Terreno Comune si propone di raccogliere in una serie di pubblicazioni distribuite gratuitamente presso le sedi Iuav, progetti, saggi, immagini e, in generale il prodotto degli studenti di un’università dedicata alle discipline del progetto, ponendosi come obiettivi la formazione di uno spazio per un dialogo interdisciplinare, la partecipazione attiva degli studenti e delle studentesse, la costruzione e la cura di un tessuto sociale attivo e di una comunità critica che sia testimone della contemporaneità. Terreno Comune è un progetto che propone un approccio multidisciplinare per offrire nuove domande, interpretazioni e nuovi punti di vista
Open call dal 24 febbraio
Scadenza bando allestimento: 11 marzo 2024
Scadenza bando artisti: 14 aprile 2025
Il vuoto non è mai assenza, ma attesa di un'azione ancora da compiere, collettivamente, come i fili di un groviglio.
Terreno comune #6 invita a osservare e ricomporre gli spazi vuoti, a raccontare le sue tensioni latenti e i percorsi invisibili che fanno da ponte fra i luoghi e l’individuo. Lo spazio si definisce attraverso le relazioni di prossimità e distanza tra gli elementi, in una prospettiva di continua interazione, dove la posizione di un punto è determinata dal suo rapporto con gli altri. Possiamo prendere uno spazio vuoto qualsiasi e decidere che sia un palcoscenico spoglio: basterebbe una persona che lo attraversa e un’altra che osserva per dare inizio ad un’azione teatrale1. Così lo spazio vuoto appare come una soglia di potenzialità, una distanza da colmare, un margine da abitare.
Sono proprio le convergenze, gli incontri, a far nascere confronti e attivare il gioco della matassa. Ogni nodo è una scelta, dettata da una necessità o frutto del caso, stringerlo o disfarlo è un atto di volontà. Partecipare a questo gioco significa intrecciare e sciogliere legami, trasmettere e ricevere linguaggi, creando connessioni e storie rivelatorie. Il progetto curatoriale di Terreno Comune 6 prevede l’utilizzo di supporti mobili con cui le opere vengono periodicamente spostate da artiste e artisti, occupando lo spazio e riconfigurandolo attraverso gesti volti ad attivare il luogo del festival.
Materiali utili
Cosa sono le briciole? Sono tutte le cose che nella nostra vita non abbiamo saputo vedere, riconoscere o realizzare. Lavori, idee, oggetti, persone, spesso presi e accantonati ammucchiandoli, forse vergognandocene, creando così sempre più scarti. Le idee appallottolate non muoiono mai nella nostra testa, ci condizionano nel futuro, anche se non ne siamo consapevoli, rimanendo piccoli o grandi desideri. Sta a noi riconoscere questi pensieri inutili e attuarli. Non tutto può e deve diventare reale ma ognuno di noi ha il rimorso di un’intuizione non sfruttata. “v’è una nostalgia delle cose che non ebbero mai cominciamento” Carmelo Bene. Siamo persone costanti e ingenue produttrici di scarto che non si pongono la domanda di quale sia la convenzione che determini questa scelta. L’atto di creare scarto o essere scartate permette di legare il passato a un ipotetico futuro, un presente caratterizzato da ciò che poteva essere e non è stato.
Rispolverare un qualcosa che per i motivi più disparati non ha preso forma, non è stato portato a termine o semplicemente è rimasto invisibile. Incerottarlo, aggiustarlo, riproporlo dandogli l’occasione di riconoscimento. L’ossimoro che proponiamo è un lavoro nato in un periodo passato dove ciò che si è definito scarto possa essere ri-de-costruito e trasformato, dando alla luce un qualcosa di già esistente, ribaltando questi pensieri non funzionali da parassiti della nostra testa a traghettatori del nostro essere.
La quarta pubblicazione Ctrl-X Ctrl-V vuole essere una prova, una sorta di testimone con l’obiettivo di raccogliere la densità del quarto capitolo di Terreno Comune. Un racconto evocativo della sua realizzazione fisica, dal lavoro dietro le quinte, alle opere in risposta alla Open Call, inserite nella cornice dell’allestimento e delle giornate di eventi al Chiostro dei Tolentini nel mese di aprile 2023.
Il risultato è stato una prova della rivendicazione dell’esuberanza, dell’energia attraverso l’esposizione fisica di forme d’arte profondamente diverse, sia in termini di medium che di interpretazione del tema.
La terza pubblicazione del progetto Terreno Comune è dedicata al tema Are bodies present? con la volontà non di trovare risposte, ma di utilizzare Terreno Comune come spazio di riflessione sul contemporaneo e sulle difficoltà di intendere il corpo come elemento "presente’", inteso sia come "attuale" sia come "presenza fisica in una iperrealtà".
La seconda pubblicazione del progetto Terreno Comune è dedicata al tema prospettive.
L’idea è di interrogarsi sui significati e sulle potenzialità del termine stesso in uno scenario in cui dalle macerie di un mondo pre-pandemia sembra emergere una possibilità di rilettura del contesto, che non dipende tanto dall’effettivo cambiamento della realtà quanto più dalla sua ridefinizione attraverso la formazione di nuove soggettività, nuovi punti di vista. Il futuro diventa quindi uno spazio in cui rifugiarsi, in cui credere e da re-immaginare, insieme.
Il primo prodotto del progetto è una pubblicazione cartacea e digitale dedicata alla strada, intesa come oggetto e astrazione, come percorso e formazione, come luogo in cui spesso i progetti si trovano a dialogare.
Attraverso una call sono stati selezionati 10 contributi da parte degli studenti Iuav.
Andrea Ceresa – Pastiche
Andrea Malaguti – Strade possibili di orientamento alle discipline del progetto
Arhun Aksakal – 10sqm
Barbara Bordoni – The W Story
Carlo Baldin, Jacopo Calafati, Alessia Sala – Giochi di campo
Emma Neri – Attraverso uno scatto
Fuad Ahmadvand, Jacopo Calafati, Stefano Nuzzo, Ionut Popa, Nicola Stecca – Do it yourself, Marghera
Minerva Sanguanini – Il sistema cardiovascolare urbano
Valerio Pastorelli – Sights Without Rights
Veronica Donà – Una linea?