Undergraduate and graduate programmes offered by the University iuav of Venice:

 

Enzo Siviero e Michele Sbacchi

La casa-ponte

tutor: Filippo Amara, Sabina Branciamore

 

Alcuni edifici nodali dell’epoca moderna mettono in scena emblematicamente le nozioni di “scavalcare” e di “congiungere,” intrinseche a quel particolare manufatto che è il ponte.  Il Bauhaus di Gropius, la Kunsthal di Koolhaas o il progetto per il Palazzo dei Congressi a Venezia di Kahn, per citarne alcuni, sono certamente edifici-ponte, anche se ciò non appare in maniera palese. Secondo una più evidente similarità con l’immagine e con il tipo del ponte, sono concepiti alcuni edifici di Valle e gli edifici-viadotto di Gregotti.

Ma la nozione di ponte ha investito l’architettura anche ad una scala più ridotta, quella della casa unifamiliare, nelle sperimentazioni finora succedutesi di case-ponte.   A partire da Mies, su questo tema si sono cimentati Amancio Williams con la celebre Casa sobre el Arroyo, e l’ingegnere Craig Ellwood, nelle numerose case in questo modo concepite in California.  Così come, al ponte, marcandone la sua essenza di manufatto costruttivo, si sono rifatti varie volte, Artigas, Reidy e Mendes da Rocha. Tutto ciò avviene perché, come è stato notato, esiste certamente una “disponibilità della idea di ponte ad accogliere funzioni e significati aggiuntivi.”

Questa disponibilità, di cui Palladio era ben consapevole, ha favorito tra l’altro la realizzazione di una cospicua tradizione di ponti abitati. Questi ultimi, in tutte le loro declinazioni, costituiscono delle importanti tipologie urbane, spesso vere e proprie “estensioni della città” o, meglio, pezzi di città sospesi.

Ci interessa però qui notare come il ponte abitato è sempre uno spazio pubblico che articola spazi privati: case, ma più spesso logge o negozi.

La casa-ponte, alla quale prima accennavamo, e che costituisce il tema di questo workshop, pur appartenendo a questa categoria di edifici, se ne differenzia poiché, in quanto spazio privato, introduce problematicamente la tematica dell’”attraversare” all’interno dello spazio domestico.  La nozioni di