Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

Simbologia urbanistica

Progettazione grafica e design dei dati nella rivista “Urbanistica” (1949-1976)

 

 

simbologia urbanistica_A3T

mostra

 

a cura di

Stefano Faoro e Monica Pastore

22-10 > 7.12.2018

Tolentini, Biblioteca, atrio

 

inaugurazione

lunedė 22.10.2018, ore 16.00

 

 

 

Pubblicare analisi e intenzioni progettuali sulle cittā e i territori italiani, rendere leggibili e decifrabili grandi elaborati grafici e cartografici nel ridotto spazio delle pagine di una rivista, visualizzare possibili scenari e letture dei dati, elaborare legende e simboli, creare vicinanze fra scritture visive e testuali di varia natura: questi i compiti dei designer grafici impegnati nella ideazione e redazione della rivista “Urbanistica” nei tre decenni successivi alla seconda guerra mondiale.

 

Nel dopoguerra, la prestigiosa rivista dell’Istituto Nazionale di Urbanistica – prima diretta da Adriano Olivetti e poi da Giovanni Astengo – adotta un progetto grafico nuovo e ambizioso che si confronta con le tecniche di rappresentazione di impianto modernista proprie della disciplina urbanistica, per inseguire un programma culturale che, documentando in maniera ampia e critica l’attivitā urbanistica in Italia e all’estero, offre una sorta di “manuale implicito” e in progress per la pratica dell’urbanistica.

 

La mostra č pensata come un percorso visivo attraverso le pagine della rivista che, sotto l’occhio attento di Giovanni Astengo (dal 1949 al 1952 redattore capo, e dal 1953 al 1976 direttore), diventa campo di sperimentazione per la definizione di sistemi notazionali, tecniche di disegno delle mappe e della visualizzazione dei dati.

 

Divisa in quattro sezioni, la mostra illustra la materialitā grafica e tipografica del progetto e della rappresentazione di un territorio.

La prima sezione raccoglie una selezione di copertine, interpretate da esponenti – alcuni noti e altri meno studiati – del graphic design italiano, come Marcello Nizzoli, Remo Muratore, Giovanni Pintori, Egidio Bonfante o Vera Quaranta; nella seconda č esposta quella che č possibile indicare come una genesi (italiana) del data visualization e dell’information design, prima che venissero codificati come indirizzo del design; nella terza sono esaminati gli espedienti cartotecnici e tipografici, spesso complessi e innovativi e che rendono possibile la compresenza nella rivista di formati e carte differenti; l’ultima sezione focalizza l’attenzione sull’uso della fotografia come elemento significativo della progettazione grafica.

 

 

In the first three decades following the second world war, while working as part of “Urbanistica” magazine’s editorial team, graphic designers had to figure out how to publish the analyses and designs for Italian cities and territories, allow the readability – in a small format editorial product – of huge graphic and cartographic compositions, edit legends and symbols, create a relationship between visual and textual writings of different kinds.

 

During the postwar, the prestigious Istituto Nazionale di Urbanistica’s magazine – first directed by Adriano Olivetti and then by Giovanni Astengo – implements a new and ambitious design, constantly influenced by Urban planning’s modernist technologies of representation. A design that allows the definition of an “implicit manual”, a tool that urban planners could use to evaluate and interact with, from a critical point of view, what was happening in Italian’s territories and not only.

 

The exhibition is conceived as a visual journey through the pages of the magazine that, under the watchful eye of Giovanni Astengo – who served as editor-in-chief from 1949 to 1952 and director from 1953 to 1976 – becomes an experimental field for the definition of notational systems and the development of technologies for map design and data visualisation. Divided into four parts, the exhibition allows to understand the representation of the territory in its (typo)graphical materiality.

 

The first section hosts a selection of the magazine’s covers designed by both renowned and less known – or less studiedrepresentatives of the history of Italian graphic design, as Marcello Nizzoli, Remo Muratore, Giovanni Pintori, Egidio Bonfante and Vera Quaranta; in the second section it is possible to look at what can be defined as a sort of (Italian) genesis of data visualisation and information design – in times when the words ‘data design’ was not yet in use; the third section examines the magazine’s binding, folding and other expedientsoften innovative and very complexwhich allowed the coexistence of papers of different sizes and qualities; in the last section the viewer can look at how, within the pages of “Urbanistica”, photography became one of graphic design’s key component.

 

 

 

 

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