Si sono concluse sabato 24 ottobre la Venice Food Week e la XII Conferenza internazionale AESOP Sustainable Food Planning, che dal 19 ottobre hanno trasformato Venezia in un luogo di confronto sul futuro dei sistemi alimentari.
Sei giornate di incontri, panel tematici, sessioni scientifiche, keynote lecture e attività sul territorio hanno coinvolto il mondo della ricerca, rappresentanti delle istituzioni, professionisti e attori del territorio, mettendo al centro il ruolo del cibo nelle trasformazioni ambientali, economiche e sociali contemporanee.
L'iniziativa, promossa dall’Università Iuav di Venezia attraverso Iuav Food Lab, in collaborazione con Future Food Institute e CORILA, ha confermato l'importanza di affrontare le questioni alimentari attraverso una prospettiva interdisciplinare, capace di collegare ricerca scientifica, pianificazione territoriale, politiche pubbliche e pratiche quotidiane.
Un confronto che ha assunto un significato particolare proprio a Venezia, città e territorio in cui le fragilità ambientali, le trasformazioni economiche e le pressioni antropiche rendono evidente la necessità di ripensare le relazioni tra risorse, comunità e sistemi alimentari.
«La Venice Food Week e la conferenza AESOP rappresentano un esempio significativo della capacità della ricerca Iuav di costruire occasioni di confronto internazionale a partire dalle grandi sfide contemporanee», sottolinea Francesco Musco, direttore della ricerca dell’Università Iuav di Venezia. «Il cibo attraversa questioni fondamentali per il futuro delle città: il cambiamento climatico, la gestione delle risorse, le disuguaglianze sociali e la qualità degli spazi in cui viviamo. Affrontare questi temi attraverso il dialogo tra discipline, istituzioni e territori significa valorizzare una ricerca capace di produrre conoscenza, ma anche di contribuire concretamente alle trasformazioni della società».
Venice Food Week: il dialogo tra ricerca, istituzioni e territorio
La prima parte della settimana, dal 19 al 21 ottobre, è stata dedicata alla Venice Food Week, articolata intorno a tre temi principali: Eating Together, Food for All e Feeding the Future.
Cinque panel tematici hanno approfondito questioni centrali per la transizione alimentare: dall'equità nell'accesso al cibo alle contaminazioni culturali, dall'ecologia integrale al ruolo della ristorazione collettiva, fino alle relazioni tra produzioni terrestri e acquatiche e alle strategie alimentari urbane.
Il confronto ha posto particolare attenzione alla necessità di superare la frammentazione delle politiche alimentari, promuovendo una maggiore integrazione tra settori, competenze e livelli di governo.
Tra gli obiettivi dell'iniziativa, l'avvio di una riflessione condivisa sulla costruzione di una Roadmap per una politica nazionale del cibo, capace di mettere in relazione le esperienze locali, le conoscenze scientifiche e gli strumenti di intervento pubblico.
«Uno degli aspetti più importanti emersi durante la settimana è la necessità di riconoscere il cibo come una questione trasversale alle politiche pubbliche», osserva Giulia Lucertini, docente di estimo agrario dell’Università Iuav di Venezia e componente del comitato scientifico e organizzativo. «Le politiche alimentari non possono essere affrontate esclusivamente attraverso la produzione agricola o i consumi, ma richiedono una lettura integrata delle relazioni economiche, sociali e territoriali. Il confronto tra ricerca, amministrazioni e attori del sistema alimentare rappresenta un passaggio fondamentale per trasformare conoscenze ed esperienze in strumenti di governo e strategie di intervento realmente efficaci».
La conferenza AESOP: 200 studiosi a Venezia per ripensare i valori del cibo
La seconda parte della settimana ha ospitato la XII Conferenza internazionale AESOP Sustainable Food Planning, uno dei principali appuntamenti scientifici europei dedicati alla pianificazione alimentare sostenibile.
L’edizione veneziana, intitolata Strengthening the values of food in times and spaces of fragility, ha riunito 200 studiosi provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di interrogarsi sulla pluralità dei valori attribuiti al cibo e sulle loro implicazioni nelle politiche urbane e territoriali.
Il programma scientifico si è articolato attorno a sei principali ambiti di ricerca: la gestione e il valore di terra, suolo e acqua; la pianificazione alimentare nei territori fragili; la governance urbana e il diritto al cibo; il ruolo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale; il patrimonio alimentare e le trasformazioni dei paesaggi del cibo; il dialogo tra ricerca e pratiche per la transizione alimentare.
