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La caratterizzazione mineralogico-petrografica e chimico-fisica dei materiali lapidei (pietre e marmi) è di gran lunga il settore di ricerca principale del laboratorio LAMA sin dalla sua fondazione. Tra le metodologie applicate e le attività di ricerca eseguite nei trenta anni di attività e in quelle in corso, vanno citate:
– la creazione di una estesa banca dati petrografici e geochimici (isotopici) dei marmi cristallini del bacino del Mediterraneo. Si tratta del più completo database petrografico e geochimico attualmente a disposizione nel panorama nazionale e internazionale e comprende non solo i marmi principali, ma anche molti dei minori usati in età classica;
– l’identificazione della provenienza di manufatti marmorei (statuaria ed elementi architettonici) di importanti monumenti e complessi museali;
– studi monografici di singole specie lapidee colorate, anche in questo caso al fine della creazione di una banca dati dei più importanti litotipi usati a scopo decorativo in età romana. Si sono presi in esame sistematicamente i marmi colorati della Grecia (tra i quali sono da menzionare il porfido verde antico, il fior di pesco, il cipollino verde, il portasanta, la breccia di settebasi e il verde antico), dell’Asia Minore (ad esempio la breccia corallina, l’occhio di pavone, l’alabastro di Tyatira) e del Nord Africa (ad es. il marmo greco scritto da Cape de Garde, in Algeria e alcune tipologie di neri antichi dalla Tunisia). Sono state studiate alcune pietre originarie dal Deserto Orientale Egiziano (breccia verde antica, granito bianco e nero, varietà di marmo claudiano), così come litotipi italiani di vasto impiego in età romana e post-antica (ad esempio la pietra di Aurisina, la pietra d’Istria, l’alabastro di Iano di Montaione, il granito di Nicotera, il granito sardo, il marmo di Portovenere o portoro), nonché pietre da costruzione di singole aree archeologiche, tra le quali le calcareniti di Selinunte e di Metaponto (di quest’ultima località sono state determinate su base petrografico-geochimica le cave di provenienza della pietra delle Tavole Palatine).
Gli studi sul deterioramento di pietre e marmi comprendono la determinazione delle morfologie (macro, meso, micro), delle cause e dei meccanismi del degrado fisico e dell’alterazione chimica.
A tali studi si affiancano le ricerche volte alla valutazione dell’efficacia e della durabilità di prodotti commerciali già impiegati nel settore del restauro o di nuova formulazione per il consolidamento e/o la protezione delle superfici lapidee.
Indagini minero-petrografiche e chimico-fisiche vengono approfondite su manufatti ceramici e laterizi di varie epoche e provenienze al fine di caratterizzazione il materiale, determinare la tecnologia di produzione e identificare la provenienza delle materie prime e/o dei siti di produzione.
Lo studio di materiali vitrei sia antichi sia moderni di tipo artistico, architettonico (vetrate, mosaici, opus sectile) e archeologico è finalizzato all’identificazione delle materie prime, coloranti, opacizzanti, affinanti, delle tecniche di lavorazione, datazione e provenienza così come per indagini preliminari al restauro. Le indagini sono principalmente di tipo chimico, qualitative e quantitative, fisico per la determinazione del colore e in microscopia ottica per lo studio della morfologia di superficie.
Le indagini scientifiche si concentrano sullo studio dettagliato delle tecniche pittoriche, l'identificazione dei pigmenti usati dagli artisti e il supporto su cui sono state realizzate le opere. Inoltre, il LAMA offre anche un'analisi degli strati preparatori, sia per le pitture murali che per quelle su cavalletto.