RICERCHE IN CORSO

1. Ricerche Collettive

 

1. DETAIL. ARCHITECTURE SEEN IN SECTION

 

 

The Biennale Exhibition

 

The master degree course Architecture and Innovation, from the Department of Design and Planning in Complex Environments is joining the Biennale_Sessions with a project developed by the research unit The Art of Building. The project, open to all IUAV students, has been organized in the form of a seminar, with the aim of investigating the architectural language from the point of view of the constructive detail.

 

Biennale Architettura 2014, Sala delle Armi, Arsenale

Exhibition and seminars

8>10 July 2014

 

 

> BIENNALE SESSIONS.

 

 

The Project

 

“Arte del costruire – The Art of Building” research group promotes a collective project entitled: Detail, architecture seen in section.

Our research stems from different sources, e.g. history of art (see as an example the seminal book by Daniel Arasse, Le Détail, 1992) and architectural theory (Edward Ford, The Architectural Detail, 2011). Within this panorama of visual studies we are investigating the notion of detail with a series of case-studies that will reveal its double significance: its constructive and its formal-expressive meaning.

The research analyses examples from post-WWII architecture, specifically the transformations occurred after the introduction of new constructive forms (the frame) and new building materials (reinforced concrete, steel, glass). The wall has lost its monolithic substance, thus its static and physical performance can only be understood by means of a section; a section revealed by the classic tectonic sequence – socle, building envelope and eaves/roof.

 

The aim of this research project is to demonstrate how insightful a section can be, in order to represent the complexity of the architectural artefact, since it allows the simultaneous perception of materiality and form, of building envelope and interior spaces. From this point of view, the section acquires an iconic character.

The emblematic character of the section will be highlighted through a series of panels.

 

 

 

Staff

Prof. Marco Pogacnik, Università IUAV di Venezia

Orsina Simona Pierini, Politecnico di Milano

Arch. Marco Capitanio

Alberto Franchini, Università IUAV di Venezia

Luka Skansi, Università IUAV di Venezia

Arch. Claudia Tessarolo, Università IUAV di Venezia

 

For info: detailsinsection@gmail.com

 

For templates, images, letters see section “materiali” (top-right)

 

 

 

1. DETAIL. L’ARCHITETTURA VISTA IN SEZIONE. BIENNALE SESSIONS

 

Il corso di laurea Architettura e Innovazione partecipa a Biennale_Sessions con un progetto sviluppato all’interno dell’unità di ricerca Arte del Costruire.

 

Il progetto, aperto agli studenti Iuav, è organizzato in forma seminariale e intende indagare il tema del linguaggio architettonico dal punto di vista del dettaglio costruttivo.

 

Gli studenti, nell’arco del semestre, saranno chiamati a ridisegnare e reinterpretare intorno ai 250 dettagli costruttivi di edifici di particolare rilevanza architettonica realizzati a partire dal secondo dopoguerra fino ai nostri giorni.

 

Il dettaglio in sezione è in grado di fornire in maniera sintetica tutte quelle informazioni che riguardano sia gli aspetti costruttivi che il piano più squisitamente architettonico di un manufatto edilizio: la pelle e la sua ossatura, il rivestimento e la sequenza stratigrafica dei materiali che formano l’involucro sia che si tratti di muratura portante o semplice tamponatura.

 

> per saperne di più

> BIENNALE SESSIONS.

 

 

 

2. PRIN 2008

a cura di Marco Pogacnik

L’area di ricerca “Arte del costruire” ha ottenuto i fondi Prin 2008 per la ricerca “La concezione strutturale. Ingegneria e architettura in Italia negli anni cinquanta e sessanta: una ricerca multidisciplinare”, in collaborazione con i Politecnici di Milano e Torino, l’Università degli studi di Udine e l’Università degli Studi Roma Tre

 

 

Il progetto di ricerca dell’unità di ricerca “Arte del costruire”

 

  

 

 

 

> Convegno conclusivo

La concezione strutturale.  Ingegneria e architettura in italia negli anni ‘50 e ‘60

