Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

 

 

 

 

membri dell’unità di ricerca

 

Matelda Reho coordinatore e responsabile scientifico

 

Enrico Anguillari

Alberta Bianchin

Leonardo Filesi

Viviana Ferrario

Elena Gissi

Davide Longhi

Anna Marson

Giuseppe Piperata

Matelda Reho

Antonella Sau

Maria Chiara Tosi

Laura Zampieri

 

 

contesto e finalità dell’unità di ricerca

 

Alla base della costituzione di una nuova unità di ricerca sul tema “governo e governance delle trasformazioni del paesaggio” c’è un certo disagio rispetto ad una pianificazione spesso chiusa all’interno delle proprie competenze e incapace di “vedere” oltre la scala delle proprie decisioni e un progetto di architettura più volte decontestualizzato. L’idea di paesaggio come condizione di benessere o malessere, così come quella di paesaggio come bene patrimoniale, come condizione di sviluppo, se confermano l’opportunità di guardare al paesaggio come bene pubblico, ne fanno emergere anche tutta la sua fragilità in quanto esito di micro e macro azioni, di attività di produzione di beni privati. Nel paesaggio trovano forma differenti e talvolta opposti interessi, il paesaggio diventa ora espressione di conflitto, ora di una possibile integrazione, non solo fra bisogni dell’uomo e condizioni della natura, ma anche fra preferenze di singoli individui e preferenze della collettività.

 

Se le pratiche di governo, isolatamente, non si dimostrano efficaci (nel creare condizioni di benessere, tutelare risorse con valore patrimoniale…) in un contesto multi-attoriale e di decisioni che vengono assunte a molti livelli, una maggiore attenzione ai processi che portano alle decisioni di trasformazione, e, ancor prima alle modalità con cui si determinano le ‘preferenze’ di individui e di gruppi può essere di notevole interesse.

 

Eugenio Turri ci ricorda che il paesaggio è la “fisionomia di un paese”; si riconosce esplicitamente nella lezione di Vidal de la Blache, e di Lucien Febre con lui che, in contrapposizione alle teorie dominanti fra i geografi europei nella seconda metà dell’800 che confidavano nel determinismo delle componenti naturali nel modellare i paesaggi terrestri, invitava a considerare come fondamentali le variabili culturali, patrimonio differenziato delle diverse popolazioni. Con Turri intendiamo considerare la stretta relazione che vi è fra l'agire concreto sullo spazio, anche riferito alle più minute azioni, e la sua modellazione e la sua figurazione, che si abbraccia con uno sguardo. Per questa via si chiarisce anche la relazione stretta che c'è tra etica ed estetica, così profonda da obbligarci a riflettere sulle conseguenze, il più delle volte irreversibili, del nostro agire sullo spazio.

 

Questa riflessione ci porta a trarre una seconda, fondamentale acquisizione; il paesaggio esiste in quanto mutamento della fisionomia del territorio, in quanto trasformazione continua. Per la prima ed elementare ragione che il tempo agisce inesorabilmente su ogni elemento componente, per evoluzione naturale e per la continua azione dell'uomo. Il paesaggio del nostro spazio, pressoché interamente antropizzato, viene continuamente trasformato, demolito, abbandonato, arricchito, integrato. In questo senso, anche la decisione di preservare parti di paesaggio da trasformazioni incongrue, e di fissarne le norme di tutela, è parte determinante del progetto.

 

La consapevolezza della responsabilità individuale e sociale nell’assumere decisioni di intervento, e quella relativa ai continui mutamenti che il paesaggio incorpora, ci dicono quanto importante sia l'atteggiamento che abbiamo, come progettisti e come pianificatori, nei confronti del paesaggio.

Obiettivi specifici

L’unità di ricerca lavora attorno a due assi principali.

Il primo asse indaga sui processi, sugli attori, sulla formazione delle decisioni relative alla trasformazione del paesaggio. C’è da una parte attenzione ai processi istituzionali; attenzione che consente, tra l’altro, di mettere a fuoco i “nodi critici”, in cui le decisioni possono assumere un sentiero piuttosto che un altro, in presenza di diverse condizioni di contesto (coordinamento tra istituzioni in diversi settori di intervento, cooperazione tra diversi livelli di governo, ecc.); dall’altra a quei processi che hanno a che fare con il sistema di valori di ciascun individuo, con le sue preferenze, con la sua percezione di gradevolezza, di benessere (collegamenti possibili con unità di ricerca CUPR su “Spazi del welfare”, C. Tosi).

Il secondo asse prende in considerazione le modalità con cui si può supportare un approccio di governance alle trasformazioni del paesaggio. Benché gli osservatori del paesaggio siano stati inizialmente pensati in un più tradizionale approccio di governo delle decisioni sul paesaggio, qui si tenta una diversa interpretazione della loro funzione: l’osservatorio non solo come luogo in cui vengono messe a sistema le informazioni, ma come processo di osservazione che è contemporaneamente di aiuto alla decisione e al monitoraggio dei suoi effetti, non solo per la pianificazione, ma anche per le politiche settoriali; “facilitatore” nel veicolare i saperi locali, le preferenze, i valori della popolazione locale alla conoscenza esperta e viceversa; di aiuto alla definizione di obiettivi di qualità paesaggistica. La ricerca in questo campo è d’altra parte supportata da un filone di più antica tradizione IUAV, sulla costruzione di Sistemi Informativi Territoriali (non solo analitici, ma dinamici, a supporto del processo di pianificazione e interfacciabili con altri strumenti all’interno di architetture articolate), che potrebbe mettere a fuoco questioni tecniche legate ad esempio alla confrontabilità di paesaggi a date diverse (rispetto a documenti cartografici con differenti caratteristiche) e questioni legate al “potere dell’analista”, nel mettere in luce i segni del paesaggio.

 

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partnership esterne all’ateneo

 

– partnership definite per la costruzione di progetti PRIN
(Progetto Bianchin, Progetto Reho)

– partnership di sperimentazione:

Regione Puglia, Regione Veneto, attori provincia di Rovigo

– rete UNISCAPE
Rete Europea di università per l’attuazione della Convenzione europea del paesaggio (presidente Carlo Magnani)

– Rete RECEP
 Rete europea degli enti locali e regionali per l’attuazione della Convenzione Europea del Paesaggio.

– scuole di geografia in Italia e in Europa

 

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esiti attesi dall’unità di ricerca

 

– Pubblicazione dei risultati scientifici su riviste nazionali e internazionali, in particolar modo da parte dei giovani

– Ricadute sulla formazione: attivazione di “scuole estive” sui temi affrontati, con possibilità di approfondimenti laboratoriali in territori ‘adottati’

– Presenza attiva nei processi di costruzione degli osservatori del paesaggio a livello nazionale e “osservazione osservatori” presso Iuav

– Potenziamento ruolo Iuav nella rete UNISCAPE

 

 

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