Palazo Badoer

Appello per il palazzo firmato Gardella

Non sfigurate la Casa al parco

 

 

 

Da “La Repubblica”, 05 gennaio 2011 —  sezione: MILANO, pagina 5  

 

«CHE succede alla "Casa al parco" di Ignazio Gardella?». A molti, magari, abituati a vederla percorrendo via Paleocapa, quella palazzina bianca affacciata su piazza Castello e il verde del Sempione non sembra avere niente di particolare. Ma quell' edificio realizzato tra il 1946 e il 1953 compare su tutti i libri di architettura ed è considerato un "monumento moderno" da progettisti e cultori. Inevitabile, quindi, che gli alti ponteggi comparsi a impacchettare le sue rigorose facciate abbiano allarmato un gruppo di architetti e docenti. Che temono un sopralzo. Per questo hanno iniziato a cercare notizie sull' intervento in corso, «che appare destinato a mutarne fortemente l' equilibrio e il significato», aperto blog dove si discute del caso e, soprattutto, hanno lanciato una petizione sul web che ha subito superato le ottanta firme. «Per chiedere al ministro per i Beni culturali, al presidente della Regione e al sindaco se possa essere evitata questa che sembrerebbe grave indifferenza nei confronti della cultura architettonica europea». Una «mobilitazione spontanea», dicono, «destinata a crescere». Ha conosciuto uno strano destino, la "Casa Tognella" - conosciuta come "Casa al parco" - dell' architetto Ignazio Gardella. Quella che la Triennale ha inserito anche come tappa obbligata di un percorso turistico, fu disconosciuta dal suo stesso progettista, in quanto in parte snaturata dai dissidi con il committente. Aveva progettato un piano in meno, Gardella. E, adesso, la possibilità che l' edificio venga ulteriormente alzato è proprio quello che temono i primi firmatari della petizione. Quegli alti ponteggi, infatti, sono comparsi per un recupero di sottotetto. Un progetto che ha avuto tutte le autorizzazioni, naturalmente, ma che preoccupa gli architetti. L' iter è iniziato nel 2006 e, tra permessi e pareri, è arrivato fino al cantiere di oggi. A far scattare la mobilitazione, soprattutto la richiesta, presentata agli uffici comunali, per una «modifica dell' attuale copertura e la realizzazione di due terrazzi e di un manufatto nella zona centrale a sottotetto». Questo è scritto nella pratica iniziale del 2006. Da qui parte la volontà di capire: «Cosa succederà alla "Casa al parco"?». «Il nostro è un allarme per la possibile manomissione del capolavoro di un maestro», lo definisce Francesco Collotti. È lui, docente alla facoltà di architettura di Firenze e al Politecnico in Bovisa, uno dei promotori dell' iniziativa. Che spiega: «Stiamo parlando di un edificio molto significativo dell' architettura moderna e per salvaguardarlo abbiamo attivato una rete in tutta Italia. Vogliamo avere informazioni perché il timore che possa essere realizzato un sopralzo c' è. A Milano non sarebbe certo il primo caso. La città che ha appena inaugurato il museo del Novecento non può dimenticare la sua architettura moderna, un valore aggiunto». Anche il presidente dell' Ordine degli architetti Daniela Volpi si è interessata al caso: «Mi sono preoccupata quando ho visto quei ponteggi e ho subito chiamato la progettista. Mi ha assicurato, però, che sta facendo un lavoro di restauro attento, recuperando i sottotetti che già esistevano come abitazioni per la servitù. Non ci sarebbe nessun sopralzo e, in questo momento, non ho motivo di credere che non sia vero». Il problema, secondo Volpi, è ampio: «La sovrintendenza dovrebbe occuparsi anche degli edifici moderni. Come Ordine abbiamo protestato anche contro i lavori sulle facciate di un edificio a Quarto Cagnino, uno degli esempi simbolo dell' edilizia sovvenzionata della città, che ne hanno cancellato la storia». IL FORUM SUL SITO Il progetto per la Loggia dei Mercanti: dite la vostra nel forum sul sito milano. repubblica.it - ALESSIA GALLIONE

 

 

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