Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

presentazione

 

Il rinnovato interesse per i modi del costruire propri delle architetture del passato trova ragioni e stimoli tra loro diversi.

Che la materia del costruito non sia un mero accidente dell’architettura intesa come disegno e immagine, ma ne rappresenti un presupposto formante, un contenuto e un senso, per la capacità di testimoniare saperi e tecniche nel tempo, è acquisizione sempre più condivisa sia in ambito storiografico sia in ambito conservativo. All’attenuarsi delle separazioni e gerarchie neoidealiste fa da contraltare l’aumento delle forme di interesse e capacità archeometriche, in grado di estrarre conoscenze scientifiche da tutte le materie costruite e di contribuire a rinnovarne l’attribuzione di senso.

Per altro verso, le nuove forme di verifica dell’efficienza del costruito –sismico-strutturale ed energetica soprattutto, ma anche funzionale e in ordine alla prestazione visiva- introducono aspettative e protocolli che investono severamente la materia costruita.

In questo quadro generale, Venezia -grande città del passato ancora conservata ma ora in rapido mutamento, e luogo di spiccati e talvolta esclusivi endemismi costruttivi- deve saper rinnovare su basi scientifiche attuali la consapevolezza delle proprie peculiarità storico-costruttive, partecipando così al più vasto –italiano ed europeo- ridisegno delle geografie culturali del costruire storico. Deve saper proporre questa conoscenza, da un lato, come contenuto non accessorio ma fondamentale della sua permanenza e fruizione anche turistica, e dall’altro come tessuto rispetto al quale mettere a fuoco specifiche tecniche e protocolli conservativi in ambito strutturale, energetico e delle prestazioni visive che per essa siano calibrati.

In buona sostanza, è necessario rivolgere un nuovo sguardo a Venezia a partire dalle materie che la formano, per riprecisare gli obiettivi e i modi della conoscenza prima e del restauro poi, perché sia possibile rispettarne e valorizzarne appieno le peculiarità.

L’unità di ricerca intende contribuire in più punti a questo processo, sviluppando con nuova organicità conoscenze e ricerche, già avviate su questo tema da ciascuno dei suoi componenti.

 

Francesco Doglioni

 

 

componenti dell’unità di ricerca

 

docenti strutturati Iuav

prof. Francesco Doglioni

prof. Eugenio Vassallo

 

docenti strutturati di altri atenei

prof. Giulio Mirabella Roberti

[Università di Bergamo - docente supplente Iuav laurea Clasarch-Costruzione]

 

docenti a contratto Iuav

arch. Ilaria Cavaggioni

[Soprintendenza per i Beni Architettonici di Venezia]

ing. Alberto Lionello

[Soprintendenza per i Beni Architettonici di Venezia]

arch. Paola A. Squassina

arch. Francesco Trovò

 

dottori di ricerca

arch. Luca Scappin

 

collaboratori, architetti, studiosi e professionisti

arch. Michele Bondanelli

 

 

linee, temi o questioni della ricerca

 

L’Unità di Ricerca si propone di svolgere la propria attività facendo convergere e interagire al proprio interno tematiche in parte già affrontate dai suoi componenti attraverso ricerche di varia natura (contratti, convenzioni, ecc.), in via di conclusione o ancora in corso, e utilizzando, mettendo a frutto e ampliando con un disegno unitario le banche dati già formate e i risultati conseguiti con quelle ricerche.

Pertanto una parte dei temi dell’Unità si innesta su ricerche in atto di cui acquisisce e si propone di sistematizzare i dati e i risultati già raggiunti, mettendo a fuoco in continuità gli obiettivi da raggiungere attraverso ulteriori sviluppi, e aprendo nuovi temi affini e complementari a quelli già affrontati.

Di conseguenza, l’Unità di ricerca si propone di raggiungere alcuni risultati già definiti quanto a tema ed entità entro un termine temporale relativamente breve, ma di porre al tempo stesso le basi per una attività di medio-lungo periodo i cui risultati possano essere via via riprecisati in base all’accumulazione dei dati e all’acquisizione progressiva delle competenze necessarie ad elaborarli e a finalizzarne l’utilizzo.

 

L’impianto del sistema di accumulazione dei dati e della loro possibilità di utilizzo anche interattivo è quindi obiettivo primario della unità di ricerca e strumento dei possibili avanzamenti, per consentire ad essa e ai suoi partecipanti un respiro pluriennale, non episodico e non legato a singole scadenze di finanziamento e attività di convenzione.

 

 

obiettivi

 

Il primo obiettivo dell’unità di ricerca è rappresentato dalla messa a frutto, attraverso una pubblicazione conclusiva, dei Risultati della ricerca CORILA, sulla quale innestare ulteriori sviluppi.

Le specificità dell’edilizia storica veneziana, legate a forme di costruzione peculiari che derivano dall’adattamento all’ambiente lagunare, hanno dato origine ad altrettanto particolari e correlate forme di dissesto. Il principale nucleo d’interesse della ricerca ha perciò riguardato la comprensione del “congegno” della fabbrica veneziana e del suo comportamento nel tempo, attraverso l’individuazione e la descrizione delle particolari caratteristiche costruttive, e più in generale delle concezioni strutturali, nonché delle relative forme di degrado e di dissesto.

