laboratorio
per lo Sviluppo Locale Autosostenibile
PUBBLICAZIONI INTERNE
Catalogo
L’esplosione demografica mondiale cominciata a
metà del nostro secolo, particolarmente in America latina, ha portato
fra gli altri effetti una carenza complessiva di habitat ormai incontrollabile,
non solamente per la mancanza di abitazioni ma anche per la inadeguata
ambientazione delle stesse, fino ad arrivare allla situazione estrema delle
grandi metropoli sudamericane in cui quasi la metà della popolazione
vive in insediamenti marginali (o illegali). Tali insediamenti sono stati
immaginati e costruiti dalla popolazione stessa messa di fronte alla necessità
primaria di sussistenza e costretta spesso a vivere in condizioni al di
sotto del minimo necessario per la vita umana. Di fronte a questa sfida,
il “Laboratorio Internazionale di Urbanistica Lationamericana” si è
posto l’obiettivo di riunire proposte ed esperienze che servano da indirizzo
per nuove prospettive nell’insegnamento e nella pratica dell’Urbanistica,
con l’intenzione di dare un apporto a questa disciplina che ha la responsabilità
di pensare e progettare ambienti consoni per la vita delle comunità.
Con questi intenti, cinque Università
di diversi paesi e culture, hanno portato avanti un programma avanzato
di attività urbanistiche pensato per migliorare la qualità
della vita in America latina ed insieme la formazione dei futuri urbanisti,
in collaborazione con tutte quelle istituzioni e persone che desiderano
partecipare alle attività di scambio e di interazione in un mutuo
rafforzamento.
Il lavoro riguarda in generale una valutazione ed una proposta di riorientamento del Progetto ECOSCAMBIO per Salvador de Bahia, Brasile.Allo stesso tempo viene tracciato un profilo particolareggiato della Bacia do Rio Cobre avente come scopo l'elaborazione di guide-lines per il processo di formulazione ed attuazione di una strategia locale di sostenibilità nella citata Bacia (situata a nord della città di Salvador, lungo il bordo della Baia de Todos os Santos). Le parti principali della pubblicazione sono: ridefinizione del profilo dell'area del Progetto Ecoscambio oltre la sola Zona Parco; analisi istituzionale finalizzata all'individuazione degli attori che concorrono a formare il Nucleo Locale d'intervento; valutazione del processo in corso; individuazione di guide-lines per una SLS (Strategia Locale di Sostenibilità).
Questa pubblicazione è il risultato del Convegno “l’acqua salvata”, svoltosi a Venezia il 10 maggio 1996. Lo scopo generale del Convegno é di mettere a confronto una serie di esperienze significative in un'ottica interdisciplinare (assolutamente necessaria per operare ad esempio con la fitodepurazione) in modo da contribuire a rafforzare i contenuti ambientali della pianificazione e dell'urbanistica (che in questa prospettiva si potrebbe definire Biourbanistica: un avanzamento disciplinare che in altri paesi costituisce una realtà di fatto in termini di scuole, programmi, titolarietà di insegnamenti).
L'atteggiamento verso la soluzione dei problemi
di approvvigionamento, distribuzione e depurazione dell'acqua, deve
far tesoro dell'esperienza del passato in termini di strategie ma anche
in termini di tecnologie ambientalmente compatibili (ad esempio nella
politica delle grandi reti - legate alla nascita di insediamenti
concentrati dovuti all'industrializzazione massiccia - si sono privilegiate
le grandi reti di trasporto, le grandi opere e le soluzioni tecniche che
concentravano in pochi punti le soluzioni. Fossero esse reti di trasporto
di flussi di traffico, di flussi di energia, di acqua o di reflui, la logica
sottostante non cambiava. Oggi possiamo dire che la stagione delle grandi
reti é giunta al capolinea o perlomeno può continuare ad
essere applicata, anche in termini di economicità, solo là
dove la concentrazione di abitanti supera determinate soglie e dove l'estensione
della rete- in termini di dotazione pro - capite di metri lineari - non
oltrepassa alcuni standard. Per esempio una rete fognaria è ormai
economica se se sono necessari meno di dieci metri lineari di tubazioni
per abitante (2). Ed ancora, l'idolatria del cemento deve lasciare il passo
alla riconsiderazione della duttilità, resistenza, compatibilità
ambientale propria di antichissimi materiali come il coccio pesto (3),
relegati nel mondo delle tecniche residuali da un malinteso senso di modernità.