Torino 5>7 dicembre 2012

programma

 

> Atti del convegno

La concezione strutturale. Ingegneria e architettura in Italia negli anni 50 e 60

a cura di Paolo Desideri, Alessandro De Magistris, Carlo Olmo, Marko Pogacnik, Stefano Sorace, Allemandi, Torino 2013

presentazione del libro

 

> Atlante dell’architettura italiana degli anni ’50 e ’60. Figure, forme, tecniche costruttive

Sul sito atlante.iuav.it è consultabile la versione beta dell’atlante dell’architettura italiana degli anni ’50 e ’60.

Curato da Marco Pogacnik e Luka Skansi, all’interno del progetto di ricerca PRIN 2008, l’atlante è stato realizzato insieme al Sistema bibliotecario e dei laboratori IUAV.

 

> Mostra ATLANTE

a cura di Luka Skansi, sala espositiva “Gino Valle 4 > 21 giugno 2013

Altre attività svolte nell’ambito del tema di ricerca:

programma

 

 

Altre attività svolte nel corso della ricerca (2010-13):

 

> Convegno

Omaggio a Edoardo Benvenuto

Quali metodi, quali strumenti e quale storia per i saperi dell’Arte del costruire

a cura di Roberto Masiero e Marco Pogacnik

programma

 

> Giornata di studio

Cupole e volte nelle tecniche costruttive del novecento. Il contributo dell'ingegneria ad una figura dell’architettura monumentale

a cura di Marco Pogacnik

programma

 

> Giornata di studio

Architettura e innovazione strutturale in Italia tra gli anni ’50 e ’60

a cura di Marko Pogacnik e Luka Skansi

programma

 

> Politecnico di Torino, 9 settembre 2010.

Primo seminario di orientamento e indirizzo della ricerca.

Il lavoro sull’Atlante delle figure strutturali svolto dall’area di ricerca è stato presentato da Luka Skansi e discusso con i proff. Sergio Pace, Carlo Olmo, Pierre-Alain Croset, Alessandro De Magistris, Orietta Lanzarini e gli assegnisti di ricerca del Politecnico di Torino.

 

> Politecnico di Milano, 11 febbraio 2011

Seminario di verifica intermedia, con presentazione dei primi risultati della mappatura di fonti ed opere.

Marco Pogacnik e Luka Skansi hanno presentato il progetto Atlante e discusso con i proff. Sergio Pace, Carlo Olmo, Pierre-Alain Croset, Stefano Sorace, Giulio Barazzetta, Cino Zucchi, Alessandro De Magistris, Orietta Lanzarini e gli assegnisti di ricerca del Politecnico di Torino e Milano.

 

> Milano, 13 giugno 2011
Seminario:
"La costruzione in acciaio nell'Italia del primo dopoguerra. Imprese, studi di progettazione, industrie"
con la partecipazione di Mario De Miranda, Fabrizio De Miranda, Luka Skansi, Alessandro De Magistris, Federico Deambrosis, Marco Pogacnik

> Politecnico di Torino, 12 luglio 2011
Seminario sullo stato di avanzamenteo delle ricerche
Relazioni di
Alessandro Brodini: L'archivio Sergio Musmeci al MAXXI di Roma. Prospettive di ricerca
Orietta Lanzarini: la Tower of Stock Exchange a Montreal (Moretti e PL Nervi)

 

 

 

 

3. Progettare l’esistente. Rigenerazione urbana e strategie di intervento

Due casi studio: Venezia-Porto Marghera e Münster-Porto Fluviale

 

Nell’ambito del dibattito contemporaneo teorico e operativo sulla cultura del progetto, la questione della rigenerazione urbana e architettonica è in questi anni diventata centrale, e rispecchia una congiuntura sociale ed economica a cui anche la disciplina architettonica deve dare concreta risposta.

