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W.A.Ve.

 

 

W.A.Ve. (Workshop di Architettura a Venezia) Ŕ il grande workshop di progettazione organizzato ogni anno da Iuav. Iniziati come esperienza didattica che coinvolge migliaia di studenti e decine di architetti provenienti da tutto il mondo, W.A.Ve. Ŕ divenuto nel tempo un appuntamento rituale per Venezia, un’occasione nella quale L’Ateneo apre le porte al mondo con dibattiti e conferenze internazionali, per una riflessione attorno ad alcuni grandi temi del territorio e della contemporaneitÓ.

 

 

W.A.Ve. 2013-2016

Dal 20I3 al 2017, W.A.Ve si Ŕ concentrato attorno a temi di grande rilievo per la cittÓ di Venezia e il territorio veneto in generale, con le quali l’ateneo si confronta da diversi anni nei suoi corsi, nelle sue tesi e nelle sue ricerche. Misurandosi con diverse aree di un territorio straordinario come quello del Veneto – fra cui, in particolare, il recupero e la rigenerazione di Porto Marghera, sito industriale di fondamentale importanza per la storia contemporanea di Venezia – il principale intento dei W.A.Ve. Ŕ stato, in questi quattro anni, quello di assecondare una feconda riflessione progettuale attorno al tema dell’Heritage e del rapporto tra il passato e la contemporaneitÓ. Durante i workshop, sotto la guida di una ricca selezione di affermati architetti provenienti da tutta Europa, dalle Americhe, dall’Australia, dall’Africa, dall’Asia, circa 1800 studenti Iuav hanno impegnato le loro capacitÓ per immaginare un futuro per Porto Marghera e diverse altre aree del Veneto, producendo decine di proposte, scenari e progetti.

 

> Wave 2013

> Wave 2014

> Wave 2015

> Wave 2016   

 

 

W.A.Ve. 2017

L’edizione 2017, intitolata Syria/The Making of the Future, Ŕ stata dedicata al tema della ricostruzione della Siria. Sempre allo stesso tema Ŕ stata dedicata l’iniziativa SKETCH FOR SYRIA Un impegno globale per la Siria in cui 153 architetti da 26 paesi hanno risposto alla call for drawings che l’UniversitÓ Iuav di Venezia,  l'Agenzia Onu UN–ESCWA e I-Barbon Shipping & Logistics hanno lanciato nel luglio 2016 per raccogliere idee e progetti per la Siria. Durante il workshop, 1.341 studenti guidati da docenti e professionisti di fama provenienti da 16 Paesi hanno riprogettato 26 siti distrutti dalla guerra, confrontandosi con esperti nei campi della conservazione del patrimonio, dell’architettura e del progetto urbano, dell’emergenza umanitaria e della cultura mediorientale. Tra questi i siriani Nasser Rabbat (MIT), Manar Hammad(Sorbona) e Omar Abdelaziz Hallaj (Common Space Initiative) hanno infiammato il dibattito nelle loro conferenze su temi nevralgici quali l’etica della ricostruzione, la semantica della distruzione del patrimonio e le sfide legate alla ricostruzione in Siria.

 

> Wave 2017: Syria. The making of the future