Gli interventi analizzati nel Convegno privilegiano
esempi di uso integrato del ciclo dell'acqua (dalla captazione, attraverso
la distribuzione fino alla depurazione) a scala urbana, di parti di città
e di edifici singoli: una gamma ed un campo di applicazione finora quasi
del tutto assenti nella nostra pubblicistica scientifica e che vede i pianificatori
italiani particolarmente assenti. I partecipanti ed Autori presenti
nella pubblicazione, sono:
Erich R. Trevisiol (Docente DAEST - IUAV), relazione
introduttiva, Raymond Fismer (Environmental Engeenering Prinzhöefte
Ecological Center, Brema), Trattamento e riciclo delle acque reflue con
la fitodepurazione in Germania, Enrico Micelli (Architetto, Presidente
ANAB), Riuso e risparmio dell’acqua, alcuni esempi italiani, Giorgio Gianighian
(Architetto, DU - IUAV), Venezia e l’acqua dolce, rivitalizzazione del
sistema di captazione e conservazione dell’acqua attraverso il riuso delle
cisterne tradizionali, Andreina Zitelli (Docente Igiene Amb. DAEST - IUAV),
Qualità e gestione dell’acqua in un sistema integrato, Gilberto
Quarneti (Direttore Centro Studi “Vitruvio, Padova), Sistemi, tecniche
e materiali per la captazione dell’acqua: imparare dalla storia, Franco
Montalto (Ingegnere Ambientale, Fondazione Fulbright, Usa), La fitodepurazione
nel nord America, Stefanella Ebhardt (Ricercatrice fitodepurazione, Svezia),
Il caso svedese, particolarità e trasferibilità nella fitodepurazione
a piccola scala, Stefano Parancola (Architetto, ha partecipato come Comitato
Scientifico Legambiente Padova), Il ciclo dell’acqua nel progetto architettonico,
Paolo Tamai, Katia Bernar e Giulio LaFranca (Architetti, Progettazione
bioecologica, Milano), Un’idea per il parco Trotter, ciclo dell’acqua ed
ambiente urbano.
Contenuti della pubblicazione
L’intento della pubblicazione è, tramite
un dibattito tra esperti di vari paesi, di mettere a confronto realizzazioni,
progetti e piani basati sull’uso integrato della risorsa acqua rispetto
a:
- vari ambiti e scale (territoriale, urbana e
edilizia);
- varie fasi del ciclo dell’acqua (uso acqua
piovana, distribuzione interna ed esterna, depurazione, rapporto fra acqua
e componenti del paesaggio).
Sono state identificati come elementi qualificanti:
- l’analisi di casi studio provenienti da tre
aree territoriali campione (Italia, Nord e Centro Europa, Usa,) tutte
particolarmente significative e ricche di realizzazioni;
- una prospettiva interdisciplinare (gli invitati
sono architetti, pianificatori, biologi, ingegneri ambientali, storici).
I principali risultati raggiunti dalla
pubblicazione sono:
1. Verifica dello stato dell’arte nei settori
del recupero dell’acqua e dei trattamenti naturali delle acque reflue o
“fitodepurazione” (quantità e qualità delle esperienze per
ogni paese, rapporto tra tecniche e progettazione/pianificazione, rapporto
tra realizzazioni ed attori locali interessati);
2. Riordino materiali esistenti e catalogazione
rispetto ad una griglia per tipologie e per scale di intervento;
3. Valutazione della significatività dei
piani - progetti: con costruzioni ed elaborazioni di indicatori di compatibilità.
