Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

 

 

 

 

Pensiero arte architettura percezione nel progetto di paesaggio

 

 

membri dell’unità di ricerca

 

Renato Bocchi coordinatore e responsabile scientifico

 

Renato Rizzi  

associato ICAR14

Sara Marini  
assegnista ICAR14

Gundula Rakowitz  
prof a contratto ICAR14

Juan Manuel Palerm  
prof a contratto ICAR14

Paolo Ceccon  
prof a contratto ICAR 14

Paolo Bürgi  
prof a contratto ICAR15

Mariapia Cunico  
associato ICAR15

Luigi Latini  
prof a contratto ICAR15

Agostino De Rosa  
ordinario ICAR17

Giuseppe D’Acunto  
assegnista ICAR17

Malvina Borgherini  
ricercatrice ICAR17

Emanuele Garbin  
assegnista ICAR17 

Cristina Barbiani  
dottoranda ICAR18

Enrico Fontanari  
associato ICAR21

Alberto Bertagna  
assegnista ICAR21

Michela De Poli  

prof a contratto ICAR21

Angela Vettese
associato, L/ART 04

Daniele Del Giudice  

prof a contratto …

Anna Marson  
associato ICAR20

Nino Marguccio  
associato ICAR20

 

collaborazioni esterne all’ateneo:

Piotr Barbarewicz, Università di Udine

Giovanni Corbellini, Università di Trieste

 

collegamenti con altre Unità di ricerca Iuav:

L’unità ha evidenti collegamenti e coordinamenti con le altre Unità interne all’Area di ricerca “Il progetto di paesaggio” e in ispecie con le Unità denominate “Paesaggi rifiutati e abbandonati” (resp. E. Fontanari) e “Paesaggi di strati” (resp. M. Cunico), “Governo e governance del paesaggio” (resp. M. Reho).

Collegamenti vi sono anche con l’Unità di ricerca “Fare mostre per fare storia” (resp.A. Vettese), con l’Unità di ricerca “Rappresentazione” (resp. M.Borgherini) e con l l’Unità di ricerca del gruppo storico (resp. R. Dubbini).

 

 

contesto e finalità del progetto di ricerca

[note a cura di Renato Bocchi, con la collaborazione di Cristina Barbiani, Sara Marini, Renato Rizzi]

 

 

premessa

L’Unità di ricerca qui proposta – fondandosi principalmente sull’esperienza maturata all’interno di alcuni laboratori integrati del corso di laurea specialistico in architettura per il paesaggio dell’Iuav, ma aggregando anche alcune ricerche parallele in corso nei dipartimenti di progettazione architettonica, urbanistica, pianificazione e arti dell’Iuav – intende costituire un nuovo nucleo interdisciplinare sul tema del progetto di paesaggio, che lavori congiuntamente all’elaborazione di una posizione culturale – teorica e applicativa - maturabile nel confronto dialettico fra discipline dell’estetica, dell’architettura, delle arti e del paesaggismo.

 

L’Unità si costruisce quindi sperimentalmente come “luogo comune di confronto” di diversi filoni di interessi e di ricerca già presenti nell’Iuav (alla stregua di un “centro-studi”) e punterà pertanto in questa prima fase soprattutto verso la convocazione di convegni e seminari e la messa in essere di esperienze applicative (workshop, singole ricerche di campo occasionate da convenzioni e collaborazioni con enti esterni), tali da porre a diretto confronto operatori di diversa provenienza disciplinare, nonché sull’incentivo ad esplicitare le “tesi” su cui può fondarsi tale dibattito, attraverso un ampliamento della gamma di pubblicazioni fin qui già prodotte dai partecipanti (cfr. regesto delle pubblicazioni recenti riportato in calce).

