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PUBBLICAZIONI INTERNE


Catalogo

  • Sette regole e tre buoni principi per ricostruite il territorio delle città,  R. E. Trevisiol, S. Parancola (a cura di), 1994.
  • Ecoscambio: tutela e gestione comunitaria dell’ambiente in aree di particolare significato ecologico e socio - economico della realtà brasiliana, E. R. Trevisiol e M. Ghiori, 1995.
  • L’acqua salvata, R. E. Trevisiol, S. Parancola (a cura di), 1996.
  • Strategie di gestione sociale degli ecotoni, E. R. Trevisiol e L. Santarossa, 1996.
  • Cartagena de Indias. Politiche e progetti urbani per una città d’acqua, E. R. Trevisiol (a cura di), 1997.
  • Agenda per l’autosostenibilità, E. R. Trevisiol (a cura di), 1997.
  • Progettare l'acqua. Storia, tecniche autosostenibili, pratiche, E. R. Trevisiol (a cura di), 1999.

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    Sette regole e tre buoni principi per ricostruite il territorio delle città
    (collaborazione IUAV, Università di Firenze, Università di Roma La Sapienza, ottobre 1994). Testo in italiano, inglese, spagnolo. R. E. Trevisiol (a cura di)

    L’esplosione demografica mondiale cominciata a metà del nostro secolo, particolarmente in America latina, ha portato fra gli altri effetti una carenza complessiva di habitat ormai incontrollabile, non solamente per la mancanza di abitazioni ma anche per la inadeguata ambientazione delle stesse, fino ad arrivare allla situazione estrema delle grandi metropoli sudamericane in cui quasi la metà della popolazione vive in insediamenti marginali (o illegali). Tali insediamenti sono stati immaginati e costruiti dalla popolazione stessa messa di fronte alla necessità primaria di sussistenza e costretta spesso a vivere in condizioni al di sotto del minimo necessario per la vita umana. Di fronte a questa sfida, il “Laboratorio Internazionale di Urbanistica Lationamericana” si è posto l’obiettivo di riunire proposte ed esperienze che servano da indirizzo per nuove prospettive nell’insegnamento e nella pratica dell’Urbanistica, con l’intenzione di dare un apporto a questa disciplina che ha la responsabilità di pensare e progettare ambienti consoni per la vita delle comunità.
    Con questi intenti, cinque Università di diversi paesi e culture, hanno portato avanti un programma avanzato di attività urbanistiche pensato per migliorare la qualità della vita in America latina ed insieme la formazione dei futuri urbanisti, in collaborazione con tutte quelle istituzioni  e persone che desiderano partecipare alle attività di scambio e di interazione in un mutuo rafforzamento.



    Ecoscambio: tutela e gestione comunitaria dell’ambiente in aree di particolare significato ecologico e socio - economico della realtà brasiliana (giugno 1995). E. R. Trevisiol, M. Ghiori.

    Il lavoro riguarda in generale una valutazione ed una proposta di riorientamento del Progetto ECOSCAMBIO per Salvador de Bahia, Brasile.Allo stesso tempo viene tracciato un profilo particolareggiato della Bacia do Rio Cobre avente come scopo l'elaborazione di guide-lines per il processo di formulazione ed attuazione di una strategia locale di sostenibilità nella citata Bacia (situata a nord della città di Salvador, lungo il bordo della Baia de Todos os Santos). Le parti principali della pubblicazione sono: ridefinizione del profilo dell'area del Progetto Ecoscambio oltre la sola Zona Parco; analisi istituzionale finalizzata all'individuazione degli attori che concorrono a formare il Nucleo Locale d'intervento; valutazione del processo in corso; individuazione di guide-lines per una SLS (Strategia Locale di Sostenibilità).


    L’acqua salvata (ottobre 1996), R. E. Trevisiol, S. Parancola (a cura di)

    Questa pubblicazione è il risultato del Convegno “l’acqua salvata”, svoltosi a Venezia il 10 maggio 1996. Lo scopo generale del Convegno é di mettere a confronto una serie di esperienze significative in un'ottica interdisciplinare (assolutamente necessaria per operare ad esempio con la fitodepurazione) in modo da contribuire a rafforzare i contenuti ambientali della pianificazione e dell'urbanistica (che in questa prospettiva si potrebbe definire Biourbanistica: un avanzamento disciplinare che in altri paesi costituisce una realtà di fatto in termini di scuole, programmi, titolarietà di insegnamenti).

