologiche dell’epoca nel territorio lombardo.
Giorgio Casali fotografo. Paesaggi pubblici e privati
Museo di Arte Contemporanea e Moderna del Castello di Masnago
Comune di Varese
20 settembre 2025 – 15 marzo 2026
Inaugurazione 20 settembre 2025, ore 18.00
Orari mostra: martedì e mercoledì 9.30-12.30; da mercoledì a domenica 9.30-12.30/14.00-18.00; lunedì chiuso
Ingresso a pagamento
Data
17.09.2025
Orario
17:00
Luogo
Tolentini
Categoria
Mostra
Finissage della mostra “Una biblioteca di fotografia come opera creativa”
Indagini dal fondo Daniela Palazzoli
Intervengono durante il finissage Lisa Andreani e Giuseppe Garrera
La selezione di volumi appartenenti al fondo Daniela Palazzoli mostra una delle possibili strade per indagare e lasciare emergere l’interesse, l’incontro e scontro della storica e critica d’arte con l'immagine.
L'evento fa parte del ciclo di incontri "I mercoledì della biblioteca"
#77 Carlo Aymonino e Pierluigi Giordani. Progetto di massima per un sistema direzionale nella città di Bologna, 1966–67
Nuova gallery di foto dell'Archivio Progetti, a cura di Giona Carlotto
«Lo sviluppo edilizio delle città italiane nell’ultimo secolo non è riuscito a dar loro una forma nuova, diversa dalla precedente, ma altrettanto identificabile nella rappresentazione fisica. […] La città «moderna» non ha fatto che riempire le zone rimaste libere tra gli elementi naturali, la città murata e le infrastrutture tecnologiche delle comunicazioni. È sfuggito pertanto il rapporto dimensionale tra le nuove infrastrutture e l’architettura che a esse poteva e doveva corrispondere. Il progetto di massima del sistema direzionale vuole essere l’immagine architettonica corrispondente a tale rapporto. […] L’architettura che deve loro corrispondere non può che essere alla scala delle nuove infrastrutture, cioè un’architettura complessa nelle sue varie parti; ma semplice e identificabile nel suo disegno d’insieme, che ha un inizio e una fine».
Progetto di massima per un sistema direzionale nella città di Bologna, in: Carlo Aymonino, Pierluigi Giordani, I centri direzionali 5, De Donato editore, Bari, 1967
Dati
01.08.2025
Categoria
Iniziative
#76 Sergio Polano. Storie e culture del progetto
Nuova gallery di foto dell'Archivio Progetti, a cura di Andrea Lancia
«Si può ipotizzare che gli oggetti pertinenti del disegno industriale – inteso, grosso modo, come progettazione di prodotti seriali destinati a essere realizzati industrialmente e macchinalmente – non siano altro che una particolare tipologia di artefatti, nell’epocale scia della cultura materiale umana? In altre parole, la storia degli ‘oggetti industriali’ non è forse parte di una più ampia ‘storia delle cose’, frutto dell’industriosità della nostra specie, intimamente intrecciata con quella dei prodotti dell’arte umana?».
S. Polano, Fatti con arte, fatti ad arte, in “Dezine”, n. 2, Venezia 2002.