 

Per questo motivo, le richieste di co-finanziamento avanzate puntano soprattutto a favorire attività e iniziative congiunte, che consentano quest’apertura di dialogo e cementino il gruppo, sulla scia di alcune esperienze seminariali già in atto o programmate. Accanto a questo obiettivo primario, l’Unità intende valorizzare il lavoro già avviato da giovani ricercatori (assegnisti e dottori di ricerca), favorendone la continuazione e l’approfondimento quale contributo trainante anche per l’ulteriore chiarificazione delle tesi identificanti le posizioni culturali espresse dai partecipanti.

 

 

1. obiettivi generali

Il paesaggio non ha senso se non esiste un uomo che lo osserva e – di più - concretamente lo vive, in una totalità di esperienza sensoriale.

Progettare il paesaggio significa proporre un’interpretazione (percettivo-sensoriale ed esistenziale) del territorio (naturale e antropico) e tradurla in nuovi spazi e nuove forme.

Tanto più forte sarà il contributo del progetto al paesaggio quanto più il paesaggio verrà non semplicemente contemplato ma profondamente ascoltato e intimamente vissuto.

Il progetto di paesaggio e il progetto di architettura relazionato col paesaggio sono principalmente “progetti di relazioni”, architetture di relazioni.

 

L’aspetto “relazionale” del progetto di paesaggio, insieme con la centralità dei fattori tempo e movimento, conferiscono una spiccata specificità a questo campo di ricerca progettuale, accentuando i valori contestuali sia in senso geografico sia in senso storico-culturale (di rapporto con i luoghi e con le identità territoriali), quelli di variabilità temporale (i mutamenti stagionali, le relazioni con le condizioni climatiche), quelli di dinamismo e cinematismo (le spazialità lette secondo i movimenti dell’osservatore-fruitore).

L’obiettivo è quindi costruire strumenti teorici e progettuali atti a restituire il ruolo di mediatore a cui è chiamato oggi il paesaggio partendo dagli assunti della nuova definizione dello stesso offerta dalla Convenzione Europea del Paesaggio.

 

La nuova definizione di paesaggio chiede di rivedere il bagaglio operativo alla luce della nuova immagine assunta dai territori. La fortuna conosciuta in questi anni dal termine paesaggio, la sua riscoperta, si lega infatti ad un problema identitario e di restituzione e soprattutto di percezione, intesa come lettura da parte di chi vive ed attraversa i territori, le realtà comunemente vissute.

Per leggere, capire e di conseguenza progettare - anche con lo scarto, con i luoghi rifiutati, marginali, abbandonati - è necessario cercare tra le pieghe del sapere, accogliere sguardi trasversali che ragionano nel campo dell’arte o delle scienze per costruire una epistemologia del fenomeno da sempre marginalizzato, per definizione.

 

Il palinsesto si declina in questo senso come superficie attiva in grado di accogliere programmazioni temporanee e dinamiche per promuovere quella diversificazione che da sempre rappresenta il senso di urbanità ma anche il senso del paesaggio.

Perciò la ricerca non rinuncia a guardare e a cercare tra i materiali del pensiero filosofico e dell’arte, ma il suo obiettivo finale e il suo campo di applicazione è il problema del disegno e del progetto del territorio.

L’obiettivo concreto è costruire una carta di apporti teorici e sperimentazioni progettuali atti a riconsiderare il senso del progetto stesso nelle sue molteplici declinazioni ma come possibilità aperta in continuo dialogo con il fattore tempo.

 

Il carattere relazionale e la centralità dei fattori tempo e movimento nel progetto di paesaggio – che affondano le proprie radici nella storia dell’arte dei giardini, del progetto di spazio pubblico e della landscape architecture, a partire dalle esperienze della tradizione classica greco-ellenistica e romana e ancor più della tradizione orientale, fino alle esperienze del pittoresco settecentesco – connettono la stessa ricerca architettonica e artistica in questo settore a un filone di interessi strettamente legato al pensiero estetico-filosofico e scientifico, rintracciabili p.es. nell’ambito della riflessione heideggeriana sullo spazio e l’abitare, della fenomenologia della percezione da Husserl a Merleau-Ponty, della topologia e delle altre geometrie non-euclidee e frattali, delle esperienze architettoniche, artistiche e cinematografiche legate allo spazialismo, alla sensorialità, all’apticità, ivi comprendendovi le ricerche sui temi e le tecniche della rappresentazione del paesaggio.

