EDA

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Sperimentazione e progetto per il costruito e le aree sensibili e di crisi / Experimental Design Approach for buildings and sensitive and crisis areas

 

 

i temi

 

Le attività del ClusterLAB EDA vertono su due aspetti correlati:

 

- Lo sfruttamento della sperimentabilità e osservabilità che il costruito offre implicitamente, a differenza delle costruzioni ex-novo.

La prassi professionale e le normative tendono a trattare gli edifici esistenti con le stesse modalità delle costruzioni ex-novo; ciò non solo comporta oneri aggiuntivi – acquisire quelle informazioni che, nelle costruzioni ex-novo, sono le specifiche di progetto – ma soprattutto utilizza in modo limitato la possibilità di svolgere indagini dirette per attingere conoscenze individuali sullo stato di fatto.

Il clusterLAB intende sviluppare metodologie per trattare l’esistente in base a sperimentazioni e indagini (parametrizzazioni, analisi) tese ad acquisire direttamente e in modo concreto quelle conoscenze sul comportamento del sistema che, nel nuovo, possono essere attinte solo indirettamente e per via astratta.

La maggiore confidenza che deriva da tali metodologie fa sì che la conservazione, la salvaguardia e la conservazione del costruito possano essere condotte e gestite in modo ottimale.

 

- Progettare in base alla sperimentazione specifica dei sistemi, delle tecniche, dei materiali e dei prodotti.

La prassi professionale e i produttori tendono a una progettazione a priori, basata su risultati pregressi, generali e condivisi, non favorendo sperimentazioni ad hoc.

Il clusterLAB si propone attività rivolte a definire metodologie che governino gli elementi del progetto avvalendosi delle conoscenze acquisibili con la sperimentazione diretta.

Tali metodologie fanno sì che, nell’ambito di un progetto e – più in generale – di un particolare problema, si trovino soluzioni specifiche, ottimali e innovative, rispetto a quelle fornite da una sperimentazione generale, rivolta agli aspetti seriali e non individuali.

 

Il clusterLAB è suddiviso in tre work-package interdisciplinari:

 

1. Rivolto all’esistente: edifici di valore culturale (archeologici, storici e del novecento).

Questo WP si occupa della sperimentazione per il controllo e la trasformazione del costruito. Le attività portano a sistema le conoscenze attingibili dall’esistente, affinché non siano solo le basi per trattare il costruito, ma rappresentino il criterio e il metodo per gestire il patrimonio edilizio, e siano centrali nel progetto di rinnovamento e di rigenerazione.

 

La sintesi del WP è: massimizzare il livello di conoscenza specifica e di analisi per ottimizzare l’intervento architettonico sull’esistente e razionalizzarne la gestione.

 

I prodotti scientifici consisteranno nella definizione di metodologie per la progettazione del/sul/nel costruito, che si avvalgano di indagini sperimentali in sito sugli edifici analizzati e in laboratorio su campioni prelevati. L’attività scientifica è tesa a una progettazione dell’esistente supportata e guidata dall’indagine: il WP lavora per fare sì che le conoscenze ricavabili dallo stato di fatto diventino funzionali per il progetto di architettura del costruito, anziché un mero aspetto introduttivo o un atto dovuto.

 

Tra le attività di questo WP vi sono il monitoraggio e le prove in sito sul costruito, finalizzate a raffinare i modelli previsionali, aprioristici e perciò distanti dall’effettivo comportamento della costruzione. Le attività includono altresì l’analisi storico-costruttiva, la caratterizzazione dei materiali e quella idrogeologica del contesto ambientale.

 

2. Rivolto al nuovo: soluzioni avanzate sia per le nuove realizzazioni sia per la trasformazione dell’esistente.

Questo WP si occupa di una progettazione che, avvalendosi della sperimentazione, ricerca soluzioni ottimali per il caso specifico, innovative rispetto alla pratica corrente e interdisciplinari, per tutti gli elementi del progetto (strutturali e non strutturali, compositivi e funzionali).

 

L’attività si propone metodi di progetto che trattino i sistemi, le tecniche, i materiali, i prodotti non in base a conoscenze teoriche o astratte o a esperienze pregresse, bensì avvalendosi di sperimentazioni specifiche. Qui rientra anche la necessità di inquadramento territoriale sito-specifico, che consente di simulare più realisticamente le diverse “sollecitazioni”, potenzialmente non usuali, a cui potrebbe essere soggetto il manufatto nuovo.

 

La sintesi di questo WP è: testare gli elementi del progetto, in laboratorio e sul campo, per verificarli, per migliorarli e portarli al limite, e per individuare strategie progettuali alternative. Attualmente, invece, le sperimentazioni in genere svolte dai produttori e dall’industria sono indirizzate a migliorare la produzione, non verso l’evoluzione del mondo del progetto.

 

Tra le attività, vi è una progettazione che porti a sistema l’approccio induttivo ed empirico: progettare sulla base dei risultati di specifiche esperienze, di laboratorio e in sito, per risolvere il caso nel modo ottimale, anziché con soluzioni di routine.

 

3. Rivolto alle aree di crisi e sensibili: zone industriali dismesse, zone soggette a calamità naturali, teatri di guerra, atti terroristici, protezione civile.

Questo WP, fortemente caratterizzato dalla trasversalità disciplinare e interrelato con gli altri due WP, si occupa della riqualificazione e rigenerazione di tali aree. Gli obiettivi si riferiscono al concetto di resilienza, già presente in alcuni bandi europei e strutturato secondo i contributi strutturali, geologici, geotecnici, logistici, storici, compositivi, pianificatori, socio-economici, ecc.. Vi si includono i beni culturali e paesaggistici per il loro valore economico, simbolico e identitario. Ciò si applica ai beni architettonici e anche al paesaggio in generale (geositi, biositi, località di particolare pregio paesaggistico, ecc.), per i quali un evento disastroso vuol dire anche modificazione dell’immagine, costi economici anche per strategie di promozione volte a ripristinarne l’attrattività, modifica dei processi geo-ambientali, e di aspetti sociali (es. possibile esodo di residenti). Una calamità può generare difficoltà che le strutture produttive devono affrontare per mantenere la propria localizzazione, può evidenziare la necessità di interventi per superare la fuoriuscita e di favorire lo sviluppo di nuove iniziative economiche per attrarre utenti potenziali ed investitori esterni.

 

In sintesi, l’attività si propone di combinare le metodologie e le modalità definite nei primi due WP, finalizzandole alle aree di crisi.