Dati
05.08.2026
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Comunicati stampa
Forte del grande successo di pubblico, la mostra “100 disegni per 100 anni”, promossa dall’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia, nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario dell'Ateneo, è prorogata fino all'11 settembre 2026.
La mostra, a cura di Gabriella Liva, Marzia Marandola, Gundula Rakowitz, con la collaborazione di Giulia Bersani, Giulia Conti, Alessandro Virgilio Mosetti, Davide Zaupa, nasce da un’idea semplice: ripercorrere il tempo di Iuav non tramite documenti d’archivio, cronologie a confronto, intrecci accademici, personalità rilevanti, ma attraverso il disegno: l’atto germinale, effimero ed eterno, che proietta l’idea nelle forme del futuro. I 100 disegni raccontano 100 anni di storia e di storie, elaborati grafici in gran parte provenienti dall’Archivio Progetti Iuav, documentano la pluralità delle sfaccettature disciplinari: maestri, allievi, architetti, urbanisti, designer, artisti del teatro e delle arti performative, studiosi delle diverse discipline. In questa prospettiva, il disegno si configura come sintesi tra rappresentazione e costruzione del pensiero, tra rigore teorico e sperimentazione, tra metodo e tecnica.
I cento disegni narrano non solo le vicende di una Scuola, ma anche le trasformazioni dell’architettura nel corso di un secolo: cambiano i linguaggi, mutano gli strumenti – dalla matita al digitale – e i temi, ma rimane costante la centralità del disegno come strumento di prefigurazione, di espressione, ma anche di indagine e di riflessione critica.
Dati
15.07.2026
Destinatari
Docenti, ricercatrici e ricercatori
Dottori di ricerca
Enti e professionisti
Future studentesse e futuri studenti
Laureate e laureati
Personale-tecnico amministrativo
Studentesse iscritte e studenti iscritti
Utenti esterni
Nella pagina del sito "Orario di apertura delle sedi e calendario delle chiusure dell'ateneo" sono stati pubblicati gli orari di apertura e chiusura delle sedi dell'ateneo di Venezia, Mestre e Vicenza e di alcuni servizi aperti al pubblico, per il periodo estivo.
Si ricorda che ogni sede e ogni servizio hanno orari diversi e si raccomanda di consultare la pagina con attenzione.
Tutte le sedi resteranno chiuse da lunedì 10 a venerdì 14 agosto 2026.
Dati
13.07.2026
Categoria
Comunicati stampa
Per saperne di più
Una giornata aperta alla comunità per celebrare cento anni di storia, ricerca e innovazione
Venerdì 17 luglio l'Università Iuav di Venezia celebra i suoi cento anni con una grande festa aperta alla comunità accademica, scegliendo di far coincidere questo momento con la conclusione di WAVe 2026, il programma internazionale di workshop estivi dell'Ateneo. La mostra finale dei progetti realizzati dagli studenti sotto la guida di docenti e professionisti, e le celebrazioni del Centenario convergono così in un'unica giornata, che mette in dialogo l'eredità di Iuav con le idee e i talenti delle nuove generazioni.
Le iniziative si svolgeranno tra il Cotonificio veneziano, i Magazzini 6 e 7 e gli spazi del Porto di Venezia, coinvolgendo studentesse e studenti, docenti, personale, laureate e laureati, professionisti, istituzioni e cittadini.
La scelta di concludere la didattica estiva in questa ricorrenza ha un forte valore simbolico: trasformare il termine di WAVe nel grande momento di incontro dell'intera comunità Iuav, celebrando un secolo di formazione, ricerca e innovazione e rilanciando la vocazione dell'Ateneo come laboratorio internazionale di sperimentazione, confronto e crescita.
WAVe 2026: la mostra finale dei workshop internazionali
I workshop estivi, avviati il 1° luglio, si concludono dopo tre settimane di attività che hanno coinvolto duemila studenti dei corsi di laurea triennale, magistrale e a ciclo unico dell'Università Iuav di Venezia nei diversi ambiti disciplinari dell'Ateneo: architettura, arti visive, curatela del patrimonio, design, ingegneria, moda, teatro e arti performative, urbanistica e pianificazione territoriale.
