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Francesco Repishti e Richard Schofiel - Architettura e Controriforma. I dibattiti per la facciata del Duomo di Milano
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Francesco Repishti e Richard Schofiel, Architettura e Controriforma

Francesco Repishti e Richard Schofiel
Architettura e Controriforma. I dibattiti per la facciata del Duomo di Milano, 1582-1682, Electa, Milano 2004, 471 pagine, 200 illustrazioni

 

Quella della costruzione della facciata del Duomo di Milano è una delle vicende più tormentate nella storia dell’architettura italiana. Innumerevoli ragioni  contribuiscono a renderla un complicato nodo storiografico, risultato dell’intrecciarsi di accesi confronti tra committenti, esperti, tecnici, gerarchie ecclesiastiche e dello scontro tra diverse mentalità e differenti maniere di interpretare i dettati della Controriforma -un nodo, quindi, con cui chiunque studi i modi in cui la professione dell’architetto è venuta evolvendo dalla seconda metà del Cinquecento deve confrontarsi.

I progetti e le discussioni di cui Repishti e Schofield esaminano l’evoluzione e i significati, si succedettero dagli anni Ottanta del Cinquecento e trovarono conclusione solo nel Novecento. Alla metà del Seicento, una volta abbandonati i progetti di Richino, Tibaldi e Mangone, questo dibattito divenne particolarmente vivace, come dimostrano i “pareri” , divulgati dopo il 1648, forniti al riguardo da progettisti quali Avanzini, Bernini, Longhena, Martino Longhi, mentre si andava chiarendo quale fosse l’opzione fondamentale che divideva i giudizi, ovvero quella che contrapponeva i fautori della costruzione di una facciata “bella”, ossia “alla romana”, a quelli favorevoli, secondo l’espressione del Bovio, a una soluzione “lasciva”, ossia “alla gotica”.

Nel libro sono riprodotti integralmente i documenti realtivi a questi dibattiti, che documentano le posizioni sostenute da una trentina di architetti, chiamati a dare il loro contributo all’individuazione di una soluzione architettonica adeguata ad esprimere i caratteri di un monumeto che si riteneva dovesse proprosi come un modello nel mondo della Controriforma.

Come sostengono Repishti e Schofield, il loro sforzo è stato quello di individuare e seguire il filo rosso che riconnette le vicende verificatesi dopo la morte di Francesco Maria Richino, dal 1605 caput magister nel cantiere del Duomo, e il momento in cui vennero presentati i progetti di Carlo Buzzi e Francesco Castelli (1645 e segg.). Ma ciò detto, loro scopo non è stato semplicemente quello di studiare una serie pur importante di disegni, quanto  di mettere in luce come il dibattito che questi documentano rifletta fermenti più generali e confronti di ampio respiro, emblematici del clima culturale e religioso instauratosi con la Controriforma, nel contesto dei quali un ruolo decisivo venne svolto dai due principali committenti di cui il libro si occupa, Carlo e Federico Borromeo.


 Alessandra_Poggiani
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