come raccontiamo i nostri corpi

Il secondo capitolo del ciclo Non un minuto di silenzio prende in analisi come posizionarsi all’interno delle dinamiche di genere. 
Il tema ruota intorno alla ricerca di una propria auto-narrazione, attraverso l’apprendimento e la condivisione di nuove strategie di racconto, diverse da quelle normative che definiscono la violenza di genere; quindi esplorare un nuovo sistema di posture e atteggiamenti, e, di conseguenza, un nuovo linguaggio.

 

Seminario

9 febbraio 2026
Badoer, aula Tafuri
ore 15.30–17.30

Giulia Garofalo Geymonat, Maria Elena Tripaldi, Associazione Closer

Chi siamo? Cosa comporta la nostra storia? Come possono nostri desideri entrare in relazione con quelli dell’altrə?
In questa dinamica, troviamo strettamente interconnessi all’esercizio di auto-posizionamento i processi di vittimizzazione e colpevolizzazione attraverso cui la cultura patriarcale della violenza cancella discorsivamente le differenze, rischiando di imprigionarci in nuove categorie fisse e sovradeterminate. 
L’obiettivo di questo ciclo tematico è chiedersi insieme come da una posizione di allerta e protezione emergenziale, si possa lavorare su una dimensione di piacere e apertura, resa possibile solo attraverso la pratica del consenso.

 
Cerchio di parola

11 febbraio 2026
Cotonificio, aula K
ore 15–17

Operatrici CAV (Centro Antiviolenza di Mestre); organi istituzionali dedicati alla salute e al benessere (Consigliera di fiducia, CUG); realtà territoriali attive nella prevenzione, formazione e nei percorsi legati a violenza di genere e sessualità: Cooperativa Iside, GRU (Gruppo Uomini Maltrattanti), Le Mele di Eva, Casa Punto Croce, NonUnaDiMeno Venezia, Femminismi Contemporanei. 

Nel corso del cerchio di parola verrà dato spazio alle parole chiave emerse dal seminario iniziale e saranno proposte domande pensate per accompagnare e stimolare la conversazione. Ispirata ai gruppi di autocoscienza femministi, questa pratica è uno spazio di libertà, ascolto e cura.
Ascoltarsi, condividere esperienze e dedicare tempo a comprendere gli/le altri/e serve a costruire legami di fiducia, fondamentali per creare comunità resistenti.

 
Laboratorio

12 febbraio 2026
Terese, aula Danza
ore 14.30–19

Giorgia Ohanesian Nardin

Pleasure Body

Pleasure Body è uno spazio di indagine teorica/percettiva/somatica sul piacere. 

Si offre come spazio di facilitazione a pratiche e conversazioni legate al piacere e al riposo, guardando alle domande e alle molteplici significanze comprese in queste parole.

Pleasure Body mette in discussione il linguaggio attorno al lavoro di cura ponendosi come spazio critico verso parole come benesseresaluteguarigione.

La domanda/premessa che muove Pleasure Body è: come ti muoveresti se avessi tutto quello di cui hai bisogno? 

Alcune delle questioni che attraversano Pleasure Body sono: 

Programmazione esterna

Revenge Manifesto

16 febbraio 2026
Collezione Peggy Guggenheim
Dorsoduro 701 – Venezia
ore 9–13

Emma Cortesi

Al centro una domanda scomoda e necessaria: quale spazio ha la vendetta come contrappeso all’abuso patriarcale? Non solo come gesto violento, ma come possibile forma di liberazione e soddisfazione, espulsa dal discorso pubblico. Per aprire questo interrogativo, la ricerca ha attraversato i revenge movies, la tragedia greca, la teoria femminista, le opere di Artemisia Gentileschi e i casi di violenza sistemica nel mondo dell’arte. Da questi materiali emergono due nuclei centrali: il rapporto tra violenza e produzione artistica e la vendetta come risposta possibile all’abuso.

Per iscriversi al laboratorio presso la Collezione Peggy Guggenheim: scrivere una mail con oggetto “Laboratorio esterno REVENGE MANIFESTO” all’indirizzo:  nonunminutodisilenzio@proton.me.

Illustrazione
Delia Armenise

Santa Croce 191, Tolentini
30135 Venezia
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