Il tema dell'edizione 2026, Balance. Different Types of Equilibrium, ha guidato la ricerca e la sperimentazione dei laboratori, invitando studenti e docenti a confrontarsi sui concetti di equilibrio dinamico, relazione tra spazio e comunità e nuove strategie progettuali per la trasformazione e la rigenerazione dei luoghi.
Dalle 9 alle 19.30 il Cotonificio veneziano e i Magazzini 6 e 7 ospiteranno la mostra finale dei progetti realizzati nell'ambito dei workshop, accompagnata dalla cerimonia di premiazione. L'esposizione resterà aperta al pubblico anche lunedì 20 e martedì 21 luglio, dalle 9 alle 19.30.
La Festa del Centenario
Dalle ore 18 prenderà il via la Festa del Centenario, il momento culminante delle celebrazioni per i cento anni dell'Università Iuav di Venezia, un'occasione che vuole unire memoria, presente e futuro.
La festa, ospitata tra il Cotonificio veneziano, i Magazzini 6 e 7 e gli spazi del Porto di Venezia, è aperta a tutta la comunità accademica (studenti, docenti, personale e collaboratori) previa registrazione e rappresenta il momento simbolico con cui Iuav rinnova il legame con le persone che ne hanno costruito l'identità e il prestigio internazionale.
Sarà un'occasione per celebrare il patrimonio di relazioni, idee, progetti e competenze che l'Università ha saputo costruire dal 1926 a oggi, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell'architettura, del design, delle arti, della moda, del teatro, della pianificazione territoriale e della ricerca.
Il programma della serata prevede momenti dedicati alle fotografie istituzionali e di comunità, pensati per lasciare una testimonianza condivisa di questo anniversario e rafforzare il senso di appartenenza all'Ateneo.
A seguire, gli spazi del Porto di Venezia si trasformeranno in un luogo di incontro e partecipazione con il dj set di Spiller, protagonista della scena musicale internazionale, in programma dalle 21 alle 23.
In occasione della festa del Centenario verrà lanciato il concorso di design “Un tumbler per l’aperitivo Select” aperto a tutti gli studenti e le studentesse Iuav in collaborazione con una delle aziende che hanno affiancato l’Università Iuav di Venezia nella realizzazione di momenti di convivialità.
La giornata del 17 luglio e gli appuntamenti del Centenario sono resi possibili, oltre che dalla disponibilità istituzionale e degli spazi dell’Autorità di Sistema Portuale e dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dal contributo di amici dell’Università Iuav di Venezia, aziende ed enti che hanno scelto di sostenere questo importante traguardo: Select, ANCE Veneto, ANCE Venezia, TEV Group, Vela, Fondazione di Venezia, Berengo Studio, Fondazione Berengo, Reflex, Unitecnica e FASS srl.
Dati
21.05.2026
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Comunicati stampa
In occasione del Centenario della sua fondazione, l’Università Iuav di Venezia ha inaugurato oggi nella sede dei Tolentini due mostre dedicate all’attualità del pensiero e al lascito culturale dell’opera di Vittorio Gregotti, tra i protagonisti dell’architettura italiana.
Tra i maestri più autorevoli della seconda metà del Novecento, Gregotti ha insegnato a Iuav, eleggendo la laguna e la città di Venezia come punto di sperimentazione, come intellettuale, come professore e come architetto.
L’Ateneo celebra il lascito culturale e progettuale di Vittorio Gregotti e così commenta il rettore dell’Università Iuav di Venezia, Benno Albrecht “Vittorio Gregotti usualmente diceva che nell’architettura e nella cultura contemporanea ‘c’è solo novità ma non c’è nuovo’. Gregotti è stata una persona che cercava invece il Nuovo. Collaborando con Gregotti abbiamo capito che progettare ha un valore forte, che le possibilità del progetto sono vaste e ampie, che non bisogna limitarsi, ma avere invece coraggio e sfidare la realtà e immaginare mondi possibili, il tutto naturalmente con realismo e tecnica sviluppata. Il Nuovo era entrato a Iuav con Gregotti e il suo pensiero è stato dimostrato efficace e praticamente impresso nel futuro di gran parte delle città italiane. A Venezia nonostante i suoi significativi progetti, stranamente non è stato così, per cause contingenti e per una mancata presa di coscienza.
Mentre oggi in un mondo dove la città è diventata globale, il suo progetto è diventato determinante per il futuro stesso dell’umanità.”