    L'atteggiamento verso la soluzione dei problemi di approvvigionamento, distribuzione e depurazione dell'acqua, deve  far tesoro dell'esperienza del passato in termini di strategie ma anche in termini di tecnologie ambientalmente  compatibili (ad esempio nella politica delle grandi reti - legate alla nascita di  insediamenti concentrati dovuti all'industrializzazione massiccia - si sono privilegiate le grandi reti di trasporto, le grandi opere e le soluzioni tecniche che concentravano in pochi punti le soluzioni. Fossero esse reti di trasporto di flussi di traffico, di flussi di energia, di acqua o di reflui, la logica sottostante non cambiava. Oggi possiamo dire che la stagione delle grandi reti é giunta al capolinea o perlomeno può continuare ad essere applicata, anche in termini di economicità, solo là dove la concentrazione di abitanti supera determinate soglie e dove l'estensione della rete- in termini di dotazione pro - capite di metri lineari - non oltrepassa alcuni standard. Per esempio una rete fognaria è ormai economica se se sono necessari meno di dieci metri lineari di tubazioni per abitante (2). Ed ancora, l'idolatria del cemento deve lasciare il passo alla riconsiderazione della duttilità, resistenza, compatibilità ambientale propria di antichissimi materiali come il coccio pesto (3), relegati nel mondo delle tecniche residuali da un malinteso senso di modernità.
    Gli interventi analizzati nel Convegno privilegiano  esempi  di uso integrato del ciclo dell'acqua (dalla captazione, attraverso la distribuzione fino alla depurazione) a scala urbana, di parti di città e di edifici singoli: una gamma ed un campo di applicazione finora quasi del tutto assenti nella nostra pubblicistica scientifica e che vede i pianificatori italiani particolarmente assenti. I partecipanti ed  Autori presenti nella pubblicazione, sono:
    Erich R. Trevisiol (Docente DAEST - IUAV), relazione introduttiva, Raymond Fismer (Environmental Engeenering Prinzhöefte Ecological Center, Brema), Trattamento e riciclo delle acque reflue con la fitodepurazione in Germania, Enrico Micelli (Architetto, Presidente ANAB), Riuso e risparmio dell’acqua, alcuni esempi italiani, Giorgio Gianighian (Architetto, DU - IUAV), Venezia e l’acqua dolce, rivitalizzazione del sistema di captazione e conservazione dell’acqua attraverso il riuso delle cisterne tradizionali, Andreina Zitelli (Docente Igiene Amb. DAEST - IUAV), Qualità e gestione dell’acqua in un sistema integrato, Gilberto Quarneti (Direttore Centro Studi “Vitruvio, Padova), Sistemi, tecniche e materiali per la captazione dell’acqua: imparare dalla storia, Franco Montalto (Ingegnere Ambientale, Fondazione Fulbright, Usa), La fitodepurazione nel nord America, Stefanella Ebhardt (Ricercatrice fitodepurazione, Svezia), Il caso svedese, particolarità e trasferibilità nella fitodepurazione a piccola scala, Stefano Parancola (Architetto, ha partecipato come Comitato Scientifico Legambiente Padova), Il ciclo dell’acqua nel progetto architettonico, Paolo Tamai, Katia Bernar e Giulio LaFranca (Architetti, Progettazione bioecologica, Milano), Un’idea per il parco Trotter, ciclo dell’acqua ed ambiente urbano.

