Dati
06.05.2026
Categoria
Comunicati stampa
La Siria torna ufficialmente sulla scena internazionale dell’arte contemporanea partecipando alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (9 maggio – 22 novembre 2026), con il Padiglione Nazionale realizzato in collaborazione con l’Università Iuav di Venezia e su commissione del Ministero della Cultura siriano.
Ospitato negli spazi degli ex magazzini frigoriferi di Santa Marta, il Padiglione rappresenta un momento di particolare rilievo istituzionale e culturale: si tratta infatti della prima presenza ufficiale della Siria dopo decenni di assenza dalle grandi manifestazioni internazionali.
In occasione dell’apertura, prevista per giovedì 7 maggio alle ore 18, saranno presenti a Venezia le massime autorità istituzionali siriane, insieme a rappresentanti di diversi Paesi arabi, a testimonianza di un rinnovato dialogo culturale e diplomatico nell’area mediterranea e mediorientale.
Al centro del Padiglione, il progetto La Torre funeraria di Palmira dell’artista siriana Sara Shamma, a cura di Yuko Hasegawa: un’installazione monumentale e immersiva alta 15 metri che rievoca le antiche torri funerarie di Palmira, simbolo di convivenza tra culture e oggi emblema della perdita e della resilienza del patrimonio siriano.
Attraverso la fusione di pittura, architettura, luce, suono e profumo, l’opera propone un’esperienza sensoriale che intreccia memoria e contemporaneità, configurandosi al tempo stesso come un tributo alla storia della Siria e come un appello alla restituzione delle antichità trafugate durante il conflitto.
Sara Shamma afferma: “Con La Torre funeraria di Palmira intendo rendere omaggio al patrimonio culturale della Siria e alla resilienza del suo popolo. Sebbene distrutte, le torri continuano a testimoniare la forza e la diversità della nostra storia. Questa mostra non è solo una riflessione sulla perdita, ma anche un messaggio di speranza, unità e sull’importanza di proteggere e restaurare il nostro patrimonio condiviso.”
La curatrice Yuko Hasegawa dichiara: “Il lavoro di Sara Shamma trascende le narrazioni nazionali, utilizzando la storia di Palmira per esplorare temi universali come memoria, perdita e resilienza culturale. La mostra invita il pubblico a confrontarsi con questi temi attraverso un’esperienza immersiva, collocando la Siria con rinnovata forza nel dibattito internazionale sull’arte contemporanea.”
Dichiara il rettore dell’Università Iuav di Venezia, Benno Albrecht: “Si tratta di un momento molto importante. Questo ritorno rappresenta un segnale forte di apertura e la possibilità di riattivare relazioni tra Siria e Italia, tra Siria e Venezia, ma anche con l’intero contesto del Medio Oriente. In questo quadro, l’Università Iuav si propone come elemento di raccordo tra Venezia, l’Italia e i Paesi arabi, promuovendo nuove opportunità di collaborazione istituzionale, culturale e progettuale.”
Il Padiglione si inserisce infatti in un più ampio percorso di collaborazione tra l’Università Iuav di Venezia e le istituzioni siriane, che include attività di ricerca, progetti urbani e iniziative di cooperazione accademica, con particolare attenzione ai temi della ricostruzione, della tutela del patrimonio e dello sviluppo urbano.
Questa iniziativa rafforza il ruolo dell’Ateneo come piattaforma internazionale di dialogo tra Europa e Medio Oriente, con ricadute significative non solo sul piano culturale, ma anche per il territorio veneziano e metropolitano.