Negli spazi del rettorato, nella sede dei Tolentini, è stata inaugurata la mostra “Vittorio Gregotti e Venezia” a cura di PierAntonio Val, aperta al pubblico fino al 31 luglio 2026. In esposizione 10 pubblicazioni dedicate a Venezia, un decalogo, tratto dall’editoriale di Casabella e riproposto in ‘Lezioni veneziane’, rivolto alle future generazioni di architetti e una selezione di 10 progetti per la città lagunare, attraverso cui emerge il lungo rapporto di Gregotti con Venezia, tra riflessione teorica, attività progettuale e insegnamento.
È un progetto che ha Venezia come sperimentazione, come città di una ‘nuova modernità’. È un corpus unitario per l’azione progettuale, la ricerca e la misura della coerenza didattica.
“Tra i materiali esposti compare anche il progetto per il sistema di accesso al centro storico di Venezia, sviluppato da Vittorio Gregotti nell’ambito dell’incarico per il piano particolareggiato del Tronchetto”, spiega il curatore della mostra PierAntonio Val. “Si trattava di una proposta innovativa e avveniristica, capace di mettere in relazione centro storico, laguna e Mestre. Uno degli elementi più significativi era il raddoppio della stazione ferroviaria, con una parte orientata verso la laguna. Attraverso un sistema di tapis roulant sarebbe stato possibile attraversare pedonalmente il ponte e raggiungere rapidamente i mezzi acquei collocati sui due lati, favorendo così gli spostamenti esterni alla laguna e contribuendo a decongestionare piazzale Roma e il Canal Grande”.
Nella sala Scarpa della Biblioteca ai Tolentini, sede del Fondo Vittorio Gregotti donato dall’architetto all’Università Iuav di Venezia, si è inaugurata invece la mostra “La didattica come progetto di architettura. Le lezioni veneziane di Vittorio Gregotti” a cura di Guido Morpurgo e Antonella D’Aulerio con Haydyn Jones ed Enrico Miglietta.
La mostra, aperta fino al 5 giugno 2026, per la prima volta apre alla consultazione e alla ricostruzione critica la biblioteca di lavoro e l’archivio di manoscritti utilizzati dal grande architetto per la scrittura dei suoi libri. Il Fondo conservato dall’Ateneo restituisce infatti un insieme organico di materiali che documentano l’attività intellettuale, didattica e progettuale del suo percorso.
Come spiega il curatore del Fondo Vittorio Gregotti e della mostra Guido Morpurgo: “L’Università Iuav di Venezia dispone della collezione di manoscritti che Gregotti utilizzava per scrivere i suoi libri, organizzare i seminari e riallineare gli argomenti delle lezioni dei suoi corsi. Abbiamo ricevuto l’archivio personale di Vittorio Gregotti per sua volontà grazie alla moglie Marina e abbiamo ricostruito la sua biblioteca così com’era allestita nella casa di Milano. Tutto è stato catalogato e successivamente abbiamo riordinato l’insieme dei suoi scritti: si è trattato di un lavoro imponente.
Un aspetto particolarmente rilevante è che i suoi libri sono fitti di appunti e commenti: testi che restituiscono una forte vitalità intellettuale e le tracce del suo sistema di pensiero, che aveva saputo sintetizzare in modo molto preciso. Questo emerge chiaramente anche nella forma quasi ‘geroglifica’ con cui scriveva saggi, lezioni e materiali per i seminari.
Abbiamo inoltre selezionato un insieme di conferenze da lui tenute, prodotte anche grazie al dialogo costante con i suoi studenti. È un materiale che nasce all’interno dell’Università Iuav di Venezia e che riesce a trasformare questo scambio con gli studenti in libri e in contributi per riviste”.
La mostra presenta inoltre una poltrona e a un tavolo progettati dallo stesso Gregotti, materiali che restituiscono una dimensione più personale del lavoro dell’architetto, tra pratica didattica, ricerca e design.
Le iniziative dedicate a Vittorio Gregotti rientrano nel programma del Centenario dell’Università Iuav di Venezia, che nel 2026 celebra cento anni di attività nella formazione, nella ricerca e nella cultura del progetto.
INFORMAZIONI
Mostra
“Vittorio Gregotti e Venezia”
A cura di PierAntonio Val
Università Iuav di Venezia, Tolentini, spazi del rettorato
Aperta dal 21 maggio al 31 luglio 2026, dal lunedì al venerdì, orario 9-19.
