Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

Dottorato in
Architettura, città e design

percorsi interdisciplinari

 

percorso tematico

Hidro-Logic Design

percorso tematico

L’emergenza come situazione progettuale

percorso tematico

Culture del progetto del Made in Italy

percorso tematico

Human Design – La ricerca per l’inclusione sociale

 

sede

Palazzo Badoer

S. Polo 2468

 

informazioni

041 257 1426/1845/1865/1886/1787

dottorati@iuav.it

 

coordinatore

Benno Albrecht

 

 

durata: tre anni

 

consiglio intracurriculare

professori e ricercatori dell’Università Iuav di Venezia

Benno Albrecht, Lorenzo Fabian, Carlo Magnani, Francesco Musco

 

tutor

Marco Ballarin, Jacopo Galli, Stefano Tornieri, Massimo Triches

 

dottorandi

percorso tematico “HydroLogic Design”

Giovanni Asmundo, Paola Fornasa, Denis Grasso, Alberto Innocenti

percorso tematico “L’emergenza come situazione progettuale”

Fabiana Cioni, Anna Franchini, Marco Marino, Vittore Negretto, Serena Pappalardo, Enrico Pulitani

percorso tematico “Culture del progetto del Made in Italy

Yves Ambroset, Edoardo Brunello, Giovanni Carraretto, Carlo Federico Dall’Omo, Yujie Ding, Andrea Fantin, Giulia Piacenti, Giulia Piccinin, Chiara Semenzin

percorso tematico “Human Design – La ricerca per l’inclusione sociale

Anna Giusti, Valentina Scarton, Laura Tinti, Elisa Vendemini

 

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PRESENTAZIONE

 

Percorso tematico “Hydro-Logic Design”

Le zone costiere e fluviali sono tra le più popolate e produttive al mondo e le città costiere in Europa contano circa 200 milioni di abitanti. Tale concentrazione, con il conseguente eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, sottopone le coste e i fiumi a enormi pressioni che possono condurre alla perdita delle biodiversità, alla distruzione degli habitat naturali, a inquinamento, a conflitti, a problemi di congestione dello spazio. Le città sull’acqua diventano sempre più vulnerabili a rischi ambientali con un impatto enorme sulla vita e il sostentamento delle comunità, le infrastrutture e l’economia. È essenziale, al fine di evitare situazioni di emergenza e disastri ambientali, ripensare e trasformare i contesti costieri e fluviali in “comunità resilienti” individuando strategie che tengano conto in modo esauriente di tutti gli aspetti e le specificità del luogo alfine di garantire la tutela del patrimonio e lo sviluppo urbano seguendo un Hydro-Logic Design.

È la ricerca di un nuovo regionalismo energetico, locale, localizzato e rinnovabile che potrà influire sulla disposizione e dislocazione delle risorse fisiche sul territorio e di conseguenza sulla forma e consistenza degli insediamenti umani. Il miglioramento fisico, climatico, energetico, sociale, delle città costiere, dei fiumi e dell’ambiente idraulico circostante, è tema che coinvolge più competenze di tipo progettuale e tecnico-scientifico, ma anche di carattere comunicativo, politico e sociale.

In uno scenario di questo tipo assumono un ruolo centrale anche gli studi sull’attrattività e le economie locali delle aree costiere, sull'integrazione delle politiche di sviluppo locale e dei soggetti che le elaborano, e le ricerche finalizzate ad attrezzare, con nuove logiche, le strutture e infrastrutture delle aree interessate, a partire dall’applicazione di soluzioni tecnologiche avanzate. Questo ambito riguarda tanto problemi relativi al patrimonio costruito, storico e contemporaneo, e comprende il campo d'azione del design, con prodotti e sistemi innovativi e nuove forme di comunicazione e di azione culturale sui territori. Il percorso di studi prenderà in considerazione anche l’interazione tra terra e mare, con l’obiettivo di disegnare schemi che ottimizzino la relazione idrologica tra territorio di terra e lo spazio di mare. Grazie ad un approccio interdisciplinare le ricerche avranno come focus il contesto costiero del Mediterraneo a partire dall’esperienza di Venezia, con la realizzazione di confronti di livello internazionale per incoraggiare un approccio flessibile e di “downscaling”, riconoscendo l’urgenza di introdurre idonee misure di adattamento (tecnologie verdi, nuovi materiali, procedure di restauro del patrimonio, strumenti di monitoraggio ecc.) usando come punto di vista l’acqua e come scenario i cambiamenti climatici.

Sarà possibile aggiornare le conoscenze, patrimonio dell’Università Iuav di Venezia, guardando con serenità al passato e adattandole alle nuove sfide ed esigenze.

Gli obiettivi principali della tematica Hydro-Logic Design sono: descrivere e ordinare lo stato dell’arte; definire nuove strategie e ambiti di ricerca innovativi; fornire specifiche competenze attraverso un metodo di ricerca “design approach”.

Il percorso interdisciplinare Hydro-Logic Design coinvolge i principali ambiti di ricerca dei curricula di dottorato Iuav. Il percorso intende collaborare con le città, le autorità locali, i centri di ricerca e le università operanti nell’ambito del design idrologico.

 

Percorso tematico “L’emergenza come situazione progettuale”

La nostra può essere definita a buona ragione una società dell’emergenza. L’emergenza – ambientale, climatica, legata a eventi catastrofici naturali o determinati dalle attività umane – è uno dei leitmotiv della realtà dei nostri giorni. Per le sue drammatiche ricadute sulla vita delle persone e delle comunità, per le sue conseguenze economiche e per l’impatto spesso devastante su strutture, infrastrutture e opere, è sempre più al centro dell’attenzione delle istituzioni a tutti i livelli. Cresce inoltre la consapevolezza che l’emergenza, almeno in alcune delle sue forme, sta diventando una condizione endemica, alla quale rispondere con strumenti del tutto nuovi, ancora da mettere a punto.

