L’Università Iuav di Venezia ha svolto un ruolo centrale nelle attività di ricerca che hanno accompagnato il progetto di restauro dell’Ala Scarpa del Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, riaperta la scorsa settimana al pubblico al termine degli interventi di conservazione.
L’Ateneo ha partecipato al programma promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso, in collaborazione con il Comune di Possagno e il Museo Gypsotheca Antonio Canova, attraverso un contratto di ricerca finanziato finalizzato ad approfondire la conoscenza dell’opera progettata da Carlo Scarpa.
L’attività di ricerca ha riguardato lo sviluppo di indagini archivistiche, rilievi geometrici, analisi diagnostiche e valutazioni conservative, con l’obiettivo di costruire un quadro conoscitivo approfondito a supporto delle scelte progettuali e degli interventi di restauro.
Per l’Università Iuav di Venezia la ricerca è stata coordinata da Emanuela Sorbo, responsabile scientifica del progetto, con il coinvolgimento di Francesca Bertoncello, Tommaso Moretto e Gianluca Spironelli.
Determinante anche il contributo dei laboratori dell’Ateneo impegnati nelle attività di supporto scientifico e diagnostico: il Laboratorio di Geomatica CIRCE, LabMeS – Laboratorio Materiali e Strutture e FisTec – Laboratorio di Fisica Tecnica Ambientale. Grazie a un approccio interdisciplinare è stato possibile raccogliere e integrare dati e informazioni indispensabili per comprendere lo stato di conservazione dell’edificio e orientare gli interventi successivi.
La riapertura dell’Ala Scarpa rappresenta il risultato di una collaborazione tra istituzioni della tutela, università, museo, professionisti e imprese e conferma il valore della ricerca applicata come strumento fondamentale per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico contemporaneo.