Un paseo sopra i sogni:
Vittorio Garatti e la costruzione di Cuba

Vittorio Garatti,
Scuola di Balletto,
L’Avana 1962

a cura di
Serena Maffioletti

Da qualche mese l’Archivio Progetti ha ricevuto in donazione la documentazione dell’opera di Vittorio Garatti, architetto milanese (1927) progettista della Scuola di Balletto e della Scuola di Musica. Assieme alla Scuola di Arte plastica e alla Scuola di Danza moderna di Ricardo Porro (Camaguey, Cuba 1925 – Parigi 2014) e alla Scuola di Teatro di Roberto Gottardi (1927 – L’Avana 2017, veneziano e laureato allo Iuav), formano le Scuole Nazionali di Arte a L’Avana, realizzate nei primi anni sessanta come espressione del ruolo dell’arte e della didattica nella rivoluzione cubana.

A Vittorio Garatti dedichiamo questo Petit Tour, con le immagini inedite di un mitico cantiere.

«La realizzazione delle Scuole fu come ricevere un "incarico di guerra".
Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara individuarono nel Country Club il luogo dove realizzare un grande centro di formazione. Lungo la strada che conduce al centro dell’Avana incontrano Selma Diaz, architetto e moglie di Osmany Cienfuegos, ministro della costruzione cubana e fratello di Camillo, uno dei protagonisti della rivoluzione, che aveva comandato una delle due colonne di rivoluzionari che avevano occupato L’Avana. Fidel Castro e Ernesto che Guevara affidano a Selma Diaz il compito di progettare questo centro. Lei risponde: mi sono appena laureata, come posso occuparmene? Poi aggiunge: Ricardo Porro è rientrato a Cuba con due architetti italiani.
Pensa, tre giovani architetti senza una grande esperienza, catapultati in un incarico di queste dimensioni.
Immaginavamo le scuole come delle “stazioni” che potevi attraversare. Lo scopo era quello di promuovere l’integrazione totale tra le scuole e l’ambiente entro il quale erano immerse: sono come dei focus, pensate per consentire un’agevole integrazione tra le diverse attività.
Non sono spazi chiusi: stabilimmo ad esempio che non vi sarebbero state porte. Una scelta che con tutte le complicazioni che comportava era proprio il segno di una volontà di disseminazione, diffusione, integrazione: nel momento in cui tutto era “nostro”, non poteva esserci più uno spazio pubblico e uno privato, esisteva solo la vita.”
».

Vittorio Garatti, Trentanove domande a, intervista a cura di L. Alini, Clean, Napoli 2019



Scuola di Balletto, Vittorio Garatti, 1962
1. Alberto Moravia visita con Vittorio Garatti la Scuola di Balletto, fotografia di Dacia Maraini [s.d.]
2. Il cantiere della Scuola di Balletto, vista aerea, fotografia di Vittorio Garatti
3. Costruzione dei casseri per la struttura delle coperture a cupola, fotografia di José Mosquera
4. Posizionamento dell’armatura nei casseri della struttura delle coperture a cupola, fotografia di José Mosquera
5. Vista del cantiere del teatro di coreografia, fotografia di José Mosquera
6. Centinatura della cupola, fotografia di José Mosquera
7. Costruzione dei pennacchi delle cupole delle aule per il balletto, fotografia di José Mosquera
8. Costruzione delle cupole delle aule per il balletto, fotografia di José Mosquera
9. Oculo di una cupola a pennacchi di un’aula per il balletto, fotografia di José Mosquera
10. La “danza” delle cupole delle aule per il balletto, fotografia di José Mosquera
11. La “danza” delle murature del padiglione dedicato alla segreteria della Scuola, fotografia di José Mosquera
12. Murature dei percorsi e del tamburo e cupola dell’infermeria, fotografia di José Mosquera
13. Vista del cantiere, fotografia di José Mosquera
14. Vista del cantiere, fotografia di José Mosquera
15. Vista del cantiere, fotografia di José Mosquera
16. Sopra le coperture voltate e calpestabili (paseo) a cantiere ultimato con vista del teatro di coreografia, fotografia di José Mosquera
17. La Scuola di Balletto vista dall’ingresso, fotografia di Paolo Gasparini
18. Ingresso alla Scuola di Balletto, fotografia di Paolo Gasparini
19. Il patio detto di San Sebastiano, fotografia di Paolo Gasparini
20. La copertura del patio, fotografia di Paolo Gasparini
21. La biblioteca, fotografia di Paolo Gasparini
22. Le coperture voltate e percorribili (paseo) e le aule del Balletto, fotografia di Paolo Gasparini
23. Vista dall’alto del percorso voltato e calpestabile, della segreteria (a sinistra) e della cupola di un’aula per il balletto (in fondo), fotografia di Paolo Gasparini
24. Vista dall’alto del percorso, del medio punto (grande finestra) di un’aula (a sinistra), della biblioteca (a destra) e della grande cupola del teatro di coreografia (in fondo), fotografia di Paolo Gasparini

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Alberto Moravia visita la Scuola di Balletto

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Il cantiere della Scuola di Balletto

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I casseri delle coperture a cupola

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L’armatura delle coperture a cupola

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Il cantiere del teatro di coreografia

Vittorio Garatti

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Centinatura della cupola

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Costruzione dei pennacchi delle cupole

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Costruzione delle cupole delle aule per il balletto

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Oculo di una cupola a pennacchi

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La “danza” delle cupole

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La “danza” delle murature

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Cantiere dell’infermeria

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Vista del cantiere

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Vista del cantiere

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Vista del cantiere

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Sopra le coperture

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La Scuola di Balletto vista dall’ingresso

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Ingresso alla Scuola di Balletto

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Il patio di San Sebastiano

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La copertura del patio

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La biblioteca

Vittorio Garatti

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Il “paseo” sulle coperture

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Il “paseo" e le cupole

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Il “paseo" e le cupole