a cura di Giona Carlotto
«Lo sviluppo edilizio delle città italiane nell’ultimo secolo non è riuscito a dar loro una forma nuova, diversa dalla precedente, ma altrettanto identificabile nella rappresentazione fisica. […] La città «moderna» non ha fatto che riempire le zone rimaste libere tra gli elementi naturali, la città murata e le infrastrutture tecnologiche delle comunicazioni. È sfuggito pertanto il rapporto dimensionale tra le nuove infrastrutture e l’architettura che a esse poteva e doveva corrispondere. Il progetto di massima del sistema direzionale vuole essere l’immagine architettonica corrispondente a tale rapporto. […] L’architettura che deve loro corrispondere non può che essere alla scala delle nuove infrastrutture, cioè un’architettura complessa nelle sue varie parti; ma semplice e identificabile nel suo disegno d’insieme, che ha un inizio e una fine».
Progetto di massima per un sistema direzionale nella città di Bologna, in: Carlo Aymonino, Pierluigi Giordani, I centri direzionali 5, De Donato editore, Bari, 1967, pp. 128 – 129.
«Non è un caso che le proposte in cui la previsione del piano coincide con un progetto compiuto sono quelle che maggiormente aprono delle ipotesi sulla città futura. Il progetto di Kahn per Filadelfia o quello di Tange per Tokyo suscitano suggestioni o perplessità proprio in virtù dello stretto legame esistente tra l’analisi e la critica della città attuale e l’idea della proposta futura, espressa in termini definiti. Tale predeterminazione formalmente compiuta, proprio in quanto esprime e visualizza un tempo futuro, nega la possibilità di ulteriori interventi nel tempo, cioè le modificazioni e le aggiunte che un piano pretende, almeno teoricamente, di contenere».
Carlo Aymonino, Pierluigi Giordani, Progetto di ricerca a carattere settoriale sul centro direzionale del comprensorio di Bologna. Prime ipotesi di lavoro, Archivio Progetti Iuav, marzo 1962, p. 5.
Pubblicato nel 1967 nel volume I centri direzionali (De Donato editore) il progetto per Bologna è frutto di uno studio redatto dagli autori Carlo Aymonino e Pierluigi Giordani. Nel capitolo Schede delle proposte e delle realizzazioni i progettisti elencano cinquanta progetti importanti da analizzare come riferimento a partire dal Piano per la Baia di Tokyo di Kenzō Tange fino al Piano per Philadelphia di Louis Kahn, passando per il Piano per Berlino Ovest di Alison e Peter Smithson e concludendo con alcuni progetti italiani come il quartiere CEP di Mestre di Ludovico Quaroni. Inoltre, i piani per le città italiane di Milano, Padova, Torino e Roma EUR, che in quel periodo venivano realizzati, sono da loro utilizzati come strumento di paragone dimensionale e delle destinazioni d’uso con la proposta per Bologna.
Come da loro stessi messo in mostra, il gigantismo del progetto appare evidente rispetto ai piani coevi; e questo è visibile anche attraverso le fotografie del modello. Se rapportato al centro storico della città sulla quale insiste, il progetto per Bologna si pone in una relazione dimensionale quasi utopica con l’esistente, ma necessaria per immaginare la città nuova. La ricerca di Aymonino era in continuità con il periodo dei grandi centri direzionali italiani e era indirizzata a una città pianificata secondo un disegno ideale.
Dallo studio di alcuni materiali inediti conservati all’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia è stato possibile indagare il progetto a partire dagli schizzi e dalle proposte preliminari fino alla sua ultima pubblicazione.
Carlo Aymonino (1926 – 2010), nato a Roma, è stato uno dei più importanti architetti italiani del ‘900 e riformatore della Scuola di Venezia in continuità/discontinuità con Giuseppe Samonà. È stato professore all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia dal 1963 al 1981 e poi Rettore dal 1974 al 1979. La sua intensa attività professionale e accademica l’ha visto lavorare con Aldo Rossi e il Gruppo Architettura. L’Archivio Progetti è custode del fondo archivistico Aymonino-Barbini (Studio di Venezia) e Aymonino (Studio di Roma) e questo petit tour intende valorizzare i materiali di Carlo Aymonino e Pierluigi Giordani per il Progetto di massima per un sistema direzionale nella città di Bologna, 1966-67.

1. Planimetria generale, collage su carta, scala 1:10.000, marzo 1965
2. Fotografia zenitale del modello, 1967
3. Fotografia del modello da sud, 1967
4. Fotografia del modello da nord, 1967
5. Fotografia del modello da sud-ovest, 1967
6. Fotografia del modello da nord-ovest, 1967
7. Planimetria generale, disegno e collage su carta da lucido, scala 1:10.000
8. Planimetria generale, disegno e collage su carta
9. Fotomontaggio su Bologna, 1967
10. Schema dei flussi, il centro storico era collegato al centro direzionale attraverso quattro assi
11. Schema planimetrico, collage
12. Schema planimetrico delle funzioni, collage
13. Pianta e sezione di fabbricato residenziale tipo
14. Sezioni A-A e B-B dei volumi residenziali con museo, albergo, cinema, uffici, garage e teatro
15. Pianta e sezione di fabbricato residenziale tipo
16. Pianta e sezione di fabbricato residenziale tipo
17. Planimetria con particolare del centro direzionale nord, ottobre 1966
18. Schizzi di pianta e sezione di una porzione del centro direzionale
19. Schizzi prospettici dei fabbricati residenziali visti dall’esterno
20. Schemi di ipotesi di rapporto del centro direzionale con la grande viabilità, marzo 1962
21. Schemi di ipotesi di viabilità interna in relazione ai “cuori” del centro direzionale, marzo 1962
22. Schemi di ipotesi di viabilità interna in relazione ai “cuori” del centro direzionale e i suoi tempi di attuazione, marzo 1962
23. Schema e schizzo prospettico in relazione alle costruzioni esistenti, marzo 1962
24. Schizzo prospettico “Bologna 1980?”, marzo 1962