Le attività hanno preso avvio mercoledì 21 ottobre con un workshop dedicato ai dottorandi, che ha visto la partecipazione di Johanna Jacobi, studiosa di agroecologia e sicurezza alimentare globale, e momenti di lavoro collaborativo tra giovani ricercatori.
Giovedì 22 ottobre, nella sede Iuav dei Tolentini, la plenaria inaugurale ha ospitato due voci di riferimento del dibattito internazionale: Carolyn Steel, architetta e autrice di Hungry City e Sitopia, e Kami Pothukuchi, docente alla Wayne State University, tra le principali studiose di pianificazione dei sistemi alimentari di comunità e giustizia alimentare.
Le attività sono proseguite a Badoer con sessioni parallele e speciali dedicate ai diversi temi della conferenza, accompagnate da occasioni di confronto informale e dalla presentazione di una mostra della FAO.
Venerdì 23 ottobre si è svolta l'ultima giornata di lavori scientifici, conclusa dalla keynote lecture di Kevin Morgan, docente alla Cardiff University e presidente fondatore dell’AESOP Sustainable Food Planning Group. Il suo contributo ha riportato l'attenzione sul ruolo delle politiche pubbliche e dell'approvvigionamento alimentare nella costruzione di sistemi più sostenibili ed equi.
Una tavola rotonda finale ha permesso di raccogliere le principali riflessioni emerse durante le giornate della conferenza.
«Il dibattito internazionale ha mostrato quanto sia importante riportare il cibo al centro della pianificazione urbana e territoriale», evidenzia Matteo Basso, professore di urbanistica dell’Università Iuav di Venezia e componente del comitato scientifico e organizzativo. «Le trasformazioni dei sistemi alimentari non riguardano soltanto le modalità di produzione e distribuzione, ma incidono profondamente sull'organizzazione dello spazio, sull’accesso alle risorse e sulle disuguaglianze territoriali. La sfida per la pianificazione è riconoscere queste interdipendenze e tradurle in strumenti capaci di affrontare le fragilità contemporanee, superando le tradizionali separazioni tra politiche settoriali e scale di intervento».
La conferenza si è conclusa sabato 24 ottobre con due itinerari di studio: Sulle orme di Marco e Francesco, organizzato anche grazie alla collaborazione della Diocesi di Venezia, e La città di terraferma: i mercati di Mestre e Marghera. Le visite hanno offerto ai partecipanti l'opportunità di approfondire sul campo le relazioni tra cibo, patrimonio culturale, comunità e trasformazioni territoriali.
Un percorso di ricerca e collaborazione che prosegue
Con la conclusione della Venice Food Week e della XII Conferenza AESOP Sustainable Food Planning, l'Università Iuav di Venezia consolida il proprio ruolo nel dibattito nazionale e internazionale sulle relazioni tra cibo, città e territorio.
L'esperienza della settimana ha evidenziato l'importanza di sviluppare approcci interdisciplinari per affrontare le sfide dei sistemi alimentari contemporanei e di rafforzare le connessioni tra ricerca accademica, politiche pubbliche e iniziative territoriali.
«La ricchezza di questa esperienza risiede soprattutto nella possibilità di mettere in relazione approcci scientifici, esperienze e pratiche provenienti da contesti territoriali differenti», sottolinea Marta De Marchi, ricercatrice dell’Università Iuav di Venezia e coordinatrice di Iuav Food Lab. «Il confronto internazionale ha dimostrato quanto sia importante costruire occasioni di dialogo tra chi studia i sistemi alimentari e chi quotidianamente contribuisce alla loro trasformazione. Il ruolo della ricerca è anche quello di favorire queste connessioni, valorizzando le conoscenze locali e contribuendo alla costruzione di percorsi condivisi verso sistemi alimentari più giusti e sostenibili».
Attraverso le attività di Iuav Food Lab, il percorso di ricerca e collaborazione proseguirà con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di conoscenze e strumenti capaci di orientare la transizione verso sistemi alimentari più sostenibili, resilienti ed equi.
La settimana veneziana lascia così un patrimonio di riflessioni, relazioni e prospettive condivise, confermando il valore del cibo non soltanto come risorsa o prodotto, ma come elemento centrale per comprendere e progettare il futuro dei territori.