    Contenuti della pubblicazione

    L’intento della pubblicazione è, tramite un dibattito tra esperti di vari paesi,  di mettere a confronto realizzazioni, progetti e piani basati sull’uso integrato della risorsa acqua rispetto a:
    - vari ambiti e scale (territoriale, urbana e edilizia);
    - varie fasi del ciclo dell’acqua (uso acqua piovana, distribuzione interna ed esterna, depurazione, rapporto fra acqua e componenti del paesaggio).
    Sono state identificati come elementi qualificanti:
    - l’analisi di casi studio provenienti da tre aree territoriali campione (Italia, Nord e Centro Europa, Usa,) tutte  particolarmente significative e ricche di realizzazioni;
    - una prospettiva interdisciplinare (gli invitati sono architetti, pianificatori, biologi, ingegneri ambientali, storici).
     I principali risultati raggiunti dalla pubblicazione sono:
    1. Verifica dello stato dell’arte nei settori del recupero dell’acqua e dei trattamenti naturali delle acque reflue o “fitodepurazione” (quantità e qualità delle esperienze per ogni paese, rapporto tra tecniche e progettazione/pianificazione, rapporto tra realizzazioni ed attori locali interessati);
    2. Riordino materiali esistenti e catalogazione rispetto ad una griglia per tipologie e per scale di intervento;
    3. Valutazione della significatività dei piani - progetti: con costruzioni ed elaborazioni di indicatori di compatibilità.

    Erich R. Trevisiol (Docente DAEST - IUAV), relazione introduttiva,
    Raymond Fismer (Environmental Engeenering Prinzhöefte Ecological Center, Brema), Trattamento e riciclo delle acque reflue con la fitodepurazione in Germania,
    Enrico Micelli (Architetto, Presidente ANAB), Riuso e risparmio dell’acqua, alcuni esempi italiani,
    Giorgio Gianighian (Architetto, DU - IUAV), Venezia e l’acqua dolce, rivitalizzazione del sistema di captazione e conservazione dell’acqua attraverso il riuso delle cisterne tradizionali,
    Andreina Zitelli (Docente Igiene Amb. DAEST - IUAV), Qualità e gestione dell’acqua in un sistema integrato,
    Gilberto Quarneti (Direttore Centro Studi “Vitruvio, Padova), Sistemi, tecniche e materiali per la captazione dell’acqua: imparare dalla storia,
    Franco Montalto (Ingegnere Ambientale, Fondazione Fulbright, Usa), La fitodepurazione nel nord America,
    Stefani Ebhardt (Ricercatrice fitodepurazione, Svezia), Il caso svedese, particolarità e trasferibilità nella fitodepurazione a piccola scala,
    Stefano Parancola (Architetto, ha partecipato come Comitato Scientifico Legambiente Padova), Il ciclo dell’acqua nel progetto architettonico,
    Paolo Tamai, Katia Bernar e Giulio LaFranca (Architetti, Progettazione bioecologica, Milano), Un’idea per il parco Trotter, ciclo dell’acqua ed ambiente urbano.


    Strategie di gestione sociale degli ecotoni. Esempi di Best Practices per la realizzazione del Parco della Laguna di Venezia, (testo in italiano ed inglese, sett. 1996). E. R. Trevisiol, L. Santarossa.

