Marco Cimillo
Ralph Knowles and the Rise of Solar Architecture
Parole chiave
Architettura solare, progettazione parametrica, sostenibilità, Ralph L. Knowles, involucro solare
Il contributo delinea l’apporto di Ralph Lewis Knowles all’ascesa dell’architettura solare, insieme al suo approccio etico e metodologico alla ricerca, di natura pionieristica, che preannunciò l’edilizia sostenibile, la progettazione parametrica, con decenni di anticipo rispetto alla loro affermazione come concetti popolari dell’architettura. Attraverso il concetto di “involucro solare” e un approccio sperimentale al progetto ambientale, Knowles ha ridefinito la relazione tra le forze naturali e la forma costruita. Il suo lavoro ha posto le fondamenta concettuali e metodologiche per un’architettura e una progettazione urbana climaticamente reattivi, promuovendo un cambiamento di paradigma verso l’integrazione tra geometria solare, flussi energetici e organizzazione spaziale. Sebbene la rilevanza del suo contributo sia indiscutibile, le sue implicazioni contemporanee potrebbero non essersi ancora pienamente dispiegate.
Filippo Perfetti
Solar Projections. Tacita Dean
Parole chiave
Cinema, tempo, luce, percezione, gnomone
La luce si manifesta come un segno: non appare per quello che è, ma per quello che trasforma e lascia dietro di sé. Non può essere percepita direttamente; è necessario un mediatore. Così, il Sole viene contemplato guardando l’ombra generata sul terreno, non il suo bagliore. In questa prospettiva, l’osservatore, l’essere umano, si trova al centro di un evento: l’avvento della luce sulla Terra. Questo può spiegare perché l’uomo abbia inizialmente pensato al sistema solare come geocentrico: un’esperienza che diventa pensiero, più concreta dell’eliocentrismo. Il sistema tolemaico ordina lo spazio celeste secondo la percezione umana, un tema che emerge anche nei film di Tacita Dean, autore oggetto di questo fondamentale. Il tempo, come la luce, si coglie attraverso i suoi segni. Non si misura direttamente, ma attraverso i movimenti delle cose, i segni che lascia. Dean ne è consapevole: un diaframma ci permette di percepire e registrare il suo passaggio.
Cristina Moraru
The Solar Vision of the Future. A Cosmist Analysis on Anton Vidokle’s film The Communist Revolution Was Caused by the Sun
Parole chiave
Cosmismo, immortalità, rivoluzione, estetica solare, Anton Vidokle, energia cosmica
Il contributo indaga il ruolo simbolico, filosofico ed estetico del Sole nel Cosmismo russo attraverso la lente del film di Anton Vidokle The Communist Revolution Was Caused by the Sun (2015). Intrecciando autori quali Nikolaj Fëdorov, Aleksandr Čiževskij e Boris Groys, il Sole non è concepito solo come fonte fisica di vita, ma anche come forza metafisica capace di modellare la storia, la rivoluzione e il destino umano. Vidokle reinterpreta le idee cosmiste attraverso il linguaggio cinematografico, collegando i cicli solari ai sommovimenti sociali e proponendo una visione dell’arte come strumento trasformativo in sintonia con l’energia cosmica. Collocando il Cosmismo all’incrocio tra scienza, arte e politica, il film offre una riflessione contemporanea sul potenziale delle estetiche solari per alimentare aspirazioni utopiche e un’idea di immortalità collettiva. L’opera di Vidokle è un manifesto visivo della filosofia cosmista, in cui il Sole emerge come forza unificatrice tra natura, società e cosmo.
Tommaso Bartoloni
Lightwells in Francesco Venezia’s Work
Parole chiave
Pozzi di luce, museo, ipoegeo, Etruschi, allestimento
Il contributo indaga l’interazione tra luce solare e architettura, evidenziando come la luce del sole, al di là del controllo dell’architetto, plasmi la forma architettonica attraverso un dialogo ritmico di luci e ombre. La dimensione cosmica della luce solare influenza i volumi, le superfici e la percezione spaziale, ancorando l’architettura ai cicli della natura. Il lavoro di Francesco Venezia fornisce una lente critica su questi temi, soprattutto nell’analisi della Torre delle Ombre di Le Corbusier, dove l’architettura svolge la funzione di marcatore temporale. Nella sua mostra veneziana del 2000, Gli Etruschi, la manipolazione di elementi spaziali, colore e illuminazione di Venezia evoca gli spazi ipogei etruschi trasfigurandone la spazialità nello spazio effimero costruito a Palazzo Grassi. La mostra invita gli spettatori a un’esperienza immersiva, in cui la luce del sole rivela la connessione dell’architettura con il cosmico e l’umano, ancorandola a un ritmo spazio-temporale duraturo.
