La tesi di Klarissa Pica premiata come miglior tesi di dottorato nei campi dell’urbanistica e della pianificazione territoriale. Meritevole di menzione la tesi di Stefania Marini
Klarissa Pica, dottoressa di ricerca nell'ambito dell'Urbanistica all’Università Iuav di Venezia, ha vinto la XX edizione del Premio Giovanni Ferraro, riconoscimento dedicato alle migliori tesi di dottorato nei campi dell’Urbanistica e della Pianificazione territoriale, con la tesi “Territorio Mare. Pratiche di riappropriazione socio-ecologica della costa napoletana”, relatore Enrico Formato (Università Federico II di Napoli).
Meritevole di menziona la dottoressa di ricerca nell'ambito di ricerca in Pianificazione e politiche urbane e territoriali Stefania Marini con la tesi “Scuole in azione. Nuovi protagonisti della rigenerazione urbana a base culturale ed educativa”, relatrice Carla Tedesco (Università Iuav di Venezia).
I premi sono stati conferiti in occasione della XXVII Conferenza Nazionale della Società Italiana degli Urbanisti, svoltasi a Milano dal 18 al 20 giugno 2025.
A selezionare la tesi vincitrice e la tesi menzionata la commissione composta da Massimo Bricocoli, Giovanni Caudo, Daniela De Leo, Giacinto Donvito, Valeria Fedeli, Maria Valeria Mininni e Luca Velo.
Abstract della tesi vincitrice
All’interno del complesso processo di adeguamento dell’Italia alla Direttiva Bolkestein e del recente dibattito nazionale relativo alle concessioni balneari, la disciplina urbanistica è chiamata a riflettere sul riordino della materia del demanio e sulle sue ricadute spaziali su un territorio, quello costiero, che la ricerca identifica come un bene pubblico fragile e vulnerabile.
La tesi esplora il ruolo del demanio marittimo nel garantire un accesso democratico al mare a tutti i cittadini e, al contempo, la sicurezza delle comunità costiere di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico.
Negli ultimi decenni l’aumento delle concessioni balneari e la mancanza di indicazioni relative a percentuali minime di spiaggia per la libera fruizione, hanno accentuato lungo le coste italiane divari e disuguaglianze, amplificando conflitti tra interessi economici e valori collettivi.
Attraverso un approccio metodologico che predilige un’osservazione diretta dei fenomeni e combina ricerca e attivismo, il lavoro presenta microstorie della costa napoletana che evidenziano le tensioni persistenti attorno al Territorio Mare, ma anche progetti e pratiche che indicano scenari alternativi rispetto all’attuale modello di sfruttamento.
Nell’indagare le ricadute spaziali del sistema di gestione delle coste, la ricerca esplora come le pratiche di riappropriazione e di gestione collettiva possano contribuire a ridisegnare questi spazi, promuovendo una nuova stagione di politiche di ri-democratizzazione a partire da tre direzioni di intervento: imparare da “l’uso che se ne fa”, rivendicare la costa come bene comune e guardare alle concessioni balneari come strumento di progetto.
Abstract della tesi meritevole di menzione
La tesi analizza il rinnovato interesse per il rapporto tra scuole e città, emerso nel contesto della rigenerazione urbana e rafforzato dalla pandemia e dalla necessità di contrastare le povertà educative, in particolare nelle periferie. In questo quadro, la ricerca si concentra sull’iniziativa "Scuola attiva la cultura", promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che coinvolge direttamente le scuole in progetti di rigenerazione non solo materiale ma anche culturale.
Lo studio approfondisce due casi specifici — uno a Padova e uno a Lecce — per capire come le scuole interpretino i concetti chiave della policy nazionale nei rispettivi contesti locali, e in che misura contribuiscano alla rigenerazione dei quartieri fragili. La metodologia impiegata è qualitativa e fondata sull’analisi di casi studio, con un approccio interdisciplinare che include elementi di pedagogia.
La tesi riflette anche sul ruolo del ricercatore nel campo e mira a offrire un contributo teorico e operativo per lo sviluppo di azioni integrate basate su cultura ed educazione, suggerendo spunti per future ricerche e per l’integrazione con gli strumenti tradizionali della pianificazione urbana.