Mostra
“La didattica come progetto di architettura. Le lezioni veneziane di Vittorio Gregotti”
A cura di Guido Morpurgo e Antonella D’Aulerio
Università Iuav di Venezia, Tolentini, sala Scarpa Biblioteca, Fondo Vittorio Gregotti
Aperta fino al 5 giugno 2026, dal lunedì al venerdì, orario 10-13.
Aperture pomeridiane su appuntamento (chiamare il numero +39 041 257 1104 o scrivere a infobiblioteca@iuav.it e biblioprestito@iuav.it).
Dati
14.04.2026
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Comunicati stampa
Una mostra dell’Archivio Progetti per ripercorrere il tempo di Iuav attraverso il disegno
In occasione del Centenario della sua fondazione, l’Università Iuav di Venezia presenta la mostra “100 disegni per 100 anni”, promossa dall’Archivio Progetti Iuav, a cura di Gabriella Liva, Marzia Marandola, Gundula Rakowitz, con la collaborazione di Giulia Bersani, Giulia Conti, Alessandro Virgilio Mosetti, Davide Zaupa.
L’esposizione, allestita al Magazzino 6 (Dorsoduro 1827, Venezia), sarà inaugurata giovedì 16 aprile alle ore 17 e resterà aperta al pubblico fino al’11 settembre 2026 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 19, con orario continuato. Chiusa dall'8 al 16 agosto.)
La mostra nasce da un’idea semplice: ripercorrere il tempo di Iuav non tramite documenti d’archivio, cronologie a confronto, intrecci accademici, personalità rilevanti, ma attraverso il disegno: l’atto germinale, effimero ed eterno, che proietta l’idea nelle forme del futuro. I 100 disegni raccontano 100 anni di storia e di storie, elaborati grafici in gran parte provenienti dall’Archivio Progetti Iuav, documentano la pluralità delle sfaccettature disciplinari: maestri, allievi, architetti, urbanisti, designer, artisti del teatro e delle arti performative, studiosi delle diverse discipline. In questa prospettiva, il disegno si configura come sintesi tra rappresentazione e costruzione del pensiero, tra rigore teorico e sperimentazione, tra metodo e tecnica
I cento disegni narrano non solo le vicende di una Scuola, ma anche le trasformazioni dell’architettura nel corso di un secolo: cambiano i linguaggi, mutano gli strumenti – dalla matita al digitale – e i temi, ma rimane costante la centralità del disegno come strumento di prefigurazione, di espressione, ma anche di indagine e di riflessione critica.
Una linea cronologica guida il percorso che a partire dal 1926 si sviluppa lungo un secolo, cento ideali fotogrammi di un film che sintetizza un’epopea culturale. Ogni disegno è riconducibile a un docente, oppure a gruppi di docenti, oppure ancora, se pure raramente, a un allievo illustre; ogni disegno evoca attraverso il ductus grafico e il soggetto, i molteplici stadi di elaborazione del progetto e i mutamenti della cultura disciplinare ed è portatore di una storia: evoca un concorso nodale, un passo nevralgico nei secoli XX e XXI.
La mostra si sviluppa in quattro sale, dove su grandi tavoli sono esposti i disegni. Il corpus grafico è eterogeneo e restituisce la complessità e l’avvicendamento delle esperienze di un secolo, rivelando continuità e discontinuità nel linguaggio, nei metodi e nelle finalità del progetto: schizzi, studi urbani, diagrammi, mappe interpretative, esercizi didattici e raffigurazioni sperimentali.
Lungo le pareti corre la cronologia storica a partire dal 1926 fino ad oggi, dove si associano date e protagonisti, si evidenziano i cicli dei rettorati, i cambiamenti di statuto, il numero degli studenti. Pannelli verticali, ognuno dedicato a un quinquennio, sintetizzano dati e informazioni, che ricostruiscono il passaggio dalla Scuola superiore di Architettura all’Università Iuav di Venezia.
