RICERCHE IN CORSO

  

 

 

La rivista “Spazio” di Luigi Moretti

a cura di Marco Pogacnik, Orietta Lanzarini, Luka Skansi

 

La rivista “Spazio” rappresenta, nel contesto italiano degli anni ‘50 e ‘60, uno dei momenti più alti della riflessione teorica sul tema dell’Arte del costruire. Viene pubblicata tra il 1950 e il 1953, in soli sette numeri, ed è curata, impaginata e diretta da Luigi Moretti. Si tratta probabilmente dell’unica rivista di architettura italiana del dopoguerra che possiede le caratteristiche di una rivista “d’avanguardia”. Lo testimoniano le firme di artisti, storici e critici d’arte e di architettura che vi pubblicano, come Gino Severini, Oskar Kokoshka, Michel Tapié, Ardengo Soffici, Mario Sironi, Giulio Carlo Argan, Agnoldomenico Pica, Michel Seuphor, Andre Bloc. Ad essa fece seguito nel 1954 l’omonima galleria fondata a Roma assieme al critico d’arte Michel Tapié.

Durante la sua breve esistenza, “Spazio” fu una piattaforma di discussione e di analisi dei rapporti tra architettura, pittura e scultura, e del rapporto tra dato tecnico e astrazione nelle diverse forme dell’arte figurativa. Attraverso suggestivi percorsi analitici – che assumono come pretesto le opere di Mondrian, Caravaggio, Michelangelo, Borromini, Gaudi, Capogrossi, Burri, Luccichenti, Nervi, Libera, l’architettura romanica toscana, la struttura urbana di Venezia – vengono esplorate, nei diversi secoli e nelle diverse discipline artistiche, le tecniche e le caratteristiche dell’astrazione formale, individuata da Moretti come condizione a-storica delle arti figurative.

In particolare, ciò che viene analizzato in questa singolare esperienza editoriale è il processo – chiamato da Moretti “trasfigurazione” – con il quale una forma razionale e concreta della tecnica e della utilitas, si dota di uno statuto astratto per partecipare al regno dell’arte della costruzione.

Parallelamente alla costruzione teorica e alla stesura della rivista, Moretti è impegnato nella realizzazione di alcuni dei suoi capolavori, come la palazzina “Girasole” a Roma, le case-albergo in via Corridoni e il complesso per uffici e abitazioni in corso Italia a Milano. Edifici nei quali viene raggiunta una straordinaria sintesi tra forma ed espressione strutturale. Quello del rapporto con il dato strutturale è un elemento che occupa un posto centrale nel lavoro di Moretti, Basti riniviare alla sua collaborazione con Pier Luigi Nervi nella progettazione del grattacielo di Place Vitoria a Montreal (1962-1966).

Dall’analisi storica dell’esperienza editoriale di “Spazio. Rassegna delle arti e dell’architettura” ci si attende di poter studiare in particolare il problema del rapporto tra intuizione strutturale e forma architettonica nel quadro della ricerca attualmente avviata dalla nostra unità di ricerca sul tema del rapporto tra architettura e ingegneria in Italia tra gli anni ’50 e ’60.

 

 

 

 

 

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