Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

Suolo.

Letture e responsabilità del progetto

 

 

masterclass

 

12 maggio 2014

ore 10

Badoer, aula Tafuri

 

 

 

 

 

Dottorato in urbanistica

 

 

 

dipartimento

di culture del progetto

 

 

“La geografia non è la rappresentazione della Terra, ma delle strutture materiali della socializzazione, cioè del territorio”.

 

Il suolo è terreno naturale e spazio fisico legato alla collettività. La sua materialità si estende dalla composizione geologica del terreno ai segni degli interventi dell’uomo sulla superficie terrestre, siano essi spazi agricoli o dell’abitare. La sua dimensione collettiva ha attraversato nel tempo molti temi di carattere etico, con implicazioni legate alla giustizia spaziale e sociale: dalla suddivisione dei suoli allo spazio pubblico, dall’uso al consumo del suolo. Questa duplice natura del termine lo ha portato ad accogliere ed essere il luogo di molte sfide del progetto e della cultura civile.

 

La geografia e l’urbanistica ripensano criticamente il suolo nella costante necessità di rinnovate letture del mutamento dei territori abitati. I loro percorsi si intrecciano e costruiscono ipotesi su parole e strumenti interpretativi comuni: territorio, paesaggio, spazio, metafora, descrizione, rappresentazione. “Per il fatto di occuparsi essenzialmente della territorialità, geografi e urbanisti si situano in una posizione cognitivamente e operativamente strategica. Ridescrivendo i luoghi essi contribuiscono a cambiare la società; progettando la loro trasformazione fisica essi riconcettualizzano e ristrutturano i rapporti sociali”. Per queste ragioni, descrivere il territorio è un’operazione progettuale capace di scoprire e rappresentare ciò che di nuovo sta emergendo, “ordini spaziali diversi da quelli stabiliti”, le potenzialità geografiche dei luoghi e le possibili forme dei paesaggi futuri.

“Le condizioni sono cambiate”, sosteneva Bernardo Secchi nel 1984; ed è quanto mai vero oggi, in un periodo di straordinario cambiamento in cui il mondo dipende sempre meno dalle mappe che lo rappresentano, in cui le parole paesaggio, città, luogo, soggetto e spazio sono sottoposte a rinnovate interrogazioni. Le città globali, la cui forma urbana non è disgiunta dal carattere invisibile dei flussi, esigono altre strategie cognitive e differenti modelli di comprensione della realtà mondiale; sono città “connesse globalmente e disconnesse localmente, fisicamente e socialmente”. “Non vi è un centro e perciò non vi è spazio, l’identità individuale è minacciata e quel che vediamo non basta a farci orientare. É la condizione attuale, ma è anche quella arcaica”.

 

Le recenti interrelazioni fra paesaggio|landscape e urbanism testimoniano il perdurare della vicinanza con la geografia; di fronte all’emergere di questioni di carattere più ampio e alla scarsità di risorse, il confronto si allarga e include altre discipline legate alla terra come l’ecologia e la climatologia. Il progetto lavora con il tempo lungo di questi campi del sapere, con la conservazione di spazi di indeterminatezza, con altri cicli di vita; e, più che mai, è strumento di conoscenza. Su queste premesse si fondano alcuni scenari per le città e i territori abitati contemporanei che immaginano un “paesaggio di spazi comuni”, quale “promessa di una più diffusa geografia delle opportunità” e quale risposta possibile alla questione ambientale e alla riduzione delle disuguaglianze. Le ambizioni dello spazio fra le cose si confrontano però con la fragilità e labilità della sua consistenza fisica: “negli ultimi vent’anni il suolo e il paesaggio sono stati minacciati in forme senza precedenti, con grave perdita di risorse agricole, di cibo, di paesaggi e di beni comuni. Dal suolo dipende il destino della nostra cultura e la qualità del nostro futuro. La dissipazione degli spazi aperti è da leggersi come l’esito di una profonda crisi culturale che affonda le sue radici nell’incuria e nella mercificazione del suolo e dell’ambiente”.

 

Il suolo è espressione della società in cui viviamo e luogo delle ipotesi per quella futura. Il legame fra risorse del territorio, responsabilità del progetto e della politica nella comprensione di quanto accade oggi non può essere considerato né marginale né differibile in un tempo a venire.

 

 

programma

 

ore 10.00

introduce Paola Viganò

 

le sfide del suolo

Monica Bianchettin Del Grano

 

lectio magistralis

dalla terra al territorio. una ricerca tra geografia e urbanistica

Giuseppe Dematteis

 

intervengono

Bernardo Secchi

Alberto Ferlenga

 

 

ore 14.30

the geologic aesthetic. visualizing deep time intelligence of the contemporary urban ground

Nadia D’Agnone 

 

ius soli, urbis fortuna. incultura e inattualità del governo del territorio davanti al suolo vivo

Paolo Pileri

 

lectio magistralis

oltre il tempo e lo spazio. città globali e nuovi modelli di comprensione del mondo

Franco Farinelli

 

intervengono

Cristina Bianchetti

Viviana Ferrario

 

conclusioni Paola Viganò, Bernardo Secchi

 

 

 

 

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