Installazione all'interno del Solomon Guggenheim Museum di New York, dettaglio

Data

30.04.2026

Orario

16:00

Luogo

Cotonificio

Categoria

Presentazione

Arte povera e identità italiana. Le mostre di Germano Celant 1981–1994

Cotonificio, aula A2

Silvia Maria Sara Cammarata
presenta il suo libro (postmedia books, 2025) 
in dialogo con Francesca Castellani e Caterina Caputo 

A partire dal 1981, con la mostra Identité italienne. L'art en Italie depuis 1959 al Centre Pompidou di Parigi, Germano Celant ha iniziato a interrogarsi sull'identità culturale italiana. Quando, alla metà del decennio, è tornato a occuparsi esplicitamente di Arte povera, la strategia era ormai scoperta: storicizzare e italianizzare la fortunata etichetta, nata nel 1967 sotto tutt'altri auspici, per lo più in funzione delle istituzioni, del pubblico e dei critici stranieri. Arte povera e identità italiana è una storia di mostre e strategie espositive che nel corso del tempo hanno plasmato e trasformato la percezione dell'Arte povera. Intrapreso come rivendicazione rispetto al cosiddetto ritorno alla pittura e al citazionismo degli anni Ottanta, questo percorso ha subito una serie di modifiche legate a piccoli e grandi mutamenti sociali, politici e culturali intercorsi da allora e fino al 1994, anno di The Italian Metamorphosis 1943-1968 al Guggenheim Museum di New York. Se nel 1981 l'immagine dell'Italia proposta da Celant era quella di un paese complesso, con una scena culturale vivace che sembrava doveroso interpretare in presa diretta, ricco di contraddizioni e di spinte differenti, alle prese con un travagliato processo di modernizzazione, nel 1994 la scelta è ormai orientata su parametri assai diversi.

Un guerrigliero dalla visione solida ma sempre in progress, soggetta a «una sorta di rivoluzione permanente». Marco Tirelli, artista e accademico di San Luca, ricorda così Germano Celant (1940-2020), che con il suo approccio interdisciplinare e l'insistenza sull'interazione fra opera, critico e fruitore ha influenzato il sistema dell'arte «sia in senso critico sia socio-economico». Tra il 2022 e il 2023, da un'idea di Tirelli, si sono svolte delle giornate di studio sulla sua figura di storico e curatore, organizzate dallo Studio Celant con l'Accademia Nazionale di San Luca. Un volume corposo raccoglie gli interventi degli artisti, storici dell'arte, curatori, archi tetti, fotografi e designer che vi hanno partecipato. Per poi approfondire, a proposito di "rivoluzione permanente", il modo con cui Celant, di mostra in mostra, ha presentato all'estero l'identità italiana, uno studio di Silvia Maria Sara Cammarata si concentra proprio su questo caso.
_ Cara Ronza, Arte, settembre 2025

 

Immagine
The Italian Metamorphosis 1943-1968, Guggenheim Museum, New York, 1994-1995. Ph. David Heald, courtesy The Solomon R. Guggenheim Foundation

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