Erich R. Trevisiol (Docente DAEST - IUAV),
relazione introduttiva,
Raymond Fismer (Environmental Engeenering
Prinzhöefte Ecological Center, Brema), Trattamento e riciclo delle
acque reflue con la fitodepurazione in Germania,
Enrico Micelli (Architetto, Presidente
ANAB), Riuso e risparmio dell’acqua, alcuni esempi italiani,
Giorgio Gianighian (Architetto, DU - IUAV),
Venezia e l’acqua dolce, rivitalizzazione del sistema di captazione e conservazione
dell’acqua attraverso il riuso delle cisterne tradizionali,
Andreina Zitelli (Docente Igiene Amb.
DAEST - IUAV), Qualità e gestione dell’acqua in un sistema integrato,
Gilberto Quarneti (Direttore Centro Studi
“Vitruvio, Padova), Sistemi, tecniche e materiali per la captazione dell’acqua:
imparare dalla storia,
Franco Montalto (Ingegnere Ambientale,
Fondazione Fulbright, Usa), La fitodepurazione nel nord America,
Stefani Ebhardt (Ricercatrice fitodepurazione,
Svezia), Il caso svedese, particolarità e trasferibilità
nella fitodepurazione a piccola scala,
Stefano Parancola (Architetto, ha partecipato
come Comitato Scientifico Legambiente Padova), Il ciclo dell’acqua nel
progetto architettonico,
Paolo Tamai, Katia Bernar e Giulio LaFranca
(Architetti, Progettazione bioecologica, Milano), Un’idea per il parco
Trotter, ciclo dell’acqua ed ambiente urbano.
Strategie di gestione sociale degli ecotoni. Esempi di Best Practices per la realizzazione del Parco della Laguna di Venezia, (testo in italiano ed inglese, sett. 1996). E. R. Trevisiol, L. Santarossa.
SOMMARIO
L'Unità di Venezia del Gruppo Nazionale
di Ricerca MURST/C.N.R. "Laboratorio di analisi territoriale e di progettazione
ecologica degli insediamenti umani" ha focalizzato fin dall'inizio il proprio
ambito di ricerca sulla laguna di Venezia, sia per l'evidente unità
territoriale-ambientale che per la valenza delle risorse e dei problemi
presenti.
In tale contesto uno degli aspetti più
interessanti in relazione alle tematiche principali condotte dal Gruppo
di Ricerca è risultato essere quell'insieme di iniziative - provenienti
per lo più da soggetti sociali locali - che mirano ad un riequilibrio
del rapporto Uomo-Ambiente e alla definizione di una linea di evoluzione
territoriale vicina al concetto di Sviluppo Sostenibile.
La situazione riscontrabile a Venezia può
essere sicuramente configurabile come un ambiente fertile per la diffusione
di processi di tipo partecipativo e di pratiche per la definizione di strategie
locali per la sostenibilità.
Pertanto l'azione della nostra Unità si
è concentrata non solo nella rilevazione dei soggetti e delle loro
iniziative, ma soprattutto nell'identificazione di esperienze di "progettazione
partecipata", di esempi (o proposte) di "co-management", di attività
condotte in partenariato tra diversi soggetti della comunità locale,
e tra questi e le amministrazioni locali, ecc.
L'obiettivo non si limita comunque all'analisi
dell'esistente, ma comporta anche la definizione delle condizioni più
favorevoli allo strutturarsi di processi partecipativi e degli strumenti
per l'ativazione di tali processi.
A tutte queste variabili è stato dato
un quadro di riferimento (che per il momento è solo a livello concettuale):
il "Parco della Laguna" di Venezia.
Ciò per diverse ragioni.
E' da molti anni che si parla di una forma di
gestione integrata per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo a quest'area:
la "Legge Speciale", che esiste dal 1973, non pare essere il miglior strumento
per la pianificazione, ma soprattutto la gestione, di quest'area particolarmente
complessa. Occorre uno strumento più agile e, al tempo stesso, più
impositivo.
