Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

I discorsi di marca. Semiotica, design e branding

 

a cura di Valeria Burgio e Alvise Mattozzi

 

23 > 24 marzo – 19 > 20 aprile 2011

Terese

Dorsoduro 2206

 

Area di ricerca Design, Visual and Performing Arts

Unità di ricerca LISaV Laboratorio internazionale di Semiotica a Venezia

Progetto FSE/Regione Veneto Semiotic Brand Management

 

 

mercoledì 23 marzo h. 15.00

aula C

Branding, Marketing e Urban Spaces

 

Emanuela Bonini Lessing

Utenti o consumatori? la comunicazione negli spazi pubblici(tari)

Giovanni Bove

L’anti-pubblicità e la riscrittura dello spazio

Tatsuma Padoan

Stamping, praying, branding: strategie dello spazio e della memoria nel marketing dei servizi del Giappone contemporaneo

 

giovedi 24 marzo h.15.00

aula C

 

Paolo Fabbri

Rebranding e Debranding

Carlo Vinti

Dalla rappresentazione dell’industria alla promozione del brand: le riviste di impresa in Italia

Alvise Mattozzi

Prodotti e marca. Una riflessione a partire da T.M. Karjalainen Semantic Transformation in Design (Ilmari, Helsinki, 2004)

 

martedì 19 aprile h. 16.00

aula G

Tra la storia e il progetto: gestire l’identità Fortuny oggi

Lo Iuav incontra il Museo Fortuny e l’azienda Tessuti Artistici Fortuny Spa

 

con Valeria Burgio Iuav, Claudio Franzini responsabile archivi Museo Fortuny, Giuseppe Iannò direttore generale Tessuti Artistici Fortuny Spa, Pietro Lunetta designer Tessuti Artistici Fortuny Spa, Patrizia Magli Iuav e Angela Vettese Iuav

 

Per l’occasione saranno proiettati i video degli Anagoor relativi al Progetto Fortuny.

 

Come gestire l’innovazione quando si detiene un marchio o un’istituzione radicata nella storia? Come aprirsi all’invenzione senza tradire il proprio passato? È possibile lanciare sul mercato nuovi oggetti e firmarli con il nome di un artista vissuto nella prima metà del secolo scorso? È possibile rianimare la patina depositata sui suoi arazzi e le sue tende proiettandovi accanto immagini digitali e facendo vibrare lo spazio di suoni elettronici?

L’incontro vuole rispondere a queste domande, attraverso il confronto con figure professionali appartenenti ad ambiti diversi (da una parte un’istituzione museale civica, dall’altra un’azienda privata) che hanno però in comune un retaggio fortemente specifico: l’eredità culturale e materiale di Mariano Fortuny y Madrazo. Museo e azienda, pur essendosi allontanate negli anni, facevano parte di un unico apparato creativo e produttivo fino agli anni Cinquanta, quando Palazzo Pesaro degli Orfei ospitava il laboratorio delle produzioni interamente manuali dei materiali più preziosi, mentre alla fabbrica della Giudecca era demandata la lavorazione e la stampa dei cotoni, con metodi più industriali. Sebbene i patti che hanno affidato la casa di Mariano Fortuny al Comune di Venezia impongano di lasciare il Palazzo cosi com’era durante la sua vita, una gestione intelligente ha saputo usare lo spazio per mostre innovative e tecnologiche, senza fargli perdere un briciolo della sua identità. La stessa sfida s’impone oggi per il marchio dei tessuti: niente deve cambiare, al livello dei metodi di lavorazione e della qualità del prodotto finale, ma è necessario ripensare al marchio e alla gamma dei prodotti offerti, pur restando sullo stesso livello di mercato e mantenendo la propria identità. Per garantire continuità con la tradizione, bisogna impregnarla di cultura progettuale. È un problema d’identità di marca, tesa com’è quest’ultima tra il mantenimento della propria personalità, e la necessità di evolversi con i tempi, ricca della sua preziosa ascendenza ma pur sempre appartenente al presente fuggevole della moda e del mercato.

 

mercoledì 13 maggio h. 15.00

aula C

Branding in motion

 

Cristina Chiappini e Giovanni Anceschi

Branding dinamico

Stefano Delle Monache e Andrea Valle (in teleconferenza)

Riflessioni sull’audiobranding