Sandro Marpillero
Dream-Work
L’articolo stabilisce una relazione tra il diagramma del lavoro onirico di Freud e un modello/apparato prearchitettonico sulla “produzione del progetto”. Questo modello articola i sistemi mentali del diagramma freudiano originale sulle percezioni, l’accumulo di ricordi, il loro recupero e la loro trasformazione in sogni, e la revisione verso le azioni dello stato di veglia nel mondo. L’interpretazione fisica di un diagramma astratto sottolinea il ruolo dell’impegno corporeo di un autore e del suo rapporto con i materiali, la cui manipolazione rivela e nasconde parametri di trasformabilità. I processi di figurazione creativa si informano alle logiche latenti del lavoro onirico, operando attraverso la condensazione e lo spostamento delle tracce della memoria, stabilendo con esse molteplici relazioni. La fase del sogno-lavoro architettonico appartiene alla prima delle due fasi, corrispondente alla “produzione del progetto.” Una seconda fase, la “produzione dell’edificio,” porta il risultato del sogno-lavoro all’esecuzione di un edificio da parte di molteplici attori sociali in cantiere, inscrivendo l’architettura in flussi ambientali e psicologici più ampi.
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Ignacio Borrego Gómez-Pallete
Evidence
L’evidenza è una traccia della natura e dell’autorialità sulla materia.
Gli oggetti non sono solo un sostrato materiale, ma anche un supporto di prove di tutti gli eventi che sono accaduti loro: queste evidenze sono uno strato di nuove informazioni accumulate che trasformano ogni oggetto in una narrazione unica.
L’architettura potrebbe essere considerata un ponte tra la natura e l’autorialità dell’uomo, la sua condizione fisica sarebbe così intrappolata all’interno di questa doppia lettura: un materiale che non è stato sfiorato da alcun autore si attiene esclusivamente alla sua reazione a un determinato contesto fisico; al contrario quando viene toccato cessa, in un certo senso, di appartenere alla natura e viene trasportato altrove in relazione alla mano dell’autore che lo plasma e alla forza del suo pensiero.
L’identità di una costruzione non risiede nel materiale in sé, ma piuttosto nelle sue informazioni. È materia informata.
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Rafael Lorentz
Factual
La parola factual, secondo l’Oxford English Dictionary, è definita come un aggettivo che indica la caratteristica di qualcosa “basato su o interessato ai fatti”. Come nell’uso corrente del linguaggio, il sostantivo che lo accompagna tende ad essere interpretato come qualcosa di evidente, non discutibile, vicino al concetto di verità. L’“informazione di fatto”, ad esempio, sarebbe quella basata sul resoconto di eventi realmente accaduti e la cui validità deve quindi essere presa in considerazione, in quanto non è soggetta a interpretazione. L’aggettivo, tuttavia, trova la sua radice in un sostantivo, fatto, dal quale deriva non solo la qualità referenziale prestata all’oggetto, ma anche la base stessa della sua legittimità.
Le “factual architectures” possono essere definite come quelle le cui operazioni progettuali cercano legittimità nella manipolazione delle cose reali – quelle che esistono nel regno dell’esperienza – presentandosi nella dualità di un’architettura fatta di fatti e allo stesso tempo concepita come un fatto stesso.
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Andrea Gritti
Retrospettiva
Sul contributo della cultura architettonica italiana allo sviluppo, pratico e teorico, della prospettiva si sono scritte pagine fondamentali. Meno celebrati sono gli studi che hanno riconosciuto alla medesima cultura il merito di aver indicato, nella retrospettiva, la tecnica essenziale della critica architettonica e, nel genere biografico, il “piano geometrale” sul quale inscrivere la conoscenza storica dei progetti.
Recentemente, i curatori del Padiglione Italia nelle ultime tre edizioni de La Biennale di Architettura di Venezia hanno approfittato di questa marginalità per osservare, in modo originale, l’architettura italiana e il suo contesto. Insieme ad altre, queste ricerche hanno ribadito come in Italia siano ben innestate architetture recenti, che, punteggiando il territorio, rivelano una sorprendente densità qualitativa. Così se oggi c’è una retrospettiva che vale la pena curare, quella dovrebbe essere dedicata a documentare questo fenomeno e a spiegarne le ragioni.
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Nicolas Martino
Sovversione
Sovvertire è questione del tutto politica, come politica – quindi – è la sovversione dell’autore da parte di una moltitudine di compositori, che sono oggi i soli produttori di ricchezza. Il sapere aumenta e si accresce attraverso il lavoro collettivo e non attraverso il lavoro autoriale dell’individuo, così come la ricchezza sociale complessivamente prodotta è il risultato comune del sapere sociale diffuso. Ma la sovversione dell’autore a favore di una moltitudine di compositori conosce, inevitabilmente, delle resistenze, che solo l’organizzazione politica può a sua volta rovesciare. Come avevano già intuito, in anticipo sui tempi, le analisi profetiche di Hans Jürgen Krahl.
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Clinicaurbana
Tramoggia
La tramoggia è un apparecchio costituito da un contenitore a forma di tronco di piramide o tronco di cono con base minore rivolta verso il basso in corrispondenza della quale si trova una saracinesca che aziona o blocca lo sversamento per caduta di materiale incoerente. Molteplici sono le declinazioni funzionali, costruttive e dimensionali di questo antico strumento. Il dispositivo della tramoggia è assunto come chiave di lettura del complesso rapporto fra uomo e paesaggio alpino: è il principio progettuale di un minuto intervento architettonico in cui il vero autore è la montagna.
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