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UNA VOLIERA DI STATUE
“Dunque la tua gabbia
trasparente, la tua voliera di figure di bronzo e marmo, alcune appena uscite
dal buio della terra. Già l’idea di un museo trasparente, visibile anche a
non entrarci, la dice lunga su quanto discutemmo a metà secolo, anche di
notte: il miracolo plastico diuturnamente sulle strade, un diritto pubblico,
elementare, alla fruizione estetica, come la luce dei lampioni e il gas dei
fornelli. Eravamo viziati da una città generosissima delle sue portentose
prospettive, spiattellate a ogni svoltata.”
“Ecco, allora, ribaltata la
consueta concezione di spazio museale chiuso, nello spazio aperto a tutti i
giuochi del cielo di Roma, inclemente di sole e di pioggia, ma sempre
luminoso e misteriosamente festivo. La tagliente luce invernale, quella tutta
d’oro (barocca) delle sere estive, come uno scultore chiamato a operare
ancora sullostraordinario gruppo di convitati di marmo. Chiamati dai vari
giacimenti dell’urbe ad un dibattito suggestivo, a un gesticolare di arti
mutili, di forme mobili; con l’apparente disordine di comici che si rubano la
battuta. E se si provasse a immaginare il museo anche come drammaturgia di
contrasti, di sapienti intrusioni?”
Renzo Vespignani, Presidente
Accademia Nazionale di San Luca
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