|
Angelo Torricelli L’antico come principio di
nuova architettura tutor: Matteo Foresti, Gianluca Sortino, Valerio Tolve L’esperienza progettuale che si propone ha lo scopo di trattare il tema dell’invenzione del progetto di architettura nelle sue relazioni con la costruzione della città, dunque svelare nella composizione un ordine nascosto che sottostà all’aspetto evidente. In questo senso intrecciare il punto di vista dell’archeologia con quello dell’architettura costituisce non tanto un argomento di erudizione, quanto un procedimento volto ad approfondire il tema dell’ideazione del progetto nel rapporto con la stratificazione, considerata come campo di ricerca di un ordine celato e profondo delle forme. Le città si sviluppano nel corso del tempo attraverso sovrapposizioni e stratificazioni, ridefinendo lentamente le gerarchie fra le entità di cui sono composte. La sovrapposizione dei segni, le geometrie e le regole non hanno solo un valore documentario, ma anche un valore costruttivo ed estetico. Secondo quest’ottica il progetto di architettura deve lavorare sul concetto di “sezione storica”, prendendo responsabilità nell’interpretazione e nel riconoscimento dei caratteri permanenti – ma anche delle discontinuità – che restano incisi nelle città e, più in generale negli insediamenti. Il progetto non si fonda, in definitiva, sulla prosecuzione della storia come processo “naturale” in svolgimento, ma, per contro, sull’idea del progetto come “sintesi interpretativa di progetti”. Esso difatti riscrive la storia, il contesto, i riferimenti; costruisce una concatenazione sì arbitraria, ma riconoscibile; e in questo senso afferma la sua fondatezza, la sua appropriatezza. L’antitesi tra imitazione, o adeguamento alle preesistenze, e contrapposizione come gesto contrastante – alla luce della quale di frequente viene espresso il giudizio sulla qualità degli attuali interventi nelle città – risulta del tutto improduttiva sotto il profilo critico, ma soprattutto dal punto di vista operativo. L’ambito di applicazione del progetto è la città di Milano interpretata nel suo carattere di città arcipelago, “città di città” complessa e articolata nei percorsi, nel sistema di “segni” che si intersecano, si negano, si propongono apparentemente senza ragione. Del resto, gli studi urbani e le ricerche archeologiche recenti hanno evidenziato, fin dalle origini, la sovrapposizione nel tempo di innumerevoli sistemi urbanistici, tutti complessivi, impostati senza integrarsi, forse con la preoccupazione di rispettare da un lato situazioni precedenti, dall’altro di adeguarsi alla natura del suolo e delle acque, collegando tra loro i punti nodali. Nel corso del workshop verrà specificata l’area di progetto, con la necessaria documentazione. |