Una panoramica chiara e aggiornata per studenti extraeuropei interessati a frequentare l’università in Europa. Dalle modalità di accesso ai corsi di laurea ai requisiti burocratici, dai costi dell’istruzione alle principali agevolazioni disponibili, fino al costo della vita nei diversi Paesi europei. Una guida fatta di informazioni utili per orientarsi e pianificare in modo consapevole il proprio percorso di studio nel contesto universitario europeo.
Studiare all’estero non è solo una scelta dettata da valutazioni “accademiche” ma il frutto della volontà di immergersi in un’esperienza di vita che cambia il modo in cui si guardano il mondo e il proprio futuro. L’Europa, con la sua storia millenaria, i suoi sistemi di istruzione avanzati e una straordinaria varietà culturale, rappresenta da sempre una delle mete più ambite per gli studenti stranieri provenienti da Paesi extraeuropei. Questa breve guida è pensata proprio per loro, per offrire un supporto nella costruzione del proprio percorso universitario in Europa, nella consapevolezza che chi prende questa decisione si trova a confrontarsi con mille domande: come scegliere il paese più adatto alle proprie esigenze e l’università più giusta, quali requisiti servono, com’è la vita di uno studente internazionale, quanto costa vivere in Europa.
Che l’Europa sia una scelta popolare tra gli studenti universitari lo confermano anche i dati Eurostat, secondo cui, nel 2022, l’Unione Europea ha ospitato circa 1,66 milioni di studenti stranieri. La maggior parte di questi studenti (57%) proviene da Paesi extraeuropei, con il continente asiatico a fare da testa di serie (25% degli studenti), seguito dall’Africa (17%). Dati che confermano un trend in crescita che interessa tutte le principali destinazioni del continente, grazie alla combinazione di università prestigiose, programmi in inglese e prospettive di lavoro dopo la laurea. Il numero di studenti non europei iscritti a corsi universitari in Europa è aumentato costantemente nell’ultimo decennio, spinto anche da programmi di mobilità internazionale, da una maggiore apertura delle istituzioni accademiche e da politiche orientate all’accoglienza degli studenti. L’Italia, ad esempio, ha registrato nel 2023 oltre 120.000 studenti internazionali iscritti nelle sue università.
Come si spiega questa attrattività dell’Europa verso gli studenti stranieri? Sicuramente il prestigio storico e culturale del vecchio continente gioca un ruolo fondamentale. Ma, oltre a questa rendita di posizione, c’è molto di più.
Per prima cosa, scegliere l’Europa significa accedere a un continente che combina qualità accademica, diversità culturale e opportunità concrete per il futuro. Le università europee si distinguono per un’offerta formativa ampia e aggiornata, una forte attenzione alla ricerca e alla dimensione internazionale, e titoli di studio riconosciuti a livello globale. Uno dei grandi vantaggi per gli studenti extra-UE è la possibilità di scegliere tra corsi in lingua locale o in inglese, anche in settori tradizionali come l’architettura, le scienze sociali, l’ingegneria o il design. Negli ultimi anni, i corsi in inglese si sono moltiplicati: solo in Italia, ad esempio, si contano oltre 500 corsi di laurea e master interamente in inglese. Ne sono un esempio virtuoso i nuovi corsi introdotti da Iuav nell’ambito del progetto del Venice Water Lab.
Dal punto di vista culturale, poi, vivere e studiare in Europa significa immergersi in contesti aperti, dinamici e multiculturali, dove la diversità è spesso vissuta come un valore aggiunto. Grazie alla libertà di movimento nell’area Schengen, gli studenti possono viaggiare facilmente tra un Paese e l’altro per turismo, studio o tirocinio, arricchendo il proprio bagaglio personale e professionale.
Infine, anche sul piano economico, l’Europa può essere una scelta vantaggiosa: in molti Paesi le tasse universitarie sono più basse rispetto ad altre destinazioni anglosassoni, come Stati Uniti, Regno Unito o Australia. Inoltre, diverse università europee offrono borse di studio e agevolazioni specifiche per studenti non europei, oltre alla possibilità di lavorare part-time durante gli studi. Infine, molti Paesi europei, inclusa l’Italia, prevedono la possibilità di prolungare il soggiorno dopo la laurea per cercare lavoro o iniziare un dottorato, rendendo il percorso di studio anche una porta d’ingresso verso nuove prospettive professionali.