I primi disegni testimoniano gli anni di fondazione quando la Scuola superiore di Architettura sta costruendo un’identità nuova e diversa, che sostituisca quella impressa dall’Accademia di Belle Arti, di cui è filiazione. La rassegna si apre con un bozzetto di Brenno Del Giudice per il manifesto della XV Biennale d’Arte di Venezia, di proprietà della Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova. Una serie di opere testimonia concorsi architettonici del primo dopoguerra: la tavola di Giuseppe Torres e Carlo Keller per il concorso del nuovo fabbricato viaggiatori della stazione di Firenze S. Maria Novella; una prospettiva di Virgilio Vallot per il concorso della nuova stazione veneziana di Santa Lucia e il progetto per il ponte di Bassano di Guido Costante Sullam, di proprietà della Fondazione Musei Civici di Venezia. Alcuni disegni rivelano la tensione innovativa e sperimentale del secondo dopoguerra, quando Iuav si guadagnò il ruolo di laboratorio internazionale per il rinnovamento della disciplina con l’apporto di figure di grande caratura, come Carlo Scarpa, il cui modo di disegnare, composto da stratificazioni, dettagli minuziosi e continue varianti, è tra gli esempi più intensi e originali del rapporto tra disegno e costruzione. In mostra è esposto un grande disegno (100x150 cm) tra quelli che Scarpa tratteggiava rapidamente per illustrare quanto andava spiegando nelle lezioni. Sotto teca è mostrato il menabò di Egle Renata Trincanato predisposto per il volume “Venezia Minore”.
Come naturale l’oggetto ricorrente dei disegni è Venezia con i suoi monumenti e nuovi edifici: il ruolo di Iuav nella città diviene misura, paradigma e oggetto di indagine, contribuendo a orientare una riflessione costante sul rapporto tra ambiente e patrimonio culturale. Molti disegni sono relativi alle sedi Iuav, in genere adeguamenti di architetture storiche, non raramente lavori degli stessi docenti. Il progetto per il nuovo ingresso della sede dei Tolentini è illustrato da un disegno del 1938 di Guido Cirilli, conservato nell’Archivio dell’Accademia di Belle Arti. In realtà solo nel 1984 esso fu costruito da Sergio Los, ma su un progetto di Carlo Scarpa. Daniele Calabi nel 1960 firma un disegno per l’adeguamento del convento dei Tolentini come sede dell’Ateneo. L’adeguamento alla didattica degli spazi del Cotonificio Olcese è oggetto di disegni di Gino Valle e Giorgio Macola; le verifiche statiche sull’edificio sono delineate dal celebre ingegnere Franco Levi. Disegnare Venezia ha significato, e significa tutt’ora, studiarne la morfologia urbana, comprenderne la stratificazione storica e interrogarsi sulla relazione tra architettura, acqua, infrastrutture e paesaggio.
100 disegni per 100 anni celebra la vitalità di un archivio, testimone tacito quanto eloquente, della centralità dell’Università Iuav di Venezia nella genesi del progetto contemporaneo, confermando il primato del disegno come pratica scientifica e creativa.
Data
17.04-28.07.2026
Orario
12:00
Luogo
Venezia
Categoria
Mostra
Download
Dayanita Singh. ARCHIVIO
Mostra all’Archivio di Stato di Venezia
Archivio di Stato, Rio Terà San Tomà, Venezia
ARCHIVIO è il tributo di Singh sia agli Archivi italiani che l'artista ha fotografato negli ultimi dieci anni, sia al proprio archivio di immagini realizzate in Italia negli ultimi venticinque.
La mostra è curata da Andrea Anastasio ed è realizzata in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Nuova Delhi e l'Archivio di Stato di Venezia. Il Public Program è realizzato con il fondamentale supporto dell’Università Iuav di Venezia, ed è accompagnata da incontri, conferenze e presentazioni di libri, ideato da Singh con Chiara Spangaro e che si svolgeranno dal 18 aprile al termine della mostra. Il programma conta anche sulla collaborazione di Università Ca’ Foscari Venezia e Incroci di civiltà.
Dopo la tappa veneziana, "Dayanita Singh. Archivio" si sposterà al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, al MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino e all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi. Ogni mostra presenterà una selezione site-specific di opere che si relazionano al luogo, in collaborazione con ciascun museo e le sue specificità.
Apertura al pubblico: 17 aprile-31 luglio 2026
La mostra è a ingresso libero con i seguenti orari: lunedì-venerdì, 12-18.
