H-CITY

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Housing in the city. Abitare e rigenerare

 

 

i temi

 

La questione dell’abitare suggerisce quindi alcuni filoni di ricerca principali che suggeriscono altrettanti ambiti/aree di intervento da sviluppare nel corso del lavoro di H-City:

 

 

1. La relazione tra politiche per l’abitare e politiche di welfare. Con l’espressione “welfare materiale”, Secchi ha interpretato in modo particolarmente felice la relazione tra la ricerca di benessere individuale e collettivo e il suo substrato fisico e materiale (case, attrezzature collettive, spazi verdi e infrastrutture) alla quale architetti e urbanisti hanno dedicato grande attenzione. Dal punto di vista degli studi sul welfare la spesa per l’abitazione rappresenta la componente principale del bilancio delle famiglie, e una delle principali determinanti del loro benessere e stile di vita; per questo, è necessaria una riflessione sul ruolo (sottovalutato) della proprietà dell’abitazione rispetto ad altre dimensioni di benessere contemplate dalle politiche di welfare.

 

2. La tradizionale offerta di edilizia residenziale pubblica va riconsiderata e in parte riprogettata. L’innovazione in questo campo tende a caratterizzarsi per la sua origine “bottom-up” e per la frammentarietà e polverizzazione delle esperienze, che proliferano malgrado indirizzi deboli a livello nazionale e, soprattutto, malgrado trasferimenti insufficienti e incerti. Spesso, la loro rilevanza non è sufficientemente riconosciuta e compresa dagli attori strategici o le esperienze non hanno la forza, una volta introdotte, di svilupparsi in condizioni diverse. In questo senso, la diversità dell’Europa rappresenta un vincolo ma anche un’opportunità per la circolazione dell’innovazione.

 

3. L’aumento dei fenomeni migratori contribuisce a rendere le società locali sempre più plurali ed il conseguente moltiplicarsi delle “domande di città”, rende necessarie risposte locali; la multiculturalità è un dato di fatto in molte città europee dove convivono persone con modi di vita differenti che si traducono in diverse e spesso contrastanti modalità di abitare e percepire gli spazi urbani. L’immigrazione è emblematica della complessità della questione abitativa contemporanea, poiché il diritto ad un alloggio adeguato è per gli immigrati asset di base nei processi di inclusione.

 

4. Il processo di rigenerazione urbana oggi tiene ben in conto la componente sociale e le istanze di inclusione, sostenibilità e resilienza, il che comporta un generale cambiamento dell’approccio all’intervento urbano, sempre più attento a contrastare gli “effetti” non attesi della riqualificazione meramente fisica: dalla gentrification all’ingiustizia spaziale, al rafforzamento della frammentazione socio-spaziale.

 

5. È determinante prestare attenzione alla riqualificazione dello spazio pubblico per passare dalla logica quantitativa con cui molti servizi e spazi vengono previsti alla strategia di un nuovo e diverso welfare che si preoccupi della “qualità” (reale, percepita, fruita, ecc.) e quindi della concreta capacità di attrezzature e dotazioni di verde e spazi aperti per la vivibilità e urbanità complessiva della città, tenendo presente che, alla scala locale e di comunità, questi agiscono soprattutto come strumenti di integrazione e coesione sociali.

 

Frequentemente le risposte assumono carattere emergenziale senza aggredire i problemi alla radice ma non mancano in molte città europee politiche innovative, soluzioni progettuali, esperienze e buone pratiche per soggetti e gruppi che esprimono una domanda debole o a cui il mercato non offre risposte adeguate.

 

Una prospettiva di ricerca attenta alle connessioni tra politiche tradizionalmente settoriali contribuirà a informare il dibattito sulle trasformazioni del welfare locale riconnettendo dibattiti disciplinari diversi e tracciando possibili prospettive di ridefinizione del “welfare materiale”.

 

I risultati contribuiranno a mostrare come l’innovazione locale nel campo delle politiche e delle pratiche urbane per una qualificazione complessiva degli spazi del vivere oltre che per un’abitazione a costi sostenibili, possa divenire più incisiva con auspicabili impatti positivi sull’agenda politica dei governi ai diversi livelli e sulla loro capacità di indirizzo strategico, ma anche orientare l’azione di progetto. Il coinvolgimento in particolare di soggetti pubblici nel clusterLab si muove in questa direzione e cioè non solo di collaborazione attiva, ma anche di verifica delle proposte e delle soluzioni messe in atto alla scala urbana.