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La prima regola, valida per qualsiasi tipo di colloquio, è quella di rimanere sé stessi, di non cercare di essere quello che non si è, di valorizzare i propri talenti e le proprie capacità, e di far emergere i propri punti di forza per presentarsi nel modo migliore.
Non è utile mentire, distorcere, o avere atteggiamenti artefatti per mostrare lati del carattere che non si hanno. Durante il colloquio gli esaminatori analizzano la comunicazione verbale e anche la comunicazione non verbale come il linguaggio del corpo, il tono della voce, la postura, i gesti, le espressioni del viso, i movimenti. I selezionatori sono persone esperte di psicologia/relazioni pubbliche/selezione e capiscono se il candidato sta fingendo.
Oltre a prepararsi al colloquio (vedi anche l'argomento specifico sulla pagina I processi e gli strumenti di selezione: colloquio di selezione), per avere a disposizione gli strumenti necessari per affrontarlo,è opportuno tener conto di alcune indicazioni elencate di seguito sui comportamenti da preferire o evitare durante il colloquio.
Accertarsi su data, ora del colloquio, chiedere il nome della persona con la quale si dovrà sostenere la prova di selezione.
Presentarsi puntuali: è opportuno arrivare con qualche minuto di anticipo, non presentarsi trafelati, scusandosi del traffico, ecc.
Verificare per tempo l’indirizzo della sede dove si svolge il colloquio, i mezzi per arrivarci, i tempi di percorrenza, mappa, parcheggi, ecc.
Fare una buona prima impressione evitando abbigliamento appariscente o atteggiamenti eccessivi, mantenendo stile personale e naturalezza.
Per decidere come vestirsi non ci sono regole generali se non quella di indossare abiti adeguati alla società e al ruolo per il quale ci si candida.
Un aspetto ordinato e un abbigliamento adeguato mettono a proprio agio l’interlocutore, danno l’idea che il candidato ha dato importanza all’incontro, contribuiscono a definire una buona prima impressione.
Ricordarsi di spegnere il cellulare.
Non entrate nella stanza in modo titubante, ma nemmeno con troppa irruenza.
Non farsi accompagnare da amici o familiari.
Salutare e fare per primi il gesto di dare la mano calibrandone la stretta (non troppo debole o troppo forte).
Prima di sedersi, attendere che lo faccia l'intervistatore.
Non fumare. Non masticare chewing-gum.
Per togliere tensione è utile considerare il colloquio una conversazione tra due persone che hanno l’obiettivo di scoprire se le reciproche aspettative possono incontrarsi.
Allenarsi al colloquio aiuta anche a imparare a gestire l’ansia da colloquio, ad avere uno stato d’animo sereno e fiducioso e una buona padronanza dello stress.
Avere un atteggiamento sereno e cordiale, ma non confidenziale, mostrando fiducia in sé stessi, senza essere presuntuosi/ arroganti/aggressivi/ sfrontati/, o, all’opposto, manifestare una eccessiva sottomissione e passività.
È utile essere propositivi, e non succubi del tipo “qualsiasi cosa mi chiediate purché mi facciate lavorare”.
Non si sta chiedendo l’elemosina, ci si è candidati per lavorare, che vuol direoperare, impiegando le proprie risorse fisiche e mentali e capacità e competenze e conoscenze e tempo, nell’esercizio di un mestiere/ professione in cambio di retribuzione/compenso.
Prestare attenzione alla gestione della comunicazione non verbale, in particolare al comportamento motorio, spaziale, espressione del volto.
La comunicazione non verbale è meno controllabile di quella verbale, in quanto più involontaria. Tuttavia la prima impressione influenza il selezionatore.
Evitare, per quanto la tensione lo consente, di: – assumere una postura di eccessiva chiusura (gambe e braccia incrociate) – utilizzare un tono di voce troppo alto o troppo basso – gesticolare esageratamente.
Guardare negli occhi la persona con la quale si sta parlando.
Ascoltare con attenzione le domande che vengono poste, non dare risposte precipitose.
Non interrompere il selezionatore.
Dimostrare interesse per l’azienda e la posizione in oggetto.
Argomentare le risposte e non rispondere con monosillabi.
Aggirare ed evitare di raccogliere le provocazioni.
Non trasmettere informazioni troppo personali non richieste.
La sintesi è una qualità molto apprezzata, è importante riuscire a trasmettere in modo efficace il maggior numero di informazioni in breve tempo.
Il selezionatore tenderà a far parlare soprattutto il candidato per desumere il livello di motivazione, il tipo di aspirazioni, le modalità di problem solving.
Non condurre la conversazione su punti deboli o su argomenti su cui non si possiede approfondita conoscenza, ma prepararsi a gestire la situazione.
Parlare degli aspetti economici se si è informati su quanto prevedono i contratti, e su quanto prevede l’azienda, preferibilmente dopo la proposta retributiva del selezionatore, e aver capito che c’è la possibilità di assunzione.
Salutare e ringraziare il proprio interlocutore al termine dell’incontro, e domandare i tempi per l’esito del colloquio.
Santa Croce 191, Tolentini
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