Dottorato in Storia dell’architettura e dell’urbanistica
durata 3 anni
Il programma di dottorato in
Storia dell’architettura e dell’urbanistica è stato formato nel 1984 sotto la
guida di Manfredo Tafuri. Gli oltre cinquanta allievi che da allora hanno ottenuto
il titolo di dottore di ricerca sono oggi in gran parte docenti universitari in
Italia, Europa, Stati Uniti; altri prestano la loro opera presso importanti
istituti di ricerca, case editrici, enti o centri studi nazionali e
internazionali, pubblici e privati.
Obiettivo del dottorato è
formare storici dell’architettura e della città di alta specializzazione,
capaci di affrontare con consapevolezza e rigore ogni problematica inerente la
disciplina nella sua accezione più ampia e comprendente, oltre all’indagine
storiografica su manufatti architettonici, insiemi urbani, giardini, complessi
territoriali, anche la storia delle tecniche e dei materiali, della
rappresentazione, della teoria e del pensiero sull’architettura. Al centro
della riflessione critica sono la cultura, l’operato, la strumentazione, il
pensiero, le scelte di architetti, ingegneri, maestranze, nonché di
committenti, teorici, fruitori che, dall’età antica a quella a noi
contemporanea e in ambiti geografici diversi, hanno contribuito a disegnare il
mondo in cui noi oggi viviamo e che siamo chiamati a comprendere, tutelare,
migliorare.
Al dottorato di ricerca in
Storia dell’architettura e dell’urbanistica del DSA si accede tramite concorso
con prove scritte e orali cui sono ammessi, senza limitazione di età e
cittadinanza, i laureati di università italiane o straniere; per l’Italia
valgono i titoli previsti dalla vigente normativa, per l’estero quelli
riconosciuti dal collegio docenti.
Il corso ha la durata di tre
anni, entro i quali ogni dottorando è tenuto a portare a termine una tesi in
cui presentare e discutere un originale e autonomo lavoro di ricerca approvato
dal collegio docenti e condotto sotto la guida di uno o più tutor, anche
esterni al dottorato. La tesi, di norma, è scritta in lingua italiana, il
collegio docenti può tuttavia autorizzarne la stesura anche in una lingua
diversa. Al termine del terzo semestre di corso il collegio docenti verifica il
progetto scritto di tesi, il lavoro fin lì svolto, nonché l’attitudine di ogni
singolo allievo alla ricerca storica. Il collegio docenti può autorizzare la
richiesta al Rettore di una proroga per la consegna della tesi fino a un
massimo di un anno.
L’esame finale è condotto da una
commissione composta soprattutto da studiosi di chiara fama esterni al
dottorato e consiste in un’ampia discussione sulla ricerca svolta e sulle
problematiche ad essa inerenti. Il giudizio tiene conto anche del parere
espresso dal collegio docenti in merito alle attività svolte dal dottorando
nell’arco dei tre anni del corso.
I dottorandi entrano da subito a
far parte della comunità scientifica del DSA, possono partecipare ai progetti
di ricerca promossi dai suoi docenti, alla messa a punto dei programmi delle
attività culturali del dipartimento, alla discussione sugli esiti delle
ricerche in corso; possono contribuire all’attività didadattica con lezioni o
seminari inerenti i loro specifici ambiti di ricerca.
Il dottorato prevede però anche
un programma di attività specifico per i suoi allievi, teso a rendere familiari
gli approcci e i metodi della disciplina nel suo lungo percorso storico, nonché
a favorire un atteggiamento flessibile nello studio e uno scambio aggiornato
con la comunità scientifica internazionale. Attenzione particolare è prestata
agli aspetti tecnici della ricerca, come la conoscenza e l’uso degli archivi e
delle biblioteche, la lettura delle fonti manoscritte e a stampa e dei disegni
di architettura, l’analisi diretta dei manufatti; alla diversità degli approcci
e all’importanza di discipline parallele quali, ad esempio la storia dell’arte,
la storia dell’economia, la storia delle idee; alla conoscenza e frequentazione
dei principali centri italiani o stranieri per lo studio della storia
dell’architettura; e, infine, anche alle modalità di presentazione dei risultati in comunicazioni verbali, in
elaborati scritti, in immagini.
L’esperienza e gli interessi del
corpo docente del collegio, di cui fanno parte illustri studiosi stranieri, e
dell’intero dipartimento, sono impegnate, inoltre, a incentivare e favorire i
soggiorni di studio all’estero e la presentazione dei lavori di ricerca dei
dottorandi in occasione di convegni sia interni che di ambito nazionale o
internazionale, in pubblicazioni.
Le attività del dottorato,
programmate annualmente in modo da consentire agli allievi di alternare periodi
di lavoro in Venezia e periodi di studio nelle sedi più idonee in relazione ai
loro specifici temi di ricerca, sono svolte di norma in italiano, ma anche in
altre lingue europee, in particolare inglese e francese. Esse si articolano in:
- seminari interni di verifica
periodica del lavoro di tesi svolto da ciascun dottorando;
- seminari con la partecipazione
anche di studiosi esterni per la presentazione e discussione degli stati di
avanzamento del lavoro di tesi svolto da ciascun dottorando;
- seminari di ricerca dedicati a
temi individuati dal collegio docenti in base al programma di studio messo a
punto per l’anno accademico e agli interessi espressi dai dottorandi;
- seminari/viaggi di studio in Italia
e all’estero;
- visite a mostre, musei,
gallerie, collezioni, istituti di ricerca, archivi, biblioteche;
- lezioni/conferenze seguite da
seminari;
- promozione e organizzazione di
giornate di studio e di convegni.
Il dottorando è tenuto a
partecipare attivamente a ciascuna attività, sia con la presentazione di propri
elaborati che con la discussione.
Il dottorato di ricerca in
Storia dell’architettura e dell’Urbanistica del DSA può contare sulle risorse
culturali e scientifiche di Venezia e, in generale, dello IUAV. A disposizione
degli allievi sono, inoltre, il prezioso patrimonio di testi e immagini (anche
digitalizzate) della biblioteca e della diateca del Dipartimento, nonchè spazi
e attrezzature informatiche.