 

 

2. obiettivi specifici

Questo tema generale di ricerca trova attualmente possibilità di estrinsecazione e di verifica in alcuni campi applicativi già oggetto di sperimentazione da parte dei proponenti (nella didattica e nella ricerca), quali:

a) le ricerche sulla “narratività” del progetto di paesaggio, nei rapporti con l’eredità culturale dei territori

b) le ricerche sulla gnoseologia del paesaggio - rapporto fra paesaggio e categorie del sapere (il paradigma theologico-metafisico, la questione dell’estetico/estetica, il problema della rappresentazione)

c) le ricerche sulla percezione aptica dello spazio e del paesaggio, nei rapporti arte-architettura

d) le ricerche sul rapporto fra arte paesaggio e progetto, anche in relazione ai suoi aspetti di rappresentazione.

 

Obiettivo dichiarato della ricerca è di istituire rapporti fertili e integrati anche con le esperienze didattiche in corso nella specialistica e in altre future esperienze di workshop ecc, ivi compresa l’istituzione di un segmento “paesaggio” nell’ambito della Scuola di Dottorato Iuav (un primo esperimento in tal senso sarà rappresentato dalla partecipazione al convegno programmato per maggio dalla Scuola di Dottorato Iuav e dedicato alla figura di Burle Marx).

 

 

3. contenuto e innovazione rispetto allo stato dell’arte

La ricerca si colloca all’interno di una vasta produzione relativa all’estetica dell’architettura e del paesaggio, alle teorie ed esperienze storiche del paesaggismo (in particolare quelle del  “giardino orientale” , del “pittoresco” e del “moderno” ad esso collegate; cfr. p.es. la recente trattazione di Iñaki Abalos nel suo Atlas pintoresco, vol I e II, Barcelona, 2007-08), alle ricerche sulla storia e rappresentazione del paesaggio (cfr. bibliografia essenziale).

Il suo principale contenuto innovativo si applica nella ricerca di nuovi metodi di approccio spiccatamente “progettuali” a questi temi, che assumono a riferimento le investigazioni sullo spazio, sulla fenomenologia della percezione, e le esperienze artistiche-architettoniche-paesaggistiche ad esse connesse.

 

L’applicazione è rivolta principalmente a territori ricchi di tradizioni culturali e coinvolti da forti processi di antropizzazione e di trasformazione.

 

In particolare, i sistemi di rilevamento e notazione del paesaggio (urbano e naturale) e la loro applicabilità alla progettazione del territorio, hanno visto una naturale evoluzione sia in funzione dell’inserimento dei sistemi infrastrutturali di trasporto secondo quelli che sono i criteri per così dire “percettivi” (ossia dal punto di vista del fruitore, più che da un punto di vista planimetrico), che della costruzione del territorio in senso allargato. In questo senso appare utile la ricomposizione dello stato dell'arte attuale, sugli strumenti della progettazione del paesaggio in funzione di questi criteri, a partire da una panoramica delle ricerche condotte sia in Europa che negli Stati Uniti.

 

Questo coinvolge, da un lato, la questione della rappresentazione, similmente a quanto è stato fatto per esempio da Marc Treib nel suo recente saggio  Representing landscape che raccoglie una serie di contributi sulla relazione fra le tecniche di rappresentazione e il progetto del paesaggio prendendo in considerazione anche il recente rapporto con la tecnologia informatica. Dall’altro, la ricognizione di strumenti “operativi” del progetto che si basano su modalità nuove, come l’approccio ecologico alla percezione visiva (a partire dagli studi di Gibson) o l’inclusione dei termini di tempo, spazio e movimento (vedi le ricerche condotte sull’uso di strumentazioni come il video per la registrazione della percezione del paesaggio in movimento), ma anche la sperimentazione di strumenti aperti per la progettazione del paesaggio in forma di controllo e continuazione del processo (vedi p.es. il concetto di progetto “debole” utilizzato in alcuni dei lavori di Lawrence Halprin).

 

 

bibliografia essenziale di riferimento

Christian Norberg-Schulz, Genius Loci. Towards a Phenomenology of Architecture, Rizzoli, New York, 1980 , trad.it. Genius Loci. Paesaggio ambiente architettura, trad.it. Electa, Milano 1986

Christian Norberg-Schulz, Architettura: presenza, linguaggio, luogo, Skira, Milano 1996

Kevin Lynch, The Image of the City, MIT Press, Cambridge 1960, ed.it. L’immagine della città, Marsilio, Venezia 2004

Tadahiko Higuchi, The Visual and Spatial Structure of Landscapes, MIT Press, Cambridge 1988

Paola Gregory, La dimensione paesaggistica dell’architettura nel progetto contemporaneo, Laterza, Bari-Roma 1998

Stephen Kern, Il tempo e lo spazio, il Mulino, Bologna 1995

Iñaki Abalos, Atlas pintoresco, Vol.1-2, G.Gili, Barcelona 2005-07

 

Maurice Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Bompiani, Milano 2003

Rosario Assunto, Il paesaggio e l’estetica, Giannini, Napoli 1973

Massimo Venturi Ferriolo, Etiche del paesaggio. Il progetto del mondo umano, Editori Riuniti, Roma 2002

Raffaele Milani, L’arte del paesaggio, Il Mulino, Bologna 2001

Maurizio Vitta, Il paesaggio. Una storia fra natura e architettura, Einaudi, Torino 2005.

Simon Schama, Landscape and Memory, Random House, Toronto 1995, trad. it. Paesaggio e memoria, Mondadori, Milano 1997

Frances Amelia Yates, L’arte della memoria, Einaudi, Torino 1972

Renzo Dubbini, Geografie dello sguardo. Visione e paesaggio in età moderna, Einaudi, Torino 1994

Charles Beveridge e Paul Rocheleau, Frederick Law Olmsted: Designing the American Landscape, Rizzoli International, New York 1995

 

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Eugenio Turri, Il paesaggio come teatro. Dal territorio vissuto al territorio rappresentato, Marsilio, Venezia, 1998

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Burns, Jim. Lawrence Halprin paesaggista, Bari: Dedalo, 1982

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Lyndon, Donlyn, James Alinder, Donald Canty, e Lawrence Halprin. The Sea Ranch, New York: Princeton Architectural Press, 2004

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4. partnership esterne all’ateneo

 

La ricerca può fruire di rapporti già consolidati con i seguenti enti territoriali:

Regione Veneto, Comune di Venezia (enti preposti all’ambiente), Provincia di Reggio Emilia (Biennale del Paesaggio), probabilmente estensibili ad altri enti territoriali del Triveneto.

 

Inoltre fruisce di solidi rapporti internazionali instaurati con università europee e americane, attraverso la serie dei convegni internazionali Dessiner sur l’herbe, la rete europea Uniscape, i rapporti con la Columbia University, la Pennsylvania University e altre università americane, le collaborazioni con le Biennali del Paesaggio di Barcellona e delle Canarie e con la Rivista 2G di Barcellona.

 

Fruisce inoltre di relazioni internazionali – alcune di esse consolidabili istituzionalmente nel futuro – frutto di specifici scambi condotti con singole personalità del settore:

Giuliana Bruno (Harvard), Ruggero Pierantoni (Ottawa), Joao Nunes (Lisboa), Juhani Pallasmaa (Helsinki), Kosme de Baranano (Valencia), atelier le balto (Berlino), Pablo Beitia (Buenos Aires), James Turrell (USA), John Luther Adams (Alaska) ed altri.

 

 

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