 

 

attività svolta

 

È stato attivato, anche in combinazione con attività didattiche, un processo di ricognizione sistematica dell’edilizia storica, fondato su una prima fase di censimento generale di elementi di interesse e su un momento successivo di selezione e di analisi di edifici esemplificativi di peculiarità costruttive e/o meccanismi di dissesto, attraverso le tappe di seguito indicate:

 

 -Rilievo delle principali tessiture murarie presenti nei manufatti dell’edilizia storica veneziana, realizzando campionature di pannelli murari di epoche diverse al fine di costruire un primo schema di atlante cronologico in grado di evidenziare non solo le dimensioni dei mattoni ma anche i caratteri costruttivi dello strato murario.

- Campagna di studio relativa ai sistemi di connessioni tra fronti esterni, muri interni e solai, evidenziando il ruolo dei sistemi tradizionali di connessione con “fiube” in pietra e metallo; sono state inoltre studiate le principali differenze costruttive fra le murature di spina o di bordo in relazione all’ammorsamento alle murature di facciata, evidenziando le possibili conseguenze sul piano del dissesto statico. Sono state individuate alcune peculiari caratteristiche costruttive che mostrano di ingenerare specifici processi di danno: tipologie costruttive a muratura su barbacani, sistemi basamentali su pilastri, angolate.

- Individuazione delle principali tipologie costruttive dei sistemi fondali degli edifici veneziani. Alla descrizione dei sistemi fondazionali, generalmente costituiti da palificate e madieri lignei sormontati da mattoni e pietra, si aggiunge il contributo alla conoscenza dei fenomeni di interazione terreno-struttura fornito dall’inquadramento generale del sottosuolo sulla base dei risultati di indagini geotecniche condotte nei vari sestieri della città di Venezia.

- Studio sui sistemi di copertura dell’edilizia veneziana, in particolare sono stati esaminati alcuni casi desunti dalla documentazione sugli interventi dell’Archivio Legge Speciale del Comune di Venezia, mentre in tre casi significativi è stato possibile effettuare un rilievo descrittivo: il reticolo di copertura concorre infatti, assieme ad altri elementi costitutivi della fabbrica, a definire l’organismo scatolare che caratterizza la tecnica costruttiva veneziana.

- Indagine sugli assetti costruttivi delle facciate veneziane (deviazione intenzionale dalla verticalità delle facciate verso l’interno –entropiombo– e mancato ammorsamento di alcuni muri di spina rispetto alle facciate stesse). Una questione ampiamente dibattuta nel passato, da cui si è preso spunto per una verifica effettuata con la collaborazione del Circe - Iuav su una serie di edifici appartenenti ad epoche diverse, sui quali è stato possibile constatare la presenza di un entropiombo iniziale del fronte non riconducibile ad uno stato di dissesto, ma confermata dalla scoperta di accorgimenti costruttivi specifici.

- Studio dei principali meccanismi e fattori di crisi del sistema strutturale in modo da differenziare gli assetti costruttivi delle facciate veneziane da quelli deformativi, intesi come effetto di un’evoluzione patologica dell’assetto iniziale.

 

Le osservazioni sui fenomeni di dissesto riconducibili alle diverse caratteristiche costruttive hanno consentito di mettere a punto una proposta di abaco di forme di dissesto, in cui vengono evidenziati i legami fra quadro fessurativo/deformativo e carattere/peculiarità costruttiva. Tale atlante costituisce un primo elemento di riferimento per la lettura e l’interpretazione delle diverse forme del dissesto. Sono stati indagati in particolare gli effetti del cedimento differenziale delle fondazioni, che si dimostra essere una delle cause principali di alcuni fenomeni di dissesto che riguardano i muri di spina e di bordo dell’edilizia veneziana.

Al fine di indicare una possibile procedura diagnostica efficace per l’individuazione dei fenomeni di dissesto veneziani, sono state svolte  una serie di prove non distruttive e poco distruttive a Palazzo Pisani nei pressi di Campo  Santa Marina (sestiere di Cannaregio).

L’esito di queste prove consente di valutare l’efficacia degli strumenti diagnostici utilizzati al fine di integrare il quadro conoscitivo relativo al comportamento strutturale, in particolare riguardanti lo stato di conservazione delle strutture murarie, il carico da esse sopportato, i solai lignei, l’efficacia dei sistemi metallici di contenimento.

Vi è l’intenzione nell’ambito della ricerca 2009 stessa di formare un web- GIS relativo alla città di Venezia con i dati elaborati nel corso delle diverse ricerche.

 

Nell’ambito della ricerca RELUIS sulle murature, con particolare riferimento alla caratterizzazione, valutazione di efficienza e tecniche di consolidamento, sono stati messi a punto protocolli per la valutazione dell’ingranamento, per la esecuzione di prove soniche e relativa interpretazione dei risultati. Sono state inoltre eseguite sperimentazioni sul consolidamento attraverso impregnazione.

 

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