Pier Luigi Crosta

Dati

26.01.2026

Categoria

Iuav ricorda

26 gennaio 2026

Con grande tristezza vi comunico che è mancato Pier Luigi Crosta, per molti anni professore ordinario di politiche urbane e territoriali a Iuav dopo aver insegnato ad Algeri, Milano e Torino. 
Nel nostro ateneo, oltre a dirigere negli anni ‘90 il corso di laurea in pianificazione, ha promosso e diretto per vent’anni il dottorato di ricerca in pianificazione territoriale e politiche pubbliche. Nel dottorato ha formato più generazioni di docenti, oggi figure di prestigio in diversi atenei italiani, oltre a qualificare la presenza disciplinare nella pianificazione urbana e territoriale e nell’analisi delle politiche pubbliche a Iuav. 
Innovatore profondo, ha introdotto un approccio alla ricerca che con il trascorrere degli anni è diventato un riferimento imprescindibile: la pianificazione urbana e territoriale reinterpretata come processo sociale, aperto agli apporti delle diverse scienze umane a livello internazionale, interrogato in modo allo stesso tempo rigoroso e indisciplinato. 
Nel ricordare il suo rilevante lascito scientifico e didattico porgiamo a Liliana Padovani, anche lei nostra ex collega, le condoglianze e la vicinanza affettuosa di tutte e tutti noi.
Benno Albrecht

Pier Luigi è arrivato allo Iuav a metà anni ottanta e io da giovane studentessa in Pianificazione ho avuto la fortuna e il piacere di seguire il suo primo corso, per me di grande importanza, che ha contribuito a formare anche il mio approccio alla ricerca. Pier Luigi è stato non solo docente allo Iuav per molti anni, ma anche membro attivo della Scuola di dottorato. Nel 1996 ha inaugurato il corso di dottorato in Pianificazione e politiche pubbliche del territorio, di cui è stato responsabile fino al 2010 quando si è ritirato dall'insegnamento. Fare ricerca nella sua dimensione concreta è stata al centro delle lunghe discussioni in cui Pier Luigi coinvolgeva le dottorande e i dottorandi, sollecitando quest'ultimi a interrogarsi sul piano e sulle politiche come concrete azioni caratterizzate dalla interazione di una molteplicità di attori. Su queste premesse si sono formati molti dei docenti di pianificazione attivi nel panorama delle università italiane. Infine, ricordo con grande affetto l'ultima occasione in cui lo abbiamo inviato alla Scuola di dottorato a discutere il suo ultimo libro, un dialogo sulla ricerca con Cristina Bianchetti, il cui titolo ci racconta molto chi era Pier Luigi: “La ricerca è l'uso che se ne fa”.  
Maria Chiara Tosi

Nell'unirmi alla tristezza per la scomparsa di Pier Luigi Crosta, e alla vicinanza a Liliana, anticipo che come ambito scientifico del dottorato in pianificazione e politiche urbane e territoriali promuoveremo nei prossimi mesi un'iniziativa specifica dedicata a Pier Luigi Crosta, che spero possa rinnovare la consapevolezza del suo lascito nelle nuove generazioni di docenti, ricercatrici e ricercatori, dottorande e dottorandi.
Anna Marson, anche a nome del comitato scientifico dell'ambito di dottorato in pianificazione e politiche urbane e territoriali

Non è facile trovare le parole per ricordare Pierluigi mentre ci attraversa la tristezza per averlo perso. Il suo pensiero denso e anticipatore, il suo approccio sempre originale e irriverente alla formazione e alla ricerca, ci hanno consentito di cominciare a vedere prima ciò che sarebbe stato evidente e di senso comune solo molto dopo. Siamo in tanti e tante ad essere uniti dal privilegio di averlo avuto come maestro. Ha orientato i nostri percorsi, insegnandoci a impostare le domande per andare al cuore delle questioni, con grande generosità, in un clima spensierato di collaborazione in grado di avere esiti di ricerca importanti, un clima che resta come riferimento a cui aspirare, sempre. 
Carla Tedesco

Con la scomparsa di Pier Luigi Crosta se ne va un docente-maestro che ha dato contributi originali, forse i più originali nel campo dell'analisi delle politiche pubbliche applicata ai processi di pianificazione e politiche urbane in Italia. Fra gli elementi caratterizzanti il suo approccio: la complessità delle “pratiche” di pianificazione, l'attenzione al rapporto fra obiettivi e risultati conseguiti da piani e politiche, all’analisi del rapporto conoscenza, decisione e azione. Tutti siamo debitori a lui per riflessioni sempre interessanti e ricche, mai banali. I suoi numerosi allievi, docenti in molte università italiane, sono testimonianza del suo pensiero fertile. Non sono stato suo allievo accademico, ma ho imparato tanto e appreso dai suoi testi. Un caro saluto a Liliana Padovani.
Francesco Gastaldi