Il programma di ricerca riguarda infatti il progetto di rinnovamento e rigenerazione di alcune aree industriali-produttive-infrastrutturali dismesse all’interno dei due casi studio di Venezia-Porto Marghera e Münster: centri urbani con affinità tali consentire un intervento con modalità progettuali analoghe, pur nella particolarità di ogni ambito, in quanto presentano distretti portuali e produttivi in dismissione vicini al centro storico e segnati dalla presenza di un waterfront ora in parte abbandonato, da restituire ad un uso civile.

Alla scala del progetto urbano, ciò verrà sperimentato attraverso operazioni progettuali e strategie di intervento riassumibili nella progettazione di prototipi architettonici residenziali (con relative strutture di servizio) che dovranno riguardare da una parte la riconversione di antichi manufatti dismessi e in grado di rinnovarsi in nuovi scenari, e dall’altra la progettazione di nuove architetture, e degli spazi pubblici e privati delle loro relazioni: la piazza, il parco, il boulevard, il giardino.

Alla scala architettonica, l’attenzione sarà rivolta ad un tipo di abitare fortemente caratterizzato dallo “spirito del tempo”, secondo il quale per motivi economici e sociali lo spazio della casa si riduce e nel contempo si perfeziona nel suo valore civile e nella sua qualità domestica, fino ad accogliere, in una flessibilità virtuosa, anche i luoghi del lavoro e dell’attività professionale.

Il programma di ricerca troverà collocazione all’interno di un programma ampio e articolato di studi e sperimentazioni teorico-progettuali sui temi in oggetto e terrà assieme atenei diversi e attività scientifiche di rilevanza internazionale. >>

 

 

 

 

 

4. Architettura in Jugoslavija (1918-1990)

a cura di Luka Skansi

 

  

 

 

Il gruppo sviluppa ricerche focalizzate su tematiche riguardanti l’architettura e la città nelle diverse fasi storiche che hanno caratterizzato l’ex-Jugoslavija: il regno della Jugoslavija nel periodo tra i due conflitti mondiali (1918-1940), gli anni della Jugoslavija socialista (1945-1989), il recente sviluppo in seguito alla disgregazione (1991-).

Inoltre, in collaborazione con una rete di studiosi provenienti dalle Università del territorio della ex-Jugoslavija e internazionali, promuove una ricerca dal titolo Unfinished Modernizations: Architecture and Urban Planning in Former Yugoslavia—Between Utopia and Pragmatism. Una ricerca multidisciplinare che analizza i molteplici aspetti riguardanti l’ambiente costruito delle città.

 

>1-2 ottobre 2010 si è svolta a Zagabria (Croazia) la prima conferenza Unfinished Modernizations: Outlining of Tendencies.

L’unità di ricerca partecipa con il proprio contributo, nel delineare le linee generali di ricerca.

- La seconda conferenza Learning from Mondernisations si è svolta a Skoplje, Macedonia, (1-2 aprile 2011). Ines Tolic ha curato per l’evento la mostra Borba Federal Architecture Award: A Pan -Yugoslav Discourse Between Regional Identities (02-08.04.2011)

 

> novembre 2012

Inaugurazione della mostra Unfinished Modernisations. Between Utopia and Pragmatism. Catalogo: Unfinished Modernisation. Architecture and urban planning in the former Yugoslavia and the succesor states, Umetnostna Galerija, Maribor

 

Il gruppo di ricerca ha partecipato alla mostra e al catalogo con la curatela della sezione A "taste" for structure. Architecture and structural figures in Slovenia 1960-1975

 

 

> Giugno 2011

Luka Skansi è entrato a far parte del Network 45+: Post-War Architecture in Europe”, una rete internazionale di giovani studiosi che si occupano del tema dello sviluppo dell’architettura e della città nel dopoguerra.