Data
06.03-29.05.2026
Orario
10:00
Luogo
- - -
Categoria
Seminario / Workshop
Workshop di tesi magistrale
Progetto Metodologie Elaborazione
Cotonificio
Tolentini
online
A cura di Elisa Bizzotto, Davide Crippa, Caterina Caputo, Veronica Redini e Alessandra Vaccari
Il workshop accompagna studentesse e studenti nel processo di progettazione, sviluppo ed elaborazione della tesi magistrale, offrendo strumenti metodologici e pratici per trasformare le idee di ricerca in un elaborato coerente e originale.
L’attività comprende incontri teorico-pratici tenuti da docenti, testimonianze di laureate e laureati magistrali in Moda e momenti di discussione.
Nell'ambito delle attività extra curriculari promosse dal Corso di laurea magistrale in moda | fashion per l'anno accademico 2025/2026.
In collaborazione con l'Area Ricerca, sistema bibliotecario e documentale – Biblioteca e Archivio Progetti.
Data
19.12.2025
Orario
10:00
Luogo
Badoer
Categoria
Conferenza/Lezione
Download
Architettura e Natura
Badoer, aula Tafuri
Lezioni di Tessa Matteini e Annachiara Vendramin
Corso Restauro prof. Paolo Faccio
Immagine
© Fondo Costantino Dardi, ordinamento scientifico a cura dell'Archivio Progetti Università Iuav di Venezia/MAXXI Roma
Data
18.12.2025
Orario
14:00
Luogo
Cotonificio
Categoria
Giornata di studi / Convegno
Download
Dietro la facciata. Costantino Dardi
Ricerche in corso
Cotonificio, aula O1
Intervengono
Thomas Bisiani, Università di Trieste
Costruire demolendo. Architettura della memoria per via di levare
Luigi Di Dato, Università di Trieste
Monumento Effimero
Claudio Meninno, Università di Trieste
Incisioni
Giovanni Fraziano, Università di Trieste
Tra retro pensieri e futuri posteriori, gli anni della teoria
Adriano Venudo, Università di Trieste
Figura della nuove relazioni ... sulla spiaggia di Fregene con la camicia azzurra
Roberta Albiero, Università Iuav di Venezia
Quiete in movimento
Modera
Roberta Albiero
***
L’architettura per Dardi è sistema di relazioni. Quelle relazioni che l’architetto mira a costruire nell’affrontare ogni progetto.
Nella ricerca di relazioni con l’esistente, di segni, memorie, tracce, depositati nella città e nel paesaggio, stratificati dalle modificazioni agite dall’uomo, è possibile creare nuove connessioni, fisiche e virtuali, spingendo la geometria a confrontarsi con il tempo. Il progetto, secondo Dardi, è questa oscillazione tra assolutezza e relatività del reale, il cui equilibrio dinamico si dà come momento unico e irripetibile.
La facciata, metafora del luogo di incontro tra il dentro e il fuori, tra casa, città e paesaggio, è filtro che opera una mediazione, dotata di spessore. Non è superficie bidimensionale che sancisce una soluzione di continuità tra interno ed esterno. Questo spazio liminare, dotato di profondità, accoglie la luce e l’ombra, rende visibile il tempo nel suo trascorrere, introduce la dimensione del reale nel tempo assoluto della geometria. Scavata nel suo spessore, la soglia incorpora i segni della composizione, della materia, si fa attraversare dall’occhio e dal corpo.
È metafora dell’idea di relazione, è piacere del contesto, riscoperta della storia e della memoria come materiale da rileggere per affinità e differenza secondo figura e misura.
***
Immagine
© Fondo Costantino Dardi, ordinamento scientifico a cura dell'Archivio Progetti Università Iuav di Venezia/MAXXI Roma
Data
06.12-08.02.2026
Orario
10:00
Luogo
Venezia
Categoria
Mostra
Download
L’effimero architettonico
Due allestimenti di Valeriano Pastor e Michelina Michelotto
Fondazione Querini Stampalia, Castello 5252, Venezia
Mostra a cura di Armando Cattaneo, Maura Manzelle, Barbara Pastor
Realizzata in collaborazione con Università Iuav di Venezia
Orario: da martedì a domenica, ore 10–18, ultimo ingresso 17.30, chiuso il lunedì
Inaugurazione sabato 6 dicembre 2025 ore 17
La visita alla mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso alla Fondazione Querini Stampalia.