Amico, maestro – parola che lo metteva ben poco a suo agio – mentore, Pier Luigi Crosta è stato per molti di noi un riferimento: spingeva a lavorare sulle idee, a esporsi, a non restare al riparo. Nulla chiedeva adesione. Contava solo l’uso, la messa alla prova. Il suo modo di pensare, libero ed esigente, ci spingeva a muoverci. Arrischiarsi per sentieri non sempre esplorati faceva parte della ricerca. Fine osservatore, per costruire una teoria dell’azione territoriale ha attraversato discipline diverse, attento anche alle forme dell'arte. Amava mettersi dalla parte della società. Chi lo ha incontrato porta con sé tracce diverse di questo lavoro. Da lì sono nati molti percorsi, dentro e fuori l’università. Il dottorato in Pianificazione e Politiche del Territorio, che aveva seguito per tanti anni, era il luogo in cui questa idea prendeva forma, la sua libera università. Più che un titolo, un tempo di ricerca. Negli ultimi anni, intervenendo in contesti accademici, usava dire con leggerezza di sé: «io mi occupo di dottorandi, da un po’ di tempo». E quando veniva il nostro turno, incurante delle età anche mature, ci misurava così: chi era lì da poco, chi ne era uscito da anni, chi stava appena entrando. Un modo semplice e ironico per dire che la ricerca è un processo e che l’università, per lui, aveva senso solo così. Neppure il pensionamento ha segnato una pausa. Ha continuato a lavorare, a pubblicare, ma soprattutto a discutere. Nelle conversazioni con allievi, amici e amiche che condividevano le sue passioni e lo andavano a trovare. Conversazioni mai neutre. Mai accomodanti. Sapeva rivoltarti come un calzino, ma lo faceva perché prendeva sul serio le idee – e le persone. Sapeva ancora sorprendere con intuizioni nuove, geniali, spiazzanti. Per questo il suo lavoro non si è concluso. Continua ogni volta che qualcuno, seguendo il proprio percorso, ritrova una delle sue intuizioni e la rimette in gioco. Senza rituali. Senza retorica. Come avrebbe voluto lui. 
Caro Pier Luigi, grazie
Francesca Gelli 

Ricordo Pier Luigi con grande affetto. Lo ringrazio per la cura che ha sempre avuto per noi dottorandi, per averci insegnato a far dialogare approcci e discipline che potevano sembrare distanti, ma Pierluigi ti spiegava che non lo erano affatto. Lo ringrazio per aver sempre usato con noi un approccio orizzontale, per le sue bellissime lezioni fiume e i tantissimi fogli di appunti. Era bello potergli telefonare a casa per le revisioni e i consigli, perché Pierluigi era sempre disponibile all'ascolto, mai banale. Ci eravamo visti qualche anno fa a Milano e avevamo ricordato, sorridendo, alcuni momenti di quel bellissimo periodo che ci aveva portati ad incontrarci a Iuav. Mancherà, ma i suoi lavori e il suo pensiero continueranno ad accompagnarci sempre. Un abbraccio forte va a Liliana
Elena Ostanel

Ho conosciuto Pier Luigi a Rennes, quando ero ancora un giovane dottorando. Era venuto lì con sua moglie Liliana, su invito di Patrick Le Galès. Già allora ero rimasto profondamente colpito dal personaggio. In seguito ho ritrovato Pier Luigi nel suo “feudo”, a Venezia. Avevo deciso di dedicare una parte della mia tesi al progetto di riqualificazione di Porto Marghera. Pier Luigi mi accolse nel suo dottorato. Lì feci incontri decisivi: Francesca Gelli, Carla Tedesco, Paola Briata, Luigi Doria e tanti altri “Crostini”. Mi sentii subito a casa, e il calore umano di Pier Luigi non era certo estraneo a tutto questo. Seppe orientarmi molto rapidamente nelle mie ricerche e, talvolta, aiutarmi ad abbandonare le certezze del giovane ricercatore francese “statolatra” che ero allora. Mi aprì a prospettive interazioniste e incrementaliste della pianificazione e dell’urbanistica, che diedero tutt’altra direzione ai miei lavori sul progetto urbano.Gli sono intellettualmente profondamente debitore, anche se non ho mai avuto l’occasione — o forse il coraggio — di dirglielo. Conservo anche il ricordo di una persona affettuosa, accogliente, sensibile e attenta agli altri. Ricordo quei caffé presi Al Ponte, dove mi fece scoprire anche le polpette.
Mi mancherai, ci mancherai a tutti, Pier Luigi.
Gilles Pinson, professore all'Università di Bordeaux, già visiting PhD student nel dottorato in Pianificazione territoriale e Politiche Pubbliche del territorio

Pier Luigi è stato tutor della mia tesi di dottorato.
Da lui e da Gigi Mazza - dalla loro frequentazione e dai loro scritti - ho imparato quel poco che so di urbanistica.
Gli sarò sempre grato per i suoi insegnamenti e per la sua disponibilità.
Guido Borelli