Il “kick-off” della costruzione della rete di studi è rappresentato dal convegno Architektur und Staedtebau der Nachkriegsmoderne che si è svolto tra il 22 e il 24 luglio a Berlino, presso Institut für Stadt- und Regionalplanung, Fachgebiet Denkmalpflege, TU Berlin.

programma

 

> Gennaio 2013

Luka Skansi e Ines Tolic hanno curato il convegno Jugoslavija – architettura e città (1945-91). I nuovi studi. Aula Tafuri, Palazzo Badoer

programma

 

 

 

2. Ricerche Individuali

 

 

2.1 Marco Pogacnik

Il Tempio di Teseo di Pietro Nobile a Vienna

Un moderno “white cube”

 

 

Tra fine 2010 e inizio 2011 si attende la riapertura del tempio di Teseo a Vienna dopo una lunga chiusura al pubblico per restauro. Obiettivo del progetto è quello di organizzare in occasione di tale evento una mostra accompagnata da un convegno che illustri l’importanza architettonica e artistica di questo monumento

 

1. La mostra

Il tempio di Teseo, opera dell’architetto ticinese Pietro Nobile, è un tempio periptero dorico che è situato all’interno del Volksgarten nel centro di Vienna a pochi passi dallo Hofbrug. Il tempio è stato costruito nel 1823 per alloggiarvi il celebre gruppo scultoreo del Teseo opera di Antonio Canova oggi esposto nel Kunsthistorisches Museum. Il tempio consta di una cella superiore e di vasti ambienti ipogei accessibili attraverso una galleria che si raggiungeva attraverso un piccolo padiglione oggi distrutto.

 

Il progetto prevede di ricostruire nella cella ipetra l'allestimento come era stato pensato in origine da Canova. Il gruppo scultoreo sarebbe dovuto essere collocato su un piedestallo munito di cerniere in acciaio che poteva ruotare attorno ad un perno centrale in modo da orientare la statua rispetto alle migliori condizioni di luce. Lo zoccolo –che non venne mai realizzato- potrebbe essere ricostruito in occasione della mostra sulla base dei disegni orignali di Nobile conservati a Trieste consentendo allo spettatore di compiere l'esperienza immaginata da Canova di poter spostare la statua nello spazio a seconda delle mutevoli condizioni della luce che si creano nell'arco di una giornata e delle diverse stagioni dell'anno. Tale effetto dovrebbe essere garantito dalla installazione nel lucernario di un dispositivo illuminotecnico realizzato dalla Lichtakademie Bartenbach.

 

Il progetto viene condotto in collaborazione con:

Lichtakademie Bartenbach Aldrans (Innsbruck)

Institut für Architekturtheorie und Baugeschichte. Universität Innsbruck

 

 

2.2 Marco Pogacnik

Adolf Loos e Vienna

Nuove ricerche

 

Al fondamentale studio di Rukschcio e Schachel del 1982 sull’opera di Adolf Loos sono seguite nei decenni successivi diverse pubblicazioni che hanno avuto il compito di approfondire di volta in volta aspetti diversi dell'opera del grande architetto moravo. Tra queste pubblicazioni vanno annoverate la grande mostra di Vienna del 1989, quella di Roma del 2007 e poi gli studi più mirati di Max Risselada (1988) sul tema della pianta libera, di Werner Oechslin sul problema del rivestimento (1994), quello di Eva Ottilinger sul progetto degli interni e degli oggetti di arredo (1994) e di Beatriz Colomina (1996) sul significato sociale e pubblico dell’immagine architettonica di Loos. Tali studi sono stati accompagnati dalla controversa publicazione degli scritti di Adolf Loos compiuta da Adolf Opel.

In tale panorama di studi risultava finora poco studiato il problema del rapporto di Loos con la sua città di elezione, Vienna. Un rapporto che la presente ricerca vuole affrontare dal punto di vista della tradizione architettonica dei grandi maestri viennesi da Otto Wagner fino a Max Fabiani.

La ricerca è un'opera collettiva alla quale partecipano tra i maggiori studiosi dell'architettura viennese (H.Czech, P. Haiko, B. Rukschcio). Scopo della ricerca svolta dall'unità di Venezia è quello di indagare la genesi del progetto per la Michaelerplatz mostrandone il rapporto complesso con la tradizione architettonica viennese.

