Il mare è uno spazio da progettare, non solo da attraversare. La pianificazione dello spazio marittimo è uno strumento strategico per gestire in modo sostenibile le attività in mare e tutelare gli ecosistemi. Un approfondimento per capire meglio cos’è, a cosa serve e come si studia.

Il mare è uno spazio vitale, ricco di risorse, attraversato da rotte, economie, equilibri ambientali e tensioni geopolitiche. E lo è oggi più che mai, in un contesto segnato dalla crisi climatica e dalla crescente pressione sulle coste e sui fondali. Il mare, quindi, ha bisogno di essere progettato e gestito con visione. È a partire da questa esigenza che, nel tempo, è stata sviluppata e ha acquisito sempre più importanza la pianificazione dello spazio marittimo, uno strumento innovativo che consente di coordinare in modo sostenibile i molteplici usi del mare, dalla pesca alla produzione di energia, dal turismo alla conservazione ambientale. Un tema che l’Università Iuav di Venezia ha scelto di inserire nella propria proposta formativa, all’interno del progetto del Polo dell’Acqua, il polo scientifico e didattico sviluppato dall’Ateneo per affrontare in modo trasversale le trasformazioni dell’ambiente acquatico. Venezia, città da sempre legata all’acqua, si conferma così un laboratorio unico per formare chi vuole studiare il mare non solo come fenomeno naturale, ma come spazio da pianificare, proteggere e progettare. Vediamo però più nel dettaglio cos’è e a cosa serve la pianificazione marittima. 

Partiamo dalla definizione. 

La pianificazione dello spazio marittimo (MSP) è un processo pubblico e partecipato che serve a organizzare l’uso delle aree marine in modo razionale, coordinato e sostenibile.

Introdotta formalmente nell’Unione Europea con la Direttiva 2014/89/UE, la pianificazione dello spazio marittimo ha l’obiettivo di garantire che le molteplici attività che si svolgono in mare possano coesistere, riducendo i conflitti e ottimizzando l’uso delle risorse. Non si tratta solo di regolare il presente, ma anche di immaginare scenari futuri. A tal fine, la pianificazione marittima integra dati scientifici, saperi locali, interessi economici e obiettivi ambientali. L’obiettivo è unico: orientare lo sviluppo delle coste e dei mari. La pianificazione marittima è diversa ma complementare alla gestione integrata della fascia costiera, con cui condivide la logica sistemica e la volontà di mettere in relazione mare e terra, ambiente e società. Nel processo di pianificazione marittima sono coinvolti diversi livelli istituzionali: lo Stato centrale, le Regioni, gli enti locali, ma anche una molteplicità di portatori di interesse, dalle comunità di pescatori alle imprese energetiche, dagli operatori del turismo alle organizzazioni ambientaliste. La qualità della pianificazione dipende quindi dalla capacità di mediazione, ascolto e collaborazione tra attori diversi.

In un momento in cui le pressioni sull’ambiente marino aumentano e gli effetti del cambiamento climatico si fanno sempre più evidenti, la pianificazione dello spazio marittimo si conferma uno strumento fondamentale per costruire un futuro sostenibile e condiviso. Non riguarda solo le coste e i fondali: riguarda il modo in cui intendiamo sviluppo, giustizia ambientale e resilienza delle comunità costiere. Pianificare il mare, oggi, significa prendersene cura.

Veniamo ora alle applicazioni concrete di questa attività. Dalla localizzazione di parchi eolici offshore alla tutela degli habitat marini, dalla gestione delle rotte commerciali alla regolazione delle attività turistiche: la pianificazione dello spazio marittimo serve a organizzare e coordinare gli usi del mare in modo razionale, efficace e sostenibile. Uno dei suoi principali vantaggi, come in parte già sottolineato, è la capacità di ridurre i conflitti tra attività diverse, garantendo che le scelte di sviluppo non compromettano la salute degli ecosistemi né i diritti delle comunità costiere. La pianificazione permette infatti di individuare aree prioritarie, zone sensibili e usi compatibili, costruendo uno scenario condiviso tra enti pubblici, imprese e cittadini.

Tra le principali applicazioni della MSP si possono citare:

In Italia, il primo Piano di Gestione dello Spazio Marittimo è stato adottato nel 2022 e suddivide il mare in tre aree funzionali: Adriatico, Tirreno e Ionio-Mediterraneo centrale. A livello europeo, Paesi come Germania, Paesi Bassi e Danimarca sono considerati modelli di riferimento per l’integrazione tra politica marittima e strumenti di pianificazione.

Ciò che è importante sottolineare è che la pianificazione degli spazi marittimi rappresenta molto più di un semplice strumento tecnico: è una strategia di governo del mare che combina competenze scientifiche, capacità progettuale e sensibilità ambientale. Per questo servono professionisti formati per affrontare le sfide che il futuro delle coste e degli oceani ci pone davanti.

Studiare la pianificazione dello spazio marittimo significa formarsi all’intersezione tra progettazione, ambiente e politiche pubbliche. È un percorso che richiede una visione sistemica, capacità di analisi territoriale e una solida preparazione interdisciplinare.

Le competenze fondamentali spaziano tra diversi ambiti:

All’Università Iuav di Venezia, queste competenze si inseriscono nelle attività del Polo dell’Acqua, un hub dedicato alla ricerca e alla formazione sulle trasformazioni dell’ambiente acquatico e costiero. Grazie a questa impostazione, Iuav offre un contesto unico per studiare la pianificazione marittima in modo trasversale e applicato, con una particolare attenzione al dialogo tra sapere accademico e pratiche di governo del territorio. In particolare, il Corso di laurea magistrale in urbanistica e pianificazione per la transizione rappresenta un programma innovativo che integra discipline scientifiche e progettuali, affrontando le sfide legate alla pianificazione spaziale urbana, territoriale e marittima. Questo corso si concentra su temi cruciali come il cambiamento climatico, la gestione delle risorse e la sostenibilità, combinando approcci teorici con esperienze pratiche sul campo. Gli studenti hanno la possibilità di specializzarsi in due profili, uno dei quali dedicato proprio alla pianificazione marittima, con un focus sulle normative internazionali in materia di sostenibilità e protezione delle risorse marine.

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