a cura di Umberto Ferro
«Ogni progetto è un'occasione unica nel contesto e nel tempo in cui accade. Quindi è testimonianza. Sappiamo che l'architettura, o la costruzione, è attaccata al terreno e inamovibile [...] Non è il design, non è il treno o l'automobile o l'altro [...] il contesto c'è sempre. Ma è sempre un contesto in movimento, un contesto che vive nel tempo. La città è un organismo vivente. La città si trasforma e qualunque cosa che viene creata la trasforma a sua volta. L'architettura non può esistere fuori dal contesto, e questa è la sua qualità unica».
Gino Valle, cit. in V. Corvino, Abitazioni alla Giudecca di Gino Valle: riflessioni su un metodo, in "Progettazione Urbana", 1994, n. 2
Queste fotografie sono il risultato di due campagne fotografiche effettuate nel 2007 e 2012 sul complesso residenziale di Gino Valle alla Giudecca (1984-86) con l'unico scopo di indagare e comprendere quest'opera architettonica prima di accompagnarvi un gruppo di studenti del corso di fotografia (finanziato dal Fondo Sociale Europeo) dell'Università Iuav di Venezia.
Il lavoro fotografico è quindi da intendersi come una passeggiata avente come unico intento quello di individuare le peculiarità dell'opera, di osservarne le forme e le luci, in modo da poter poi introdurre gli studenti all'architettura con cognizione di causa. La domanda potrebbe essere: "perché Gino Valle?", "Perché alla Giudecca?". Tra le risposte possibili, quella che più volte ci è capitato di incontrare studenti ed ex studenti di architettura che non erano mai stati alla Giudecca e che non conoscevano questo importante intervento.
Gino Valle (1923-2003) si laurea all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1948 e entra subito nello studio del padre Provino. Grazie a una borsa di studio Fulbright, nel 1951 consegue il Bachelor of city and regional planning alla Harvard Graduate School of design a Cambridge (USA). Dalla fine degli anni '50 è consulente di product design alla Solari e Zanussi, e per quest'ultima realizza gli uffici a Porcia (1959-61).
Tra le sue opere: il Monumento alla Resistenza a Udine (1959-69), gli uffici e lo stabilimento Fantoni a Osoppo (1973-78), la sede della IBM Italia a Basiano (1980-83), la sede di New York della Banca Commerciale Italiana (1981-86), il complesso di abitazioni popolari alla Giudecca e i nuovi stabilimenti Olivetti a Ivrea (1984-86).
Nel 1972 diviene Professore Incaricato di Composizione Architettonica all'istituto Universitario di Architettura di Venezia e, nel 1977, Professore Ordinario, svolgendo attività didattica fino al 2001. Accademico Nazionale di San Luca dal 1975, riceve nel 1988 il Premio Antonio Feltrinelli per l'architettura dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 1993 è insignito della Honorary Fellowship dell'American Institute of Architects e nel 2002 riceve iI Diploma di Medaglia d'Argento ai Benemeriti della Scuola della Cultura e dell'Arte conferitogli dal Presidente della Repubblica Italiana.
Volo aereo sulla Giudecca, 2002
Fronte nord oltre il muro di calle dei Lavraneri, 2012
Corte interna, 2007
Camminamento a doppia altezza con accesso alle scale, 2007
Sul fondo la corte interna, 2007
Scala, 2007
Portico e scala di accesso al ballatoio, 2012
Ballatoio con accessi alle abitazioni, 2012
Porticato al piano terra, 2012
Spazio scoperto al piano terra, 2007
Spazio scoperto al piano terra, 2007
Percorso pedonale, 2007
Percorso pedonale di attraversamento, 2012
Percorso pedonale di attraversamento, 2012
Percorso pedonale di attraversamento, 2012
Fronte sud, case a schiera con giardini recintati, 2012
Scala sul fronte nord, 2007
Percorso pedonale di attraversamento, 2007
Scala sul fronte nord, 2007
Scala sul fronte nord, 2007
Fronte nord, 2007
Calle di accesso, 2007
Il complesso da ponte dei Lavanderi, 2007
Le torri sul canale dei Lavanderi, 2007