Jacopo Bonat, Matteo Zambon
The Extraordinary Perpetuity of the Fixed Point. The Renazca District Project by Diller Scofidio + Renfro
Parole chiave
New York, Manhattanhenge, spazio pubblico, effimero, astri
Nel periodo che va dal 28 maggio al 13 luglio, durante il fenomeno noto come Solstizio di Manhattan o “Manhattanhenge”, il sole al tramonto si allinea con le strade est-ovest di Manhattan, che si affollano di turisti e curiosi desiderosi di godersi l’evento. Il sole sembra annidarsi tra i grattacieli, accompagnato dalle loro ombre allungate e dalla luce calda e dorata del tramonto, creando un’ambientazione densa ed emotiva, quasi un calore immersivo e, per certi versi, mistico. La sensazionalità dell’evento può essere attribuita a un sistema di allineamenti quasi fortuiti tra fenomeni naturali e artefatti creati dall’uomo, che in periodi specifici e limitati generano un evento non convenzionale in grado di alterare la nostra percezione contestuale. Occasionalità, variabilità e durata sono quindi i meccanismi che producono lo straordinario, che diventa speciale ai nostri occhi perché temporaneo o puramente accidentale, ma carico di una componente disorientante.
Annamaria Prandi, Andrea Vescovini
Fringes. Casa Sassi, a Solar Pavilion by Filippo Monti
Parole chiave
Padiglione solare, macchina solare, villa, natura, Filippo Monti
Casa Sassi, progettata dall’architetto Filippo Monti negli anni Settanta sulla collina di San Biagio, nei pressi di Faenza, costituisce un esempio paradigmatico dell’approccio progettuale dell’autore, caratterizzato da una ricerca progettuale raffinata e tesa alla costruzione di relazioni tra materiali, forme e contesto ambientale. Il contributo indaga Casa Sassi in relazione alla sua capacità di porsi come dispositivo di progettazione dell’abitare, in relazione ai ritmi vitali suggeriti dal muoversi quotidiano del Sole. Dalla composizione planimetrica, ottenuta per agglomerazione di figure romboidali, al rapporto tra forma e modi dell’appropriazione degli spazi, Casa Sassi si presenta come una macchina solare, non pensata per il proprio movimento, ma piuttosto per muovere la vita che scorre al suo interno, in assonanza con il ritmo solare. In tal senso, l’architettura è assimilata all’etimo della parola “padiglione”, nel quale vengono custoditi significati tanto disattesi quanto imprevisti.
Vincenzo Valentino
We Have Never Been Copernican. The Years of Solar Investigations in Le Corbusier’s Architecture
Parole chiave
Le Corbusier, raggi solari, brise-soleil, eliocentrismo, Unité d’Habitation
Le Corbusier, forte e fiducioso nei nuovi strumenti prodotti dalla società moderna, tentò più volte di sfidare la “dittatura del sole”. La teoria dell’asse eliotermico, il concetto di muro neutralizzante e l’innovazione del brise-soleil rappresentano tre tappe fondamentali di una storia che, nonostante le dichiarazioni di conversione alla prospettiva eliocentrica, rivela come il geocentrismo tolemaico sia profondamente radicato nella cultura architettonica. Infatti, la loggia brise-soleil dell’Unité d’Habitation di Marsiglia e la Torre delle Ombre di Chandigarh esemplificano un’architettura concepita come sistema di controllo e misura fissa dei cambiamenti ciclici di tutte le cose in movimento. Allo stesso tempo, questa vicenda ci mostra anche che forse non siamo mai stati copernicani perché non ci siamo mai interrogati sulla natura profonda di questa materia astrale incandescente, questa sostanza palpabile e vibrante chiamata luce, con cui il sole anima la superficie e le profondità della Terra.
Lorenzo Renzullo
The Mock-up as a Tool of Experimentation. Several Cases of Ignazio Gardella
Parole chiave
Mock-up, Punta Ala, facciata, dispositivo, Ignazio Gardella
Lo strumento del mock-up in scala reale ha rivestito un ruolo centrale nel processo di progettazione architettonica dal secondo Novecento, contribuendo alla sperimentazione di innovative metodologie procedurali. In virtù delle sue proprietà replicative – in grado di simulare il comportamento spaziale e materico dell’oggetto reale – il mock-up è stato impiegato per valutare, in maniera progressiva, l’influenza dei fattori ambientali sulle soluzioni estetico-costruttive teorizzate. Dispiegandosi tra il processo ideativo ed esecutivo, anche coinvolgendo cinestesicamente l’osservatore, i dati analitici trasmessi all’oggetto venivano revisionati a valle dell’esperienza fisica effettuata sul campo. In tale ambito, l’evidenza di una pratica del modello in scala reale nella cultura architettonica italiana emerge attraverso il singolare caso dei mock-ups del progetto del Complesso residenziale turistico a Punta Ala (1962-1966) dell’architetto Ignazio Gardella, volto ad approfondire e testare fisicamente quegli effetti sperimentali di interscambio la luce naturale e l’oggetto reagente.