RE-LAB

RE-LAB

Ri-ciclare, ri-generare, re-inventare il Nord Est

 

 

obiettivi

 

Le ricerche e i prodotti elaborati in Iuav negli ultimi anni grazie alla ricerca Prin Re­cycle Italy, a cui si sono successivamente incastonati altri eventi di applicazione operativa ai territori del NordEst, come il progetto FSE POR 2014/15, finanziato dalla Regione Veneto per quanto riguarda attività di R&D a supporto del tessuto produttivo, hanno permesso di sviluppare un sapere diffuso e trasversale sul paradigma del riciclo come motore di ri­sviluppo in grado di far assumere nuovi significati e legittimità a quegli strati apparentemente negletti o silenti che oggi popolano i ricchi ma dissestati territori del Nord­est.

 

Parafrasando Max Black, possiamo dire che, attraverso il paradigma del riciclo, i possibili progetti riguardanti le 3 R (Reduce, Reuse, Recycle) consentono di “versare nuovo contenuto in vecchie bottiglie”. Grazie al riciclo è infatti possibile traguardare alcuni temi e luoghi già esplorati producendo nuova conoscenza dentro e fuori il territorio veneto e la sua città diffusa.

 

Il clusterLAB RE-LAB, in ideale continuazione con quelle ricerche e aprendo nuovi rapporti con gli altri due concetti­ base di metabolism e landscape, intende sviluppare alcune linee di lavoro distinte e multidisciplinari (nei campi dell’architettura, dell’urbanistica, dell’arte e design, del cinema), ma in sintonia e tra loro convergenti, che hanno come soggetto territoriale alla macro scala i paesaggi del NordEst italiano, dal Triveneto fino a estendersi ai territori padani, mettendo in campo a seconda delle competenze multidisciplinari di cui l’equipe è composta, un possibile ventaglio di risposte capaci di attuare nuove economie basate sul riciclo: delle risorse culturali, immateriali e non, dei patrimoni storici ed edilizi, dell’ottimizzazione di sistemi produttivi specifici, delle condizioni urbane e paesaggistiche esistenti, puntando in ogni caso a strategie creative e profondamente innovative non appiattite su logiche di semplice “miglioria”.

 

Linee di lavoro provvisorie potrebbero essere così brevemente sintetizzate:

- Valorizzazione delle risorse culturali immateriali e non, con riferimento al patrimonio culturale obsoleto;

- Ottimizzazione dei sistemi produttivi con riferimento al campo del design del prodotto e delle arti applicate;

- Rapporti con le amministrazioni e apparati giuridico­-normativi per la rigenerazione urbana;

- Strategie, scenari e modelli per le aree metropolitane fondate sulla riscoperta dei caratteri del paesaggio;

- Metodi e tecniche di progettazione del ri­ciclo architettonico e degli oggetti di design;

- Esperimenti di riciclo nelle arti multimediali e nel cinema;

- Politiche per la coesione sociale, interculturalità e inclusione socio-­spaziale dei migranti internazionali, che puntino sul riuso e auto-recupero del patrimonio dismesso e sul welfare generativo;

- Predisposizione di piani e progetti per l’avvio di nuovi cicli di vita a partire dal deposito infrastrutturale ed edilizio contemporaneo – desueto o sottoutilizzato – non più adeguato a rispondere alle sfide ambientali, sociali ed energetiche che ci attendono.