Infatti l’emergenza è da intendersi non soltanto come evento catastrofico puntuale (terremoto, alluvione ecc.), ma anche come fenomeno di più lunga durata le cui caratteristiche producono effetti violenti, squilibranti (guerre, migrazioni, catastrofi ambientali come la siccità, la desertificazione ecc.). In entrambi i casi si tratta di situazioni sulle quali è possibile immaginare interventi progettuali, con metodologie e attività specifiche:

– nell’immediato (es. abitazioni di emergenza, ausili medicali, mezzi per procurarsi acqua potabile, sistemi di informazione efficienti…);

– nel breve periodo (allestimento di presidi provvisori, spazi condivisi per rafforzare il senso di comunità, interventi sugli aspetti sociali e umanitari, prime opere di salvaguardia di beni culturali, sistemi di comunicazione efficaci, dispositivi di cura e riabilitazione…);

– nel lungo periodo (pianificazione, studio e restauro di monumenti e reperti, ricostruzione, attrezzature, dispositivi, comunicazione, dotazioni tecnologiche…).

Esiste poi un terzo livello del problema, che sta emergendo con chiarezza in questi anni e che riguarda fenomeni che prevedibilmente si protrarranno e anzi, si acuiranno, nel futuro. Riguarda le nuove modalità delle migrazioni e della distribuzione di popolazioni nei territori di accoglienza: i campi dei rifugiati non rappresentano più oggi una situazione dichiaratamente temporanea, ma una vera e propria nuova idea di insediamento. Si tratta di un fenomeno in costante crescita, che richiede nuove cartografie e una nuova idea di “luogo”, oltre che di cittadinanza. I campi profughi non sono più strutture episodiche e transitorie, ma stanno assumendo forme di stabilità nel tempo che devono essere oggetto una progettualità specifica. Questi insediamenti riguardano sempre di più comunità mobili e de-territorializzate, molte delle quali non hanno nel loro orizzonte futuro un rientro nelle proprie città o villaggi (che spesso non esistono più e non saranno ricostruiti). Al loro arrivo nel paese ospitante queste popolazioni, che occupano logisticamente un territorio assegnato, lentamente riorganizzano gli spazi; modificano le norme esistenti e ne impongono altre; propongono i propri stili di vita e di convivenza; avanzano la propria cultura. Come si vede, è questa una grande sfida per la ricerca.

Il percorso di studi intende coinvolgere ricercatori di vare aree disciplinari che contribuiscano a costruire un solido patrimonio di conoscenze in grado di supportare decisioni e progettualità a tutti i livelli di intervento.

Obiettivi principali della tematica sono:

- descrivere e ordinare lo stato dell’arte;

- definire nuove strategie e ambiti di ricerca innovativi;

- fornire specifiche competenze attraverso un metodo di ricerca “design approach”.

 

Percorso tematico “Culture del progetto del Made in Italy

Il Made in Italy è oggi una dizione sempre più senza un significato specifico e compiuto.

È necessario un ripensamento critico sul ruolo della produzione intellettuale e manuale italiana in vista delle sfide globali.

Il ripensamento del fare italiano è traguardato nel percorso di dottorato “Culture del progetto del Made in Italyin tre distinti campi di applicazione: i fenomeni urbani, il mondo della moda e quello della rappresentazione.

Lo studio dei fenomeni urbani e dell’analisi dei tipi devono essere riaggiornati profondamente. Quella che è stata una caratteristica peculiare della cultura architettonica italiana e tradizione urbana italiana, il Made in Italy determinato dagli studi sulla morfologia urbana, è oggi quasi scomparso della ricerca nel nostro campo. Adeguare e aggiornare un campo di analisi dei fenomeni urbani agli scenari del mondo globale contemporaneo è quanto mai fattibile e fecondo di nuove possibilità.

Lo studio della moda è fondamentale per la riflessione sul concetto di Made in Italy e sulla necessità di riaggiornarlo, a partire da un’analisi del sistema italiano della moda nel suo confronto con il panorama internazionale. La ricerca si può muovere in due direzioni intrecciate: da una parte una riflessione sulle strategie necessarie per ricostruire gli archivi italiani della moda (di imprese, ma anche in possesso di privati), per valorizzarli in quanto luoghi della progettazione dell’identità; dall’altra una riflessione sulle qualità progettuali che definiscono oggi il Made in Italy, anche nella sua relazione anche con il tessuto industriale veneto (sperimentazione sulle aree del tessile, della maglieria, della pelletteria, della confezione di abiti e accessori).

Lo studio della rappresentazione e del rilievo dell’architettura si prefigge di approfondire le tematiche culturali, tecnico-scientifiche e antropologiche inerenti la rappresentazione del progetto di architettura, sia nei suoi aspetti più strettamente legati al disegno del progetto e alla sua storia, che ai saperi tettonico-geometrici affidati alla geometria stereotomica. In particolare, in relazione alla tematica del Made in Italy, l'area della Rappresentazione tematizzerà le future ricerche dottorali sul focus del Cultural Heritage, qui inteso in senso inclusivo. Segnatamente, gli studi condotti in questo alveo speculativo saranno orientati all'approfondimento e all'interpretazione critica dello sconfinato patrimonio trattatistico incentrato sui temi della rappresentazione (sia che di tratti di testi sulla prospettiva che sull'architettura in genere), ma anche di quelle opere (esistenti o solo immaginate, in forma grafica o letteraria) che hanno storicamente definito una relazione speciale tra il tessuto urbano e paesaggistico italiano e le culture dell'immaginario grafico e figurativo.