Come già sottolineato, scegliere di studiare in Europa apre le porte a un’istruzione di alta qualità, a contesti multiculturali stimolanti e a una rete di opportunità professionali che attraversa i confini nazionali. Ma quali sono gli aspetti pratici da considerare prima di partire? Come si accede a un’università europea? Quali spese bisogna mettere in conto? Ecco una panoramica delle informazioni essenziali per chi proviene da un Paese extra-UE.
Per studiare in Europa come cittadino extraeuropeo, è necessario presentare domanda di ammissione a un’università riconosciuta nel Paese prescelto. Ogni sistema accademico ha regole e portali specifici, ma in genere servono:
In seguito all’ammissione, si può richiedere un visto per motivi di studio, da convertire una volta arrivati nel Paese in un permesso di soggiorno. Questo documento consente anche, nella maggior parte dei casi, di lavorare part-time mentre si studia.
Molte università europee offrono servizi di supporto per studenti internazionali, tra cui tutoraggio, accoglienza all’arrivo, orientamento legale e aiuto nella ricerca dell’alloggio. Ad esempio, in Italia, l’Università Iuav di Venezia dispone di uno sportello dedicato che accompagna gli studenti extra-UE in tutte le fasi dell’inserimento.
Le tasse universitarie in Europa variano da Paese a Paese e dipendono spesso dal tipo di istituto (pubblico o privato), dal livello del corso e dalla cittadinanza dello studente. In generale, l’Europa offre un accesso relativamente economico all’istruzione superiore, soprattutto se confrontato con Paesi come Stati Uniti, Regno Unito o Australia. Inoltre, molti Paesi europei prevedono sistemi di agevolazione economica per studenti internazionali, che includono borse di studio pubbliche o universitarie, esenzioni dalle tasse per merito o per reddito, e agevolazioni per studenti provenienti da Paesi con un basso indice di sviluppo economico. Questi strumenti rendono possibile studiare in Europa anche a chi proviene da contesti svantaggiati.
In Italia, ad esempio, le università pubbliche applicano tasse annuali comprese tra circa 500 e 3.000 euro, ma la maggior parte degli studenti internazionali riesce a ottenere riduzioni o esenzioni grazie a uno dei seguenti canali:
Molti atenei applicano questi strumenti in modo sistematico, offrendo un percorso sostenibile anche sotto il profilo economico a chi sceglie l’Italia per costruire il proprio futuro accademico.
Il costo della vita in Europa varia notevolmente da Paese a Paese e perfino da città a città. In linea generale, i Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale tendono ad avere prezzi più alti, mentre vivere nell’Europa meridionale o orientale può risultare più economico. Anche all’interno di uno stesso Paese, il costo può cambiare sensibilmente tra le grandi città e i centri più piccoli.
Per aiutare gli studenti internazionali, molte università europee mettono a disposizione residenze universitarie, mense, trasporti agevolati e borse di studio che includono anche un contributo per sostenere le spese quotidiane. In diversi Paesi, inoltre, agli studenti stranieri con permesso di soggiorno è consentito lavorare part-time, così da integrare il proprio budget mensile.
In Italia, ad esempio, uno studente può vivere con una cifra compresa tra 700 e 1.100 euro al mese, includendo affitto, spese alimentari, trasporti, utenze e tempo libero. A Venezia, come in molte altre città universitarie, gli atenei pubblici offrono:
In più, il permesso di soggiorno per studio consente agli studenti extra-UE di lavorare fino a 20 ore a settimana, offrendo la possibilità di acquisire esperienza professionale e sostenere parte delle spese personali.
L'Università Iuav di Venezia è uno dei più importanti atenei in Europa e nel mondo nei settori dell'architettura, del design, della moda, delle arti visive, della pianificazione urbana e territoriale e del teatro. Come già sottolineato, grazie a corsi e corsi di laurea in lingua inglese e a un'ampia rete di partner globali nella didattica e nella ricerca, l'Università si caratterizza per una forte vocazione internazionale. Ed è proprio a questa vocazione che rispondono anche alcuni percorsi recentemente inaugurati: