Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

agevolazioni alle imprese

 

Le università sono luoghi del sapere e del saper fare in cui è possibile trovare risorse umane formate e dove esistono risorse tecnologiche potenzialmente sfruttabili.

Un’efficace collaborazione tra il mondo accademico e il mondo delle imprese diviene quindi  una risorsa nell’ambito dell’economia contemporanea, in cui molti vantaggi competitivi derivano dalla conoscenza e dal suo efficace trasferimento in processi innovativi.

 

agevolazioni fiscali per le aziende: credito d’imposta per attività di ricerca (contratti conto terzi con prestazioni corrispettive)

La legge di bilancio incrementa, amplia e semplifica il credito d’imposta sulla ricerca, introdotto dall’articolo 3 del Dl 145/2013.

 
Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese – indipendentemente da forma giuridica, settore economico e regime contabile – che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020. Il periodo di fruibilità si allunga, dunque, a sei anni e per i soggetti con esercizio corrispondente all’anno solare si riferisce agli anni dal 2015 al 2020 compresi; per gli altri soggetti, con esercizio a cavallo di anno, decorre dall’esercizio con bilancio che si chiude nel corso del 2016 fino all’esercizio con il bilancio che si chiude nel corso del 2021.

Il perimetro soggettivo viene ampliato e ricomprende tutti i soggetti produttori di reddito d’impresa, compresi gli enti non commerciali nello svolgimento della loro attività commerciale produttiva di redditi d’impresa e le imprese agricole; sono invece esclusi i percettori di redditi di lavoro autonomo derivante dallo svolgimento di arti e/o professioni. Il credito d’imposta compete sulla «spesa incrementale complessiva», quale differenza positiva tra l’ammontare complessivo delle spese per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, fra quelle ammissibili, sostenute nel periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione e la media annuale delle medesime spese realizzate nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Il periodo di riferimento della media resta fisso per tutti gli anni interessati e per le imprese con esercizio corrispondente all’anno solare equivale al 2012-2014.

Il credito d’imposta compete ora in una unica misura del 50% per tutte le tipologie di spese ammesse: ammortamenti attrezzature, competenze tecniche, personale e contratti di ricerca, ma solo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (per le imprese con esercizio corrispondente all’anno solare sui costi sostenuti dal 2017).

Inoltre, per i costi del personale l’agevolazione riguarda chi è impegnato nelle attività di ricerca agevolabili indipendentemente dal fatto che si tratti di personale altamente qualificato e in possesso di specifici titoli.

Oltre ai vantaggi di cui alla slide precedente è importante anche la semplificazione: non dovranno più essere determinate distintamente,

-          sia la media della spesa storica per i diversi costi ammissibili (stante la diversa misura del credito producibile dagli stessi e spettante),

-          sia l’ammontare annuo della spesa incrementale relativa ai medesimi distinti costi.

Il credito massimo annuale spettante a ciascuna impresa, sarà complessivamente non superiore a 5 milioni di euro fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016, ma salirà a 20 milioni di euro successivamente, sempre con l’ulteriore condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30 mila euro annui (sommatoria di tutte le categorie di spesa previste).

Potenziate le agevolazioni fiscali per le start up.

Si porta a regime la detrazione che era prevista fino al 2016 dall’articolo 29 Dl 179/2012, per i contribuenti che investono nelle cosiddette start up innovative e vengono inoltre aumentati i parametri di riferimento della agevolazione sia per le persone fisiche che per le imprese investitrici.

 L’articolo 1, comma 66, della legge 232/2016 interviene sull’articolo 29 Dl 179/2012 modificandone radicalmente la portata.

La norma prevedeva, in via transitoria per gli anni 2013-2016, una duplice tipologia di sconti fiscali per i contribuenti che investono risorse finanziarie nel capitale di start up innovative (come definite dall’articolo 25, commi 2 e 3, del medesimo Dl 179), direttamente o tramite di organismi di investimento collettivo che abbiano ad oggetto prevalente detti investimenti.

In primo luogo era prevista, per le persone fisiche che effettuano l’investimento, una detrazione Irpef del 19% rapportata alle somme versate nel capitale sociale, con un tetto massimo di somme detassabili pari a 500 mila euro annui. Inoltre, per le società che effettuano analoghi investimenti, spettava la deduzione dall’imponibile Ires del 20% delle somme versate, fino a un tetto di 1,8 milioni per esercizio (deduzione massima 360.000 euro, con un risparmio Ires di 99.000 euro).

L’incentivo per le persone fisiche viene potenziato in due modi: si eleva dal 19% al 30% la percentuale per il calcolo della detrazione Irpef e si porta da 500mila a un milione di euro il limite annuo di somme detassabili.

Per i soggetti Ires, cresce al 30% (in luogo dell’attuale 20%) la quota delle somme investite nelle start up che può essere portata in deduzione dal reddito di impresa (con tetto di investimento annuo fermo a 1.800.000 euro). Dal 2017, dunque, un versamento di 1.800.000 euro nel capitale della start up genererà per una Srl o una Spa investitrice una deduzione di 540mila euro e un risparmio Ires al 24% di 129.600 euro, rispetto ai precedenti 99.000.

A fronte di questi potenziamenti, viene introdotta una norma per rendere più stabile l’investimento. Si prevede, infatti, che le partecipazioni attraverso cui si è realizzato l’investimento dovranno essere detenute per almeno 3 anni (prima erano 2), pena la decadenza dal beneficio.

Vengono poi uniformate al 30% anche le percentuali di detrazione (Irpef) e di deduzione (Ires) previste per le start up a vocazione sociale e per quelle che sviluppano servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico (percentuali attualmente pari, rispettivamente, al 25% per la detrazione e al 27% per la deduzione).

 

Erogazioni liberali per la ricerca

La legge finanziaria 2006 (legge 266/05, art 1 comma da 353 a 355) modificando la normativa in materia di erogazioni liberali ha stabilito che sono integralmente deducibili dal reddito le somme versate alle università, fondazioni, enti pubblici di ricerca a titolo di liberalità finalizzate alla ricerca. E' stato cancellato il limite del 2% del reddito previsto dall'art. 100, comma 2 del Testo unico delle imposte sui redditi (DPR 917/86). Rientrano in questa tipologia le donazioni, i finanziamenti per borse di studio e per attività di ricerca libera (senza corrispettivo per l'impresa).

 

 

informazioni

Servizio Gestione Rapporti con il Territorio

 

Margherita Giardina 041-2571880

Alberto Uberti 041-2571881

 

orario di ricevimento al pubblico

lunedì  9.30 > 12.30

martedì  15.00 > 16.30

mercoledì  9.30 > 12.30

giovedì  15.00 > 16.30

venerdì  9.30 >12.30

fuori da questi orari si riceve

solo per appuntamento

 

e-mail: ricerca.territorio@iuav.it

fax: 041 2571718

 

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