    SOMMARIO

    L'Unità di Venezia del Gruppo Nazionale di Ricerca MURST/C.N.R. "Laboratorio di analisi territoriale e di progettazione ecologica degli insediamenti umani" ha focalizzato fin dall'inizio il proprio ambito di ricerca sulla laguna di Venezia, sia per l'evidente unità territoriale-ambientale che per la valenza delle risorse e dei problemi presenti.
    In tale contesto uno degli aspetti più interessanti in relazione alle tematiche principali condotte dal Gruppo di Ricerca è risultato essere quell'insieme di iniziative - provenienti per lo più da soggetti sociali locali - che mirano ad un riequilibrio del rapporto Uomo-Ambiente e alla definizione di una linea di evoluzione territoriale vicina al concetto di Sviluppo Sostenibile.
    La situazione riscontrabile a Venezia può essere sicuramente configurabile come un ambiente fertile per la diffusione di processi di tipo partecipativo e di pratiche per la definizione di strategie locali per la sostenibilità.
    Pertanto l'azione della nostra Unità si è concentrata non solo nella rilevazione dei soggetti e delle loro iniziative, ma soprattutto nell'identificazione di esperienze di "progettazione partecipata", di esempi (o proposte) di "co-management", di attività condotte in partenariato tra diversi soggetti della comunità locale, e tra questi e le amministrazioni locali, ecc.
    L'obiettivo non si limita comunque all'analisi dell'esistente, ma comporta anche la definizione delle condizioni più favorevoli allo strutturarsi di processi partecipativi e degli strumenti per l'ativazione di tali processi.
    A tutte queste variabili è stato dato un quadro di riferimento (che per il momento è solo a livello concettuale): il "Parco della Laguna" di Venezia.
    Ciò per diverse ragioni.
    E' da molti anni che si parla di una forma di gestione integrata per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo a quest'area: la "Legge Speciale", che esiste dal 1973, non pare essere il miglior strumento per la pianificazione, ma soprattutto la gestione, di quest'area particolarmente complessa. Occorre uno strumento più agile e, al tempo stesso, più impositivo.
    Tale strumento è un Parco che già per molti si configura in maniera molto moderna, cioè come "laboratorio" di tutela attiva della natura, valorizzazione delle risorse (nel senso più ampio del termine), innalzamento della qualità della vita, applicazione di nuove tecnologie, nuove concezioni architettoniche ed urbanistiche.
    Il processo di creazione di tale istituto dovrebbe favorire una ampia partecipazione degli attori locali, e dovrebbe stimolare una dialettica profonda tra i diversi settori dell'amministrazione pubblica, attraverso il coordinamento con gli altri settori presenti, alcuni dei quali sono caratterizzati da attività ad alto impatto ambientale.
    Il presente Rapporto individua le esperienze più significative e promettenti rinvenibili tra i soggetti sociali privati (e/o legati al cosiddetto "terzo settore") operanti nel territorio lagunare in stretta relazione con esso. L'impostazione di tale lettura segue lo schema di riferimento Habitat per la presentazione di una Best Practise alla "Conferenza delle Nazioni Unite sulla Sostenibilità degli Insediamenti Umani" (HABITAT II, Istanbul 3-14 giugno 1996).


    Cartagena de Indias. Politiche e progetti urbani per una città d’acqua (testo in italiano e spagnolo, ottobre 1996). E. R. Trevisiol (a cura di)
    (Progetto in collaborazione vedi pubblicazione Scuola PVS per testo finale 1997).

    Questo rapporto si riferisce a un esperienza di pianificazione ambientale sviluppata durante uno stage didattico a Cartagena de Indias nel 1992. La struttura del lavoro riflette la metodologia impiegata negli studi di valutazione di impatto ambientale. Il testo del rapporto è diviso secondo vari livelli territoriali (livello regionale, zona delle aree umide - cienagas, zona urbana, zona a collo di bottiglia, area studio). In ciascuna delle Sezioni del rapporto tutte le fasi tipo di uno studio di valutazione di impatto ambientale sono presentate ed analizzate: Fase 1 screening e identificazione iniziale dei problemi; Fase 2 scoping valutazione preliminare; Fase 3 final assessment con le modificazioni previste del progetto originale e le proposte per una mitigazione degli impatti. La presentazione che include materiali cartografici, permette vari percorsi di lettura (per esempio permette una lettura attraverso le mappe indipendentemente dal testo e viceversa). Il testo illustra ampliamente vari progetti settoriali riguardanti l’infrastrutturazione ambientale (drenaggio, acque nere, smaltimento RSU, ecc.). Particolare attenzione è data ai progetti delle reti verdi (corridoi biotici, spine verdi, aree parco). Mappe di sovrapposizione (overlay disponibili in Mini CAD 4) sono applicate a una base vettorializzata dell’area in modo da permettere al governo locale della città e ad altri attori della pianificazione di apportare modificazioni in accordo ai cambi della situazione dell’area. Tutto questo materiale è stato fornito durante un seminario pubblico alle controparti locali dello stage didattico.