Tale strumento è un Parco che già
per molti si configura in maniera molto moderna, cioè come "laboratorio"
di tutela attiva della natura, valorizzazione delle risorse (nel senso
più ampio del termine), innalzamento della qualità della
vita, applicazione di nuove tecnologie, nuove concezioni architettoniche
ed urbanistiche.
Il processo di creazione di tale istituto dovrebbe
favorire una ampia partecipazione degli attori locali, e dovrebbe stimolare
una dialettica profonda tra i diversi settori dell'amministrazione pubblica,
attraverso il coordinamento con gli altri settori presenti, alcuni dei
quali sono caratterizzati da attività ad alto impatto ambientale.
Il presente Rapporto individua le esperienze
più significative e promettenti rinvenibili tra i soggetti sociali
privati (e/o legati al cosiddetto "terzo settore") operanti nel territorio
lagunare in stretta relazione con esso. L'impostazione di tale lettura
segue lo schema di riferimento Habitat per la presentazione di una Best
Practise alla "Conferenza delle Nazioni Unite sulla Sostenibilità
degli Insediamenti Umani" (HABITAT II, Istanbul 3-14 giugno 1996).
Questo rapporto si riferisce a un esperienza di pianificazione ambientale sviluppata durante uno stage didattico a Cartagena de Indias nel 1992. La struttura del lavoro riflette la metodologia impiegata negli studi di valutazione di impatto ambientale. Il testo del rapporto è diviso secondo vari livelli territoriali (livello regionale, zona delle aree umide - cienagas, zona urbana, zona a collo di bottiglia, area studio). In ciascuna delle Sezioni del rapporto tutte le fasi tipo di uno studio di valutazione di impatto ambientale sono presentate ed analizzate: Fase 1 screening e identificazione iniziale dei problemi; Fase 2 scoping valutazione preliminare; Fase 3 final assessment con le modificazioni previste del progetto originale e le proposte per una mitigazione degli impatti. La presentazione che include materiali cartografici, permette vari percorsi di lettura (per esempio permette una lettura attraverso le mappe indipendentemente dal testo e viceversa). Il testo illustra ampliamente vari progetti settoriali riguardanti l’infrastrutturazione ambientale (drenaggio, acque nere, smaltimento RSU, ecc.). Particolare attenzione è data ai progetti delle reti verdi (corridoi biotici, spine verdi, aree parco). Mappe di sovrapposizione (overlay disponibili in Mini CAD 4) sono applicate a una base vettorializzata dell’area in modo da permettere al governo locale della città e ad altri attori della pianificazione di apportare modificazioni in accordo ai cambi della situazione dell’area. Tutto questo materiale è stato fornito durante un seminario pubblico alle controparti locali dello stage didattico.
Le radici del lungo percorso che ha contribuito a creare una nuova
visione del concetto di sviluppo e l’ha applicata alle politiche utili
a costruire una città sostenibile, vanno rintracciate a partire
dalla conferenza di Stoccolma sull’ambiente urbano, passano per Habitat
I di Vancouver, hanno una pietra miliare nell’Earth Summit di Rio de Janeiro
e raggiungono un punto di arrivo cruciale con l’ultima Conferenza del grande
ciclo previsto per questo fine secolo dalle Nazioni Unite, quella di Habitat
II ad Istanbul.
Questo paper illustra una lettura critica delle Conferenze
Internazionali che hanno avuto per oggetto lo sviluppo sostenibile. In
particolare si sofferma sui contenuti e sui Documenti prodotti da Habitat
II. Vengono poi messe in luce le contrapposizioni e insufficienze riscontrate
durante i lavori di Istanbul e vengono esaminate le innovazioni prodotte
nella sezione di Habitat dedicata alle Best Practices for Improving
Living Environments. Le principali banche dati)di B.P. sono brevemente
illustrate, commentate e valutate. Alla fine si sintetizzano alcune
questioni fondamentali per l’urbanistica che si possono ricavare dalle
analisi condotte nel paper su Habitat II: l’indicatore usato per
questa valutazione è il Selfsustainable Local Development
(SLD in italiano SLA), sviluppato dalla Scuola territorialista italiana.