 

 

 

2.3 Luka Skansi

L’architettura di Gino Valle

 

2010

Pierre-Alain Croset, Luka Skansi, Gino Valle, Electa, Milano 2010.

 

 

Fin dalle prime opere realizzate negli anni cinquanta a Udine e nel Friuli, Gino Valle (1923-2003) fu riconosciuto dalla critica internazionale come una delle figure più originali e creative dell'architettura europea del dopoguerra. Il suo talento artistico, associato a una grande curiosità intellettuale e a un'autentica passione per la sperimentazione di nuove tecniche costruttive, portò Valle a elaborare un'opera architettonica decisamente aperta e multiforme.
Nei centri minori del Friuli e del Veneto oppure nei contesti metropolitani di New York, Parigi e Berlino, case popolari e banche, stabilimenti industriali e uffici, municipi e palazzi di giustizia rimangono oggi non solo solidi esempi di grande attualità, ma sono vere e proprie opere di riferimento per la discussione di temi progettuali significativi che riguardano la relazione tra nuova architettura e preesistenze storiche, tra insediamenti industriali e paesaggio aperto, tra disegno urbano e progetto di architettura. Una parte molto consistente della sua opera fu dedicata al programma tipicamente "moderno" degli spazi del lavoro -la fabbrica e l'ufficio- in risposta ad una committenza prima regionale e nazionale (le industrie Zanussi, Fantoni, Olivetti), e successivamente multinazionale (l'IBM, la Banca Commerciale Italiana, la Deutsche Bank).

A venti anni di distanza dall'uscita dell'unica monografia completa a lui dedicata, da tempo esaurita, il libro ricostruisce in 15 capitoli tematici, corredati da 60 schede descrittive delle principali opere, la complessa e intensa attività progettuale del maestro friulano, tracciando diversi percorsi di lettura attraverso i contesti geografici, i caratteri formali, i linguaggi costruttivi, i riferimenti intellettuali di un'opera che sfugge ad ogni semplicistica classificazione.

 

 

2009

 

Gino Valle. Deutsche Bank Milano, Electa, Milano 2009.

 

 

Il volume è interamente dedicato all'edificio per uffici dell'istituto bancario tedesco Deutsche Bank a Milano la cui progettazione è stata affidata, a partire dal 1997, all'architetto friulano Gino Valle (1923-2003).
L'edificio sorge nel contesto suburbano del quartiere Bicocca, il cui piano di riconversione dell'aera è opera di Vittorio Gregotti, su un lotto la cui posizione individua una porta verso la città che Gino Valle interpreta con un oggetto spezzato che gioca sulle variazioni luminose e percettive dei suoi segmenti che si susseguono nell'attraversamento del quartire.
Schizzi, disegni tecnici, fotografie di cantiere e dell'edificio finito costituiscono l'iconografia del volume che documenta l'austerità e l'eloquenza dell'architettura caratterizzata da un basamento rivestito in marmo lucido nero, da volumi massivi rivestiti da marmo grigio Repen, da finestre angolari che sgravano il peso delle facciate, da sbalzi verso il cortile interno, da finestre continue sulle facciate verso la piazza opposte alle aperture puntuali rivolte verso la città.
L'architettura di Valle per la Deutsche Bank, oltre ad attingere dalle esperienze precedenti maturate nella ricerca sulla tipologia del corpo lineare per uffici, dalla sede dell'IBM alla Défense (1984-88) all'Olivetti a Ivrea (1988-89), conferma l'interesse per la potenza formale delle architetture urbane del primo ventennio del XX secolo. Il volume, oltre a dedicare spazio agli interni dell'edificio, studiati e allestiti su progetto di Italo Rota, termina portando l'attenzione sulla collezione di arte contemporanea dell'istituto di credito e sulle relazioni visive e spaziali che le opere d'arte stabiliscono nell'architettura e in chi ne fa uso.

 

 

 

 

 

3. Archivio – Ricerche concluse

 

 

 

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