Gabriele Boglich e Agnese Cappellazzo, entrambi iscritti al Corso di laurea magistrale in arti visive e cinema espanso, nella giuria composta da 24 studenti internazionali che ha premiato il film “The Voice of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania

Gabriele Boglich e Agnese Cappellazzo, iscritti al Corso di laurea magistrale in arti visive e cinema espanso dell’Università Iuav di Venezia, hanno partecipato alla giuria del Premio UNIMED 2025, assegnato in occasione dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia.

La giuria, composta da 24 studenti e studentesse provenienti da 13 università associate all’UNIMED (Network for intercultural dialogue and international cooperation), in rappresentanza di 5 paesi diversi, ha conferito il Premio UNIMED 2025 al film che meglio riflette i valori della diversità culturale, della libertà di espressione artistica e della promozione del dialogo interculturale.

Il Premio UNIMED 2025 è stato assegnato al film “The Voice of Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania.

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IL RACCONTO DI AGNESE CAPPELLAZZO

Premio UNIMED: Polifonia di voci al Festival del Cinema di Venezia 82
The Voice of Hind Rajab, diretto da Kaouther Ben Hania, è un film che incarna in modo potente i principi fondamentali che promuoviamo: la difesa della dignità umana, il dialogo tra culture e la lotta contro l’ingiustizia e la discriminazione

È su tali motivazioni che quest’anno il premio UNIMED – Unione delle Università del Mediterraneo è stato attribuito a The Voice of Hind Rajab, uno dei film in concorso al Festival del Cinema di Venezia 82. La giuria ha inoltre concordato che la pellicola attraverso la ricostruzione della vicenda di Hind, una bambina palestinese vittima della guerra a Gaza, si propone come una finestra tra realtà e finzione, affrontando con coraggio i temi della violenza cieca e della perdita e della speranza, dando voce a chi spesso viene ridotto al silenzio.

Il premio è stato consegnato il 5 settembre 2025 presso “La Villa”, Lungomare Guglielmo Marconi 56, Lido di Venezia e ha visto coinvolti ben 24 studenti provenienti da 13 università diverse convenzionate con UNIMED e originari di cinque paesi differenti, tra questi l’Italia, la Spagna, la Tunisia, il Kosovo e la Palestina. Inoltre il dialogo ha visto coinvolti anche altri tre studenti, già avviati nell’ambito cinematografico, provenienti dall’Etiopia, dal Marocco e dal Sudafrica andando così ad espandere gli obiettivi dell’iniziativa UNIMED: favorire lo scambio interculturale e l’intersecarsi di sguardi caratterizzati da un ethos e percorsi accademici difformi, ma che in uno spazio di discussione hanno dato vita a riflessioni sfaccettate e a profondi rapporti di amicizia. 

L’iniziativa UNIMED riunisce perciò giovani personalità amanti del linguaggio audiovisivo dalle identità e dalle aspirazioni differenti per costituire una giuria eterogenea e improntata allo scambio prolifico di idee e formulazioni critiche dei film in concorso al Festival del Cinema di Venezia. La giuria è stata coordinata da Antonio Falduto (UNINT).

Gabriele Boglich e io, Agnese Cappellazzo, in quanto studenti al Corso di laurea magistrale in arti visive e cinema espanso abbiamo rappresentato l’Università Iuav di Venezia all’interno della giuria UNIMED traendone un’esperienza estremamente positiva e portante per il nostro bagaglio culturale e la nostra formazione artistica. Siamo entrati in contatto con questa iniziativa su consiglio di Marco Bertozzi che è stato nostro docente di Cinema documentario e sperimentale al Corso di laurea magistrale in arti visive e cinema espanso e grazie alla mediazione attuata con l’ufficio UNIMED da Angelo Maggi, delegato del Rettore per le relazioni internazionali e da Maria Gatto, responsabile del Servizio mobilità internazionale.

Il nostro ruolo consisteva nel visionare durante l’intera durata del Festival, svoltosi dal 27 agosto al 6 settembre, tutti i film in concorso candidati nella sezione Venezia 82 e decretarne poi il vincitore in quanto giuria collaterale del Festival. Le nostre giornate erano scandite da una fruizione media di tre o quattro film, il sogno di ogni cinefilo, e da una successiva discussione collettiva delle pellicole visionate. Cruciale è stata la condivisione di impressioni e riflessioni, comprese alcune divergenze di vedute, che hanno reso possibile un confronto vivace e la maturazione di opinioni in continua evoluzione. Oltre a questi momenti di dialogo, UNIMED ha coinvolto la giuria in una serie di incontri e conferenze mirati ad alimentare l’interconnessione tra diverse istituzioni accademiche e festivaliere per fornire suggerimenti per eventuali percorsi futuri nell’ambito cinematografico. Un esempio è Africa Chiama – African and Italian University Educational Programs in Audiovisual Languages un panel di discussione in cui sono stati esposti programmi educativi del mondo audiovisivo presenti in Etiopia, Mozambico e in Sud Africa, introdotto da Giorgio Gosetti (GDA) e moderato da Antonio Falduto (UNINT). Sono intervenuti Roberta Novielli (CFSIE), Angelo Maggi (Università Iuav di Venezia), Corrado Azzolini (Confartigianato  Audiovisivi), Tadious Idissou (Università di Addis Ababa), Agegnehu Adane Dilnesahu (Università di Addis Ababa), Abel Getachew Addis (Università di Addis Ababa), Julia Cain (Università di Cape Town) e l’ambasciatrice in Italia del Sudafrica Nosipho Jezile.

Oltre a queste circostanze ufficiali di dialogo, l’ambito del Festival permette spazi informali di connessione in cui sono andate a delinearsi delle ottime amicizie, le molteplici occasioni convivali come il pranzo a metà giornata o l’aperitivo serale ci hanno permesso di conoscere meglio l’altro e creare legami umanamente solidi. 

Al termine di questa esperienza mi ritengo soddisfatta e pienamente fiduciosa che gli intensi scambi e i numerosi stimoli coltivati in queste settimane porteranno risvolti significativi per il mio futuro, sia professionale sia umano. La collaborazione con UNIMED mi ha confermato che l’ambito in cui opero è in sintonia con le mie inclinazioni; auspico di poter partecipare ad altre iniziative simili, capaci di unire il linguaggio cinematografico e di promuovere un dialogo internazionale e interculturale.

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