Indagine teorica e sul campo sui senza dimora nel Comune di Venezia
In collaborazione con Fiopsd e Istat nell’ambito dell’iniziativa “Tutti contano”.
Nell’ambito delle attività di ricerca del Prin “Miserabilia. Spazi e spettri della miseria. Epicentro di studi, ricerche, teorie e progetti per lo sviluppo di una immagine e di una realtà per la città italiana contemporanea”, principal investigator professoressa Sara Marini. Finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, nell’ambito del PNRR M4 - C2 - Investimento 1.1 Bando PRIN 2022 - D.D. n. 104 del 02-02-2022. CUP: F53D23007730006. Codice progetto: 2022JYMWMS.
Crediti formativi universitari – Cfu: 3 Cfu tipologia D
Quando: Gennaio-febbraio 2026
Dove: Venezia
Responsabile scientifica: Sara Marini
Docente: Alberto Petracchin
Presentazione della domanda: entro il 25 gennaio 2026 ore 12, scrivere a apetracchin@iuav.it
Posti disponibili: sono disponibili 30 posti per studentesse e studenti iscritte/i ai corsi di laurea triennale e magistrale in Architettura. Per l’iscrizione si richiede l’invio di una breve lettera motivazionale di 1500 battute all’indirizzo apetracchin@iuav.it entro il 25 gennaio ore 12.
Programma
Nel Comune di Venezia la miseria non ha un luogo e non ha un campo che di per sé possa essere osservato come suo unicum, come suo topos, come sua personal island. Il campo della miseria è dissolto, è tutta la città, è tutto il territorio, è lo spazio e nulla di meno e nulla di più. La miseria è disarmo, come idea di mondo e di rapporto con esso. E se infatti tentassimo di rispondere alla domanda “where is misery” per dare un volto alla sua architettura, dei luoghi pure ci sarebbero a dare asilo a chi non trova la sua casa, e si tratterebbe di quella parte “maledetta” della città che non si lascia facilmente ricomprendere in una totalizzazione (cfr. G. Vattimo, P.A. Rovatti (a cura di), Il pensiero debole, Feltrinelli, Milano 1983, p. 17). Errori progettuali o spazi senza uso, architetture molli o impensate, case novissime o stamberghe abbandonate, per molti oggi diventano dimore: cavalcavia, anfratti, portici, rientranze, sporgenze e aggetti, cantieri, architetture abbandonate, sono abitate da una miriade di vite. Questi edifici, parti di città, queste “nothingness” realizzate e fatte di nulla, assumono involontariamente il ruolo di architetture ospitanti, potenti atti di solidarietà che annullano il confine tra architettura, città e società (cfr. E. Hasa, Solidarity Architecture. Collective Care in Times of Crisis, Goldsmith Press, London 2026). Tali spazi irrisolvibili istituiscono delle complessità che, proprio per l’assenza di consenso, assumono il ruolo sociale e urbano di architetture disarmate, infinitamente aperte e generose.
Si offre dunque agli studenti l’opportunità di partecipare attivamente alla rilevazione statistica e sociale dei senza dimora nel Comune di Venezia, per andare in cerca dei luoghi e delle case dei tanti “nessuno” che li abitano (cfr. D. Heller-Roazen, Nessuno. Sui diversi modi di non esserci, Quodlibet, Macerata 2025). Attraverso una metodologia collaudata a livello nazionale (Fiopsd e Istat), i partecipanti acquisiranno competenze pratiche sulla raccolta dati in contesti di marginalità estrema, integrando la formazione teorica con l’indagine sul campo.
26 gennaio, Badoer, Aula E
9.00-13.00 | In aula: in questa fase, il docente fornirà il quadro teorico del lavoro e un
esperto Fiopsd illustrerà gli strumenti di rilevazione e di classificazione della marginalità abitativa.
Orario serale | Ricerca sul campo, in strada e nelle strutture di accoglienza. In questa fase la
rilevazione si concentrerà sulla dimensione quantitativa: quanti sono i senza fissa dimora e dove
vivono.
28 gennaio
9.00-13.00 / 14.00-18.00 | Ricerca sul campo, in strada e nelle strutture di accoglienza. In questa fase
la rilevazione si concentrerà sulla dimensione qualitativa utilizzando lo strumento del questionario.
29 gennaio
9.00-13.00 / 14.00-18.00 | Ricerca sul campo, in strada e nelle strutture di accoglienza. In questa fase
la rilevazione si concentrerà sulla dimensione qualitativa utilizzando lo strumento del questionario.
3 febbraio Badoer, Aula B
14.00-18.00 | In aula: Seminario e revisioni e discussioni degli elaborati.
4 febbraio Badoer, Aula C2
9.00-13.00 / 14.00-18.00 | In aula: Seminario e revisioni e discussioni degli elaborati.
10 febbraio, Badoer, Aula B
9.00-13.00 / 14.00-18.00 | In aula: Seminario e revisioni e discussioni degli elaborati.
13 febbraio, Magazzini, aula 2.2
14.00-18.00 | In aula: Esame e consegna. Durante il seminario conclusivo lo studente dovrà
consegnare i due elaborati e partecipare alla discussione collettiva sui risultati della ricerca condotta
a Venezia.
Elaborati richiesti
Per l’ottenimento dei crediti di tipologia D, lo studente dovrà:
– garantire la presenza al 100% delle ore. Il lavoro che le studentesse e gli studenti dovranno svolgere autonomamente, che si aggiunge alle ore di lavoro in aula o sul campo, ammonterà a tre giorni circa;
– compilare correttamente i materiali di rilevazione assegnati;
– redigere un saggio di circa 10.000 battute che indaghi l’esperienza alla luce dei modelli teorici forniti; redigere una mappatura che sintetizzi i percorsi effettuati e i punti di intercettazione durante le giornate sul campo. Si veda il layout fornito dalla docenza.