    Agenda per l’autosostenibilità (maggio1997). E. R. Trevisiol (a cura di)

    Le radici  del lungo percorso che ha contribuito a creare una nuova visione del concetto di sviluppo e l’ha applicata alle politiche utili a costruire una città sostenibile, vanno rintracciate a partire dalla conferenza di Stoccolma sull’ambiente urbano, passano per Habitat I di Vancouver, hanno una pietra miliare nell’Earth Summit di Rio de Janeiro e raggiungono un punto di arrivo cruciale con l’ultima Conferenza del grande ciclo previsto per questo fine secolo dalle Nazioni Unite, quella di Habitat II ad Istanbul.
    Questo paper illustra  una lettura critica delle Conferenze Internazionali che hanno avuto per oggetto lo sviluppo sostenibile. In particolare si sofferma sui contenuti e sui Documenti prodotti da Habitat II. Vengono poi messe in luce le contrapposizioni e insufficienze riscontrate durante i lavori di Istanbul e  vengono esaminate le innovazioni prodotte nella sezione di Habitat dedicata alle Best Practices for Improving Living Environments. Le principali banche dati)di B.P. sono brevemente illustrate, commentate e valutate. Alla fine si sintetizzano alcune  questioni fondamentali per l’urbanistica che si possono ricavare dalle analisi condotte nel paper su Habitat II: l’indicatore usato per questa valutazione è il Selfsustainable Local Development (SLD in italiano SLA), sviluppato dalla Scuola territorialista italiana. Queste questioni in sintesi sono :a) la pianificazione rimane uno strumento potenzialmente essenziale per raggiungere l’obiettivo di uno svilupppo sostenibile degli insediamenti in un mondo sempre più urbano; la produzione di qualità territoriale è un indicatore essenziale per la sostenibilità;  b) è confermata l’importanza delle modificazioni introdotte nella disciplina urbanistica dal complesso di  scienze che vanno sotto il nome di “scienze della complessità” (nuova termodinamica, epistemologia, ecologia, ecologia del paesaggio, ecologia degli insediamenti, economia ecologica, sociologia dei partenariati, bioarchitettura, biourbanistica o pianificazione ambientale o pianificazione ecologica dello spazio fisico); c) la riflessione sulla ridefinizione della figura del pianificatore e sulle modalità di produzione del piano è cruciale. E’ necessario recuperare gli approcci alla sostenibilità che sottolineano (mettono l’accento) sull’importanza del self e del local, accompagnati dal principio della sussidiarietà attiva; d) nella pianificazione sostenibile e nell’implementazione delle sue politiche è essenziale un ritorno agli originali referenti dello sviluppo sostenibile , ossia le società locali (con cui bisogna costruire nuove partnerships che includano “anche” i progettisti ed il piano tradizionalmente intesi); e) il set di  indicatori per lo sviluppo sostenibile deve  includere gli indicatori per il soddisfacimento dei bisogni di base, ma anche degli indicatori di efficacia che sommino la sufficienza culturale con l’efficacia tecnologica e degli indicatori percettivi ed estetici che conducano ad una nuova estetica biogenica. Si potrà così migliorare una certa tradizione degli indicatori di sostenibilità troppo concentrata sulla determinazione della sola quantità degli impatti sull’ambiente ; f) il recupero di una dimesione mondiale dello sviluppo sostenibile che deve includere realmente le necessità, la voce ed i progetti del Sud del mondo (il che vuol dire sia progetti urbani nel Nord che tengano conto delle ricadute nel Sud in termini di  globalizzazione degli effetti dello sviluppo, sia aiuti allo sviluppo verso il Sud basati soprattutto sulla crescita della capacità endogena e sul mettere in condizione di fare.

    Gli Autori sono:
    - A. Magnaghi (Facoltà di Architettura di Firenze, DUPT). Titolo: Il punto sullo Sviluppo Locale Autosostenibile.
    - C. M. Cavelli (Menbro della Commissione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente). Titolo: Verifica della praticabilità ed efficacia delle soluzioni di Habitat II, Strumenti per valutare l’autosostenibilità.
    - W. Sachs (Estensore Rapporto Wuppertal). Titolo: Otto idee per un futuro sostenibile.
    - E. Mortola (Facoltà di Architettura della Terza Università di Roma). Titolo: L’esperienza dei Laboratori Municipali di quartiere del Comune di Roma.
    - A. Giangrande (Facoltà di Architettura della Terza Università di Roma). Titolo: L’esperienza dei Laboratori Municipali di quartiere del Comune di Roma.
    - A. Tarozzi (Facoltà di Scienze Politiche Università di Bologna). Titolo: Sostenibilità/autosostenibilità lessico negli anni ‘90.
    - E. Salzano (Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale, Urbanistica ed Ambientale). Titolo: Sostenibilità nella pianificazione.
    - G. Ferraresi (Politecnico di Milano). Titolo: I soggetti del progetto ecologico dell’abitare.
    - E. Scandurra (Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma “La sapienza”. Titolo: Quali cambiamenti la complessità pone all’Urbanistica?



