Un incarico prestigioso e di alto valore scientifico per il docente Iuav che per tre anni approfondirà lo studio del paesaggio attraverso il grande cinema italiano del ’900 al Centro Linceo Interdisciplinare Beniamino Segre di Roma

Marco Bertozzi, professore ordinario di Cinema all’Università Iuav di Venezia, è stato chiamato a collaborare per un triennio al Centro Linceo Interdisciplinare Beniamino Segre dell'Accademia dei Lincei di Roma, istituzione scientifica e culturale italiana di grande reputazione internazionale. Cinema naturale. Paesaggi, vedute, città nel cinema italiano è il titolo del programma di ricerca proposto da Marco Bertozzi, che studierà il paesaggio nazionale attraverso la rappresentazione del cinema italiano, in dialogo con discipline affini.
Il progetto cerca di cogliere l’esigenza di interdisciplinarietà avanzata dal Centro Linceo, nella convinzione che il paesaggio sfidi la distinzione tra scienza e arte, mescolando saperi di geografi e topografi, architetti ed estetologi. In questo senso il progetto di ricerca di Marco Bertozzi è in sintonia con l’idea stessa di “Culture del progetto”, nome del Dipartimento e del Dottorato di ricerca Iuav, in una prospettiva di felice ibridazione tra campi del sapere differenti.

“Sono molto felice della chiamata avuta dall'Accademia dei Lincei – dichiara Marco Bertozzi –. Potere svolgere una ricerca al Centro Linceo Interdisciplinare Beniamino Segre significa godere della possibilità di sviluppare un progetto che ha un riscontro scientifico internazionale, capace di affrontare gli immaginari edificati dal cinema nel secolo del grande cinema italiano”.

Marco Bertozzi
All’Università Iuav dal 2008, è da anni una delle più autorevoli voci accademiche sui temi del cinema italiano e del film documentario e si occupa di paesaggio nel cinema sin dalla sua tesi di laurea in Architettura, “Lo scenario della vacanza nella metropoli balneare romagnola”, dalle sue ricerche dottorali “L'immaginario urbano nel cinema delle origini. La veduta Lumière”, e dagli studi post dottorali “L’architettura e la città nel cinema italiano degli anni 30”. Autore di premiati film documentari e di numerose pubblicazioni – ricordiamo solo L’occhio e la pietra. Il cinema, una cultura urbana, 2003, Storia del documentario italiano, 2008, Recycled cinema, 2012, Documentario come arte, 2018, L’Italia di Fellini, 2021 – è stato visiting professor in diverse scuole di cinema e università straniere. Nel 2022 è stato insignito del Premio per la Critica d’arte offerto dal Ministero della Cultura. 

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