Queste questioni in sintesi sono :a) la pianificazione rimane uno strumento
potenzialmente essenziale per raggiungere l’obiettivo di uno svilupppo
sostenibile degli insediamenti in un mondo sempre più urbano; la
produzione di qualità territoriale è un indicatore essenziale
per la sostenibilità; b) è confermata l’importanza
delle modificazioni introdotte nella disciplina urbanistica dal complesso
di scienze che vanno sotto il nome di “scienze della complessità”
(nuova termodinamica, epistemologia, ecologia, ecologia del paesaggio,
ecologia degli insediamenti, economia ecologica, sociologia dei partenariati,
bioarchitettura, biourbanistica o pianificazione ambientale o pianificazione
ecologica dello spazio fisico); c) la riflessione sulla ridefinizione della
figura del pianificatore e sulle modalità di produzione del piano
è cruciale. E’ necessario recuperare gli approcci alla sostenibilità
che sottolineano (mettono l’accento) sull’importanza del self e
del local, accompagnati dal principio della sussidiarietà
attiva; d) nella pianificazione sostenibile e nell’implementazione delle
sue politiche è essenziale un ritorno agli originali referenti dello
sviluppo sostenibile , ossia le società locali (con cui bisogna
costruire nuove partnerships che includano “anche” i progettisti
ed il piano tradizionalmente intesi); e) il set di indicatori per
lo sviluppo sostenibile deve includere gli indicatori per il soddisfacimento
dei bisogni di base, ma anche degli indicatori di efficacia che sommino
la sufficienza culturale con l’efficacia tecnologica e degli indicatori
percettivi ed estetici che conducano ad una nuova estetica biogenica. Si
potrà così migliorare una certa tradizione degli indicatori
di sostenibilità troppo concentrata sulla determinazione della sola
quantità degli impatti sull’ambiente ; f) il recupero di una dimesione
mondiale dello sviluppo sostenibile che deve includere realmente le necessità,
la voce ed i progetti del Sud del mondo (il che vuol dire sia progetti
urbani nel Nord che tengano conto delle ricadute nel Sud in termini di
globalizzazione degli effetti dello sviluppo, sia aiuti allo sviluppo verso
il Sud basati soprattutto sulla crescita della capacità endogena
e sul mettere in condizione di fare.
Gli Autori sono:
- A. Magnaghi (Facoltà di Architettura
di Firenze, DUPT). Titolo: Il punto sullo Sviluppo Locale Autosostenibile.
- C. M. Cavelli (Menbro della Commissione di
Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente). Titolo: Verifica
della praticabilità ed efficacia delle soluzioni di Habitat II,
Strumenti per valutare l’autosostenibilità.
- W. Sachs (Estensore Rapporto Wuppertal). Titolo:
Otto idee per un futuro sostenibile.
- E. Mortola (Facoltà di Architettura
della Terza Università di Roma). Titolo: L’esperienza dei Laboratori
Municipali di quartiere del Comune di Roma.
- A. Giangrande (Facoltà di Architettura
della Terza Università di Roma). Titolo: L’esperienza dei Laboratori
Municipali di quartiere del Comune di Roma.
- A. Tarozzi (Facoltà di Scienze Politiche
Università di Bologna). Titolo: Sostenibilità/autosostenibilità
lessico negli anni ‘90.
- E. Salzano (Istituto Universitario di Architettura
di Venezia, Corso di Laurea in Pianificazione Territoriale, Urbanistica
ed Ambientale). Titolo: Sostenibilità nella pianificazione.