    PROGETTARE  L’ACQUA. Storia, tecniche autosostenibili, pratiche   (1999)
    multimedia - CD-ROM
    Il CD è disponibile liberamente nel SITO: http://www.edilitaly.com/streams

    Autore: Erich Roberto Trevisiol
    Con la collaborazione di Stefano Parancola.
    Responsabile  Progetto STREAMS: Venezia Erich Roberto Trevisiol
    Coordinamento Scientifico- STREAMS: Stefano Parancola
    Coordinamento editoriale- STREAMS: Jane da Mosto
    Consulenze Scientifiche e Tecniche: LABSLA, FORUM per la Laguna di Venezia (Roberto Russo), Federgasacqua (Renato Drusiani),
    IUAV-DAEST (Domenico Patassini), EUROSIP.
    Testi: Erich Roberto Trevisiol (testo CD)
    Contributi specifici: Stefano Parancola (Acqua, insediamenti e storia); Jane da Mosto (L’acqua di noi tutti); Roberto Barilli (La grammatica dell’acqua).
    Elaborati grafici: Tommaso Scarpari (Tavole degli Abachi per il ciclo dell’acqua); Marco Bottaro, Cinzia Rinzafri (L’acqua di noi tutti).
    Elaborati statistici: Domenico Patassini (L’acqua di noi tutti).
    Realizzazione software e grafica: N.C.C. Net Computer Center, Via Carducci 1,Vigodarzere , Padova, Italia. Abukar Ali Elmi (Responsabile), abukar@nccgroup.net.

    I PROMOTORI   del CD ROM
    Il progetto è stato promosso e cofinanziato dalla DG XI della Commissione Europea. Ha usufruito di contributi di vari Partners (Federgasacqua, AMAG/Az.Servizi Pd, ASPIV, CIGRI, CONSIAG, SEABO, EUROSIP), e di finanziamenti di Ricerca MURST 60% DAEST-IUAV 1998, MURST ex-40% 1996,1998, Network il Corno, Sede di Venezia.
     

    BREVE DESCRIZIONE DEL CD
    Il CD-ROM ha le caratteristiche di un manuale agile ed allo stesso tempo tecnico, rivolto non solo a esperti e professionisti interessati al campo del ciclo integrato dell’acqua, ma anche ad amministratori, studenti ed a tutti coloro ai quali preme la salvaguardia di un bene
    essenziale per il XXI secolo qual’è l’acqua. In quanto consente di esporre progetti e realizzazioni effettuate a cura di imprese impegnate nella gestione del ciclo delle acque, rappresenta un elemento di promozione e valorizzazione delle stesse. L’iniziativa costituisce uno dei prodotti della Ricerca STREAMS (acronimo che significa Sostenibilità Attraverso il Rafforzamento della Consapevolezza Ambientale negli Insediamenti Municipali ed allo stesso tempo “flusso”) condotta durante il 1998 e conclusa nel 1999.
    Lo scopo principale del presente prodotto multimediale è di fornire un panorama completo delle principali tematiche legate alla progettazione del ciclo integrato della risorsa acqua. Essendo quest’ultimo un campo molto vasto, si è scelto di fornire un breve panorama generale (italiano ed estero) e di focalizzarsi poi sull’illustrazione di tecniche non convenzionali. Con ciò si intende tutta quella famiglia di tecniche che intervengono sull’intero ciclo dell’acqua usando in prevalenza tecnologie naturali: una vasta area di interfaccia tra l’impiantistica tradizionale (ad esempio sistemi tradizionali di captazione e di circolazione superficiale, impianti a fanghi attivi, filtri percolatori e sistemi a circolazione forzata) e gli interventi genericamente di rinaturazione o di ripristino delle potenzialità autodepurative degli ambienti naturali e costruiti.
    Una particolare attenzione è dedicata all’utilizzo dell’elemento acqua in funzione di un miglioramento della qualità urbana e della sua fruizione da parte dei cittadini. In linea generale gli interventi contenuti nel CD si collocano in una logica di decentramento, piuttosto che sul versante della concentrazione e della artificializzazione. Proprio per le caratteristiche suesposte, la progettazione di impianti nei vari segmenti del ciclo dell’acqua, richiede soluzioni su misura adattate alle varie tipologie ambientali e territoriali. La progettazione inoltre necessita dell’acquisizione di competenze multidisciplinari in grado di affrontare problemi idraulici, di processo, agronomici, geologici, di inserimento nel contesto storico-culturale, paesaggistici, di verifica dei risultati ottenuti.
    Non da ultimo, per salvare veramente l’acqua, le comunità locali interessate dagli interventi devono essere coinvolte nel ciclo del progetto.
     

