Subito dopo aver affrontato l’incontro con il selezionatore è utile ripassare mentalmente ogni passaggio del colloquio e, cercando di essere obiettivi, tracciare una scheda di autovalutazione con i seguenti elementi:
Fissare e riflettere su questi elementi di autovalutazione e rivederli prima delle fasi successive di selezione nella stessa azienda, o prima di future selezioni, è molto utile per migliorare la tecnica di gestione del colloquio di selezione, e per rafforzare la propria identità professionale.
È opportuno non interrompere la ricerca di lavoro anche se si ha la sensazione di aver fatto una buona impressione. Solo quando il lavoro è assegnato è possibile fermarsi (se si è trovato un lavoro che piace).
Raramente il primo colloquio permette di ottenere il lavoro, o, ancora di più, il lavoro che piace. Quella selezione e quel colloquio potrebbero non essere l’occasione giusta (perché ci sono candidati con profilo più vicino alle caratteristiche richieste per quella posizione, o con diverso grado di esperienza, ecc.).
Bisogna insistere a cercare lavori realistici per i propri obiettivi e per il proprio background, e continuare a sostenere colloqui di selezione.
Ogni colloquio ed ogni selezione sono momenti di confronto, e possono essere messi a frutto come possibilità preziose per conoscersi e sperimentarsi, per comprendere eventuali mancanze e saperle colmare in un’ottica di crescita personale e professionale continua.
Dopo il colloquio bisogna inoltre:
È preferibile che sia l’azienda a comunicare al candidato l’esito della selezione. Non è opportuno sommergere il selezionatore di mail e telefonate. Ma se non ci sono comunicazioni dopo la conclusione delle scadenze di selezione, scadenze che di solito sono riportate nell’annuncio, è opportuno chiedere all’azienda l’esito della selezione.
Se l’azienda comunica che non si è ottenuto il lavoro, è opportuno ringraziare ed eventualmente far presente l’interesse per future possibilità.
In caso di forte interesse per quella azienda si può presentare un’autocandidatura, cioè proporsi all’azienda che non è in fase di selezione per specifiche posizioni, in modo da evidenziare l’interesse e le motivazioni a lavorare in quell’organizzazione e i tipi di lavoro al quale si è interessati (sempre basati sul proprio background).