Nella mia formazione di urbanista, mi piace ricordare il corso tenuto da Pierluigi Crosta come uno "snodo" importante. Il confronto con Pierluigi ha contribuito da un lato a mettere in crisi le conoscenze che fino a quel momento credevo consolidate; dall'altro a tracciare nuove direzioni di pensiero. Alcune di esse, in quel momento, da studente al primo anno di laurea magistrale, forse difficili da comprendere appieno, ma che si sarebbero poi rivelate in tutta la loro complessità e portata innovativa (e sempre attuale) negli anni a venire, durante il dottorato in pianificazione territoriale e politiche pubbliche del territorio, e oggi, tanto nelle esperienze di ricerca, quanto di didattica. Un abbraccio a Liliana.
Matteo Basso

Subito prima di lasciare la sua casa veneziana, Pierluigi e Liliana chiamarono all’appello tutti gli amici docenti, ricercatori e dottorandi a prendere qualcosa: arredi e oggetti di ogni tipo. Uso ancora i piatti che mi regalarono, e continuo spesso a pensare a quella figura eccezionale che ha sconvolto, per fortuna, il mio percorso, insegnandomi che, se sorrette da un pensiero solido, tutte le traiettorie possono costruire conoscenza utile all’azione.
Nicola Di Croce

Quasi quarant’anni fa conobbi Pier Luigi in occasione dell’esame di Urbanistica 1 e mi attirò immediatamente la sua capacità di ‘fare scuola’. Poche pagine sulla produzione sociale del piano, gli bastavano a intavolare un dialogo con centinaia di studenti e studentesse, in un esame orale che durava in media una quarantina di minuti. Senza alcuna fretta, faceva quantomeno intuire a ciascuno di noi quali fossero le ricadute teoriche, epistemologiche ma anche pratiche e professionali, di un’accezione di piano come esito di un processo di interazione sociale. Il corso successivo di Urbanistica 2 vedeva la compresenza con Pier Luigi di Sandro Balducci e Paolo Fareri, la ‘scuola’ diveniva così laboratorio e, a partire da un variegato bagaglio di riferimenti letterari e cinematografici, ci si approcciava alle politiche urbane in atto. Casi di studio originali che, analizzati con il loro supporto, divenivano solide basi per un lavoro di ricerca che sarebbe proseguito per qualche anno, col Dottorato e con alcuni percorsi attivati con fondi Miur (così come si chiamavano allora). Tuttavia, non avrei mai capito a fondo cosa fosse il ‘fare scuola’ di Pier Luigi, se non avessi avuto la fortuna di frequentarlo anche fuori dall’Università e di seguirlo, per quanto fossi in grado, nei suoi ragionamenti e, solo un po’ più facile, nelle sue passioni architettoniche, artistiche, culinarie. La disponibilità e l’ospitalità sua e di Liliana fanno parte di questo ‘fare scuola’, così come la capacità di mettere a proprio agio, l’interesse mostrato per le persone più disparate, l’attenzione per l’inatteso, per il ‘fuori luogo’, per l’eccezione a ogni semplificazione mainstream.  In numerose occasioni allora i suoi background emergevano in connessione con ciò che ci era dato da osservare, per finire spesso in una denominazione sintetica, a volte paradossale, ironica, e sempre illuminante e anticipatrice di quello che sarebbe divenuto un nuovo filone di ricerca ma anche e, per me, soprattutto, di un nuovo sguardo disvelante sul mondo (delle politiche del territorio). Ogni ringraziamento non sembra ora sufficiente per dire quanto generoso sia stato Pier Luigi nel fornirci le basi, gli stimoli, gli strumenti per continuare a imparare sia dentro che fuori l’Università.
Pier Luigi rimarrà presente nel nostro agire
Andrea Mariotto

L’École urbaine a appris avec une profonde tristesse le décès de Pier Luigi Crosta, figure majeure de l’urbanisme et des politiques urbaines en Italie. Professeur au IUAV de Venise, il a formé plusieurs générations de chercheurs dont l’influence s’est largement déployée en Italie comme à l’international.
Sa pensée indisciplinée et critique a profondément renouvelé l’analyse de l’aménagement et des politiques publiques, en les considérant comme le produit de processus sociaux complexes, situés et collectifs. Mobilisant Hirschman, Foucault ou Dewey, il a interrogé la gouvernance, l’action collective et les effets inattendus de l’action publique, au-delà des oppositions classiques top-down /bottom-up.
Chercheur libre ,exigeant et profondément à l’écoute, Pier Luigi Crosta a marqué durablement les sciences sociales urbaines.
Leggi tutto
Marco Cremaschi, Patrick Le Galès e Tommaso Vitale, pubblicato sulla pagina dell'’École urbaine di SciencesPo, Parigi
 

Santa Croce 191, Tolentini
30135 Venezia
C.F. 80009280274
P.Iva 00708670278