- G. Ferraresi (Politecnico di Milano). Titolo:
I soggetti del progetto ecologico dell’abitare.
- E. Scandurra (Facoltà di Ingegneria
dell’Università di Roma “La sapienza”. Titolo: Quali cambiamenti
la complessità pone all’Urbanistica?
Autore: Erich Roberto Trevisiol
Con la collaborazione di Stefano Parancola.
Responsabile Progetto STREAMS: Venezia Erich Roberto Trevisiol
Coordinamento Scientifico- STREAMS: Stefano Parancola
Coordinamento editoriale- STREAMS: Jane da Mosto
Consulenze Scientifiche e Tecniche: LABSLA, FORUM per la Laguna di
Venezia (Roberto Russo), Federgasacqua (Renato Drusiani),
IUAV-DAEST (Domenico Patassini), EUROSIP.
Testi: Erich Roberto Trevisiol (testo CD)
Contributi specifici: Stefano Parancola (Acqua, insediamenti e storia);
Jane da Mosto (L’acqua di noi tutti); Roberto Barilli (La grammatica dell’acqua).
Elaborati grafici: Tommaso Scarpari (Tavole degli Abachi per il ciclo
dell’acqua); Marco Bottaro, Cinzia Rinzafri (L’acqua di noi tutti).
Elaborati statistici: Domenico Patassini (L’acqua di noi tutti).
Realizzazione software e grafica: N.C.C. Net Computer Center, Via Carducci
1,Vigodarzere , Padova, Italia. Abukar Ali Elmi (Responsabile), abukar@nccgroup.net.
I PROMOTORI del CD ROM
Il progetto è stato promosso e cofinanziato dalla DG XI della
Commissione Europea. Ha usufruito di contributi di vari Partners (Federgasacqua,
AMAG/Az.Servizi Pd, ASPIV, CIGRI, CONSIAG, SEABO, EUROSIP), e di finanziamenti
di Ricerca MURST 60% DAEST-IUAV 1998, MURST ex-40% 1996,1998, Network il
Corno, Sede di Venezia.
BREVE DESCRIZIONE DEL CD
Il CD-ROM ha le caratteristiche di un manuale agile ed allo stesso
tempo tecnico, rivolto non solo a esperti e professionisti interessati
al campo del ciclo integrato dell’acqua, ma anche ad amministratori, studenti
ed a tutti coloro ai quali preme la salvaguardia di un bene
essenziale per il XXI secolo qual’è l’acqua. In quanto consente
di esporre progetti e realizzazioni effettuate a cura di imprese impegnate
nella gestione del ciclo delle acque, rappresenta un elemento di promozione
e valorizzazione delle stesse. L’iniziativa costituisce uno dei prodotti
della Ricerca STREAMS (acronimo che significa Sostenibilità Attraverso
il Rafforzamento della Consapevolezza Ambientale negli Insediamenti Municipali
ed allo stesso tempo “flusso”) condotta durante il 1998 e conclusa nel
1999.
Lo scopo principale del presente prodotto multimediale è di
fornire un panorama completo delle principali tematiche legate alla progettazione
del ciclo integrato della risorsa acqua. Essendo quest’ultimo un campo
molto vasto, si è scelto di fornire un breve panorama generale (italiano
ed estero) e di focalizzarsi poi sull’illustrazione di tecniche non convenzionali.
Con ciò si intende tutta quella famiglia di tecniche che intervengono
sull’intero ciclo dell’acqua usando in prevalenza tecnologie naturali:
una vasta area di interfaccia tra l’impiantistica tradizionale (ad esempio
sistemi tradizionali di captazione e di circolazione superficiale, impianti
a fanghi attivi, filtri percolatori e sistemi a circolazione forzata) e
gli interventi genericamente di rinaturazione o di ripristino delle potenzialità
autodepurative degli ambienti naturali e costruiti.