    CONTENUTI
    Acqua, insediamenti e storia
    Viene presentato un excursus della “storia dell’acqua” in rapporto alla genesi e allo sviluppo degli insediamenti umani.
    Abachi per il ciclo dell’acqua
    Un’ innovativa serie di abachi - linee guida, riguardanti tutte le tecniche ed i sistemi applicabili per una corretta progettazione sostenibile del ciclo dell’acqua
    Le ottime pratiche
    Una serie di schede di ottime pratiche - Best Practices (B. P.) - selezionate fra quelle europee ed italiane, utilizzando una metodologia valutativa. Vengono poi esposte alcune Best Practices italiane, scelte fra quelle delle Aziende gestrici del ciclo dell’acqua.
    L’acqua di noi tutti
    L’indagine “qualità e conoscnza della risorsa acqua”, ha coinvolto una popolazione totale di circa 200 persone a Padova e Venezia e ha come scopi:sondare il livello di conoscenza della risorsa acqua; promuovere la cultura del risparmio di questa risorsa e la gestione integrata del ciclo d’acqua; mettere a disposizione del pubblico e delle amministrazioni i risultati acquisiti per poter migliorare futuri interventi; capire meglio l’eventuale mercato per tecnologie non convenzionali.
    L’acqua e le regole
    Contiene il quadro normativo aggiornato della legislazione comunitaria ed italiana sulle acque. Vengono riportate le principali conferenze internazionali sull’acqua, le Dichiarazioni o Carte. Infine sono illustrati gli strumenti della cosiddetta “urbanistica dei Municipi” per la tutela delle acque.
    Camera delle meraviglie
    La camera delle meraviglie illustra una serie di 6 “progetti d’acqua” ed invita ad esplorare il magico mondo dell’acqua in varie epoche ed in diverse culture appartenenti sia all’oriente che all’occidente.
    Glossario
    Uno dei più completi nella panoramica editoriale italiana con le sue oltre 300 voci, è pensato come una raccolta lessicale per la comprensione immediata dei termini ricorrenti nel progetto dell’Acqua.
    Bibliografia tematica
    La sezione dedicata alla bibliografia tematica si articola in varie parti: testi di carattere generale (storia, pianificazione, progetto, cultura dell’acqua); testi specifici sul ciclo dell’acqua; testi sulla bio-architettura, l’architettura bioecologica e bioclimatica, la bioingegneria, la biourbanistica e il territorio, l’ecologia e l’ecologia del paesaggio; infine riferimenti sul Feng Shui, e sulla sostenibilità.
    Principali siti sul ciclo dell’acqua
    E’ un indirizzario suddiviso in : principali siti web sul ciclo dell’acqua; altri siti interessanti; altri siti su acqua e ambiente nel mondo; siti ed indirizzi dei Partners del CD ed infine la lista degli Urban Forum for Sustainable Development.
    Pagine presentazione Partners
    In breve vengono presentati tutti i Partners partecipanti al progetto STREAMS.
     
     

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    testi di labsla@iuav.it (Erich Trevisiol e Stefano Parancola)
    html di webdaest@iuav.it (Renato Gibin)
    febbraio 2001