Una particolare attenzione è dedicata all’utilizzo dell’elemento
acqua in funzione di un miglioramento della qualità urbana e della
sua fruizione da parte dei cittadini. In linea generale gli interventi
contenuti nel CD si collocano in una logica di decentramento, piuttosto
che sul versante della concentrazione e della artificializzazione. Proprio
per le caratteristiche suesposte, la progettazione di impianti nei vari
segmenti del ciclo dell’acqua, richiede soluzioni su misura adattate alle
varie tipologie ambientali e territoriali. La progettazione inoltre necessita
dell’acquisizione di competenze multidisciplinari in grado di affrontare
problemi idraulici, di processo, agronomici, geologici, di inserimento
nel contesto storico-culturale, paesaggistici, di verifica dei risultati
ottenuti.
Non da ultimo, per salvare veramente l’acqua, le comunità locali
interessate dagli interventi devono essere coinvolte nel ciclo del progetto.
CONTENUTI
Acqua, insediamenti e storia
Viene presentato un excursus della “storia dell’acqua” in rapporto
alla genesi e allo sviluppo degli insediamenti umani.
Abachi per il ciclo dell’acqua
Un’ innovativa serie di abachi - linee guida, riguardanti tutte le
tecniche ed i sistemi applicabili per una corretta progettazione sostenibile
del ciclo dell’acqua
Le ottime pratiche
Una serie di schede di ottime pratiche - Best Practices (B. P.) - selezionate
fra quelle europee ed italiane, utilizzando una metodologia valutativa.
Vengono poi esposte alcune Best Practices italiane, scelte fra quelle delle
Aziende gestrici del ciclo dell’acqua.
L’acqua di noi tutti
L’indagine “qualità e conoscnza della risorsa acqua”, ha coinvolto
una popolazione totale di circa 200 persone a Padova e Venezia e ha come
scopi:sondare il livello di conoscenza della risorsa acqua; promuovere
la cultura del risparmio di questa risorsa e la gestione integrata del
ciclo d’acqua; mettere a disposizione del pubblico e delle amministrazioni
i risultati acquisiti per poter migliorare futuri interventi; capire meglio
l’eventuale mercato per tecnologie non convenzionali.
L’acqua e le regole
Contiene il quadro normativo aggiornato della legislazione comunitaria
ed italiana sulle acque. Vengono riportate le principali conferenze internazionali
sull’acqua, le Dichiarazioni o Carte. Infine sono illustrati gli strumenti
della cosiddetta “urbanistica dei Municipi” per la tutela delle acque.
Camera delle meraviglie
La camera delle meraviglie illustra una serie di 6 “progetti d’acqua”
ed invita ad esplorare il magico mondo dell’acqua in varie epoche ed in
diverse culture appartenenti sia all’oriente che all’occidente.
Glossario
Uno dei più completi nella panoramica editoriale italiana con
le sue oltre 300 voci, è pensato come una raccolta lessicale per
la comprensione immediata dei termini ricorrenti nel progetto dell’Acqua.
Bibliografia tematica
La sezione dedicata alla bibliografia tematica si articola in varie
parti: testi di carattere generale (storia, pianificazione, progetto, cultura
dell’acqua); testi specifici sul ciclo dell’acqua; testi sulla bio-architettura,
l’architettura bioecologica e bioclimatica, la bioingegneria, la biourbanistica
e il territorio, l’ecologia e l’ecologia del paesaggio; infine riferimenti
sul Feng Shui, e sulla sostenibilità.
Principali siti sul ciclo dell’acqua
E’ un indirizzario suddiviso in : principali siti web sul ciclo dell’acqua;
altri siti interessanti; altri siti su acqua e ambiente nel mondo; siti
ed indirizzi dei Partners del CD ed infine la lista degli Urban Forum for
Sustainable Development.
Pagine presentazione Partners
In breve vengono presentati tutti i Partners partecipanti al progetto
STREAMS.
testi di labsla@iuav.it
(Erich Trevisiol e Stefano Parancola)
html di webdaest@iuav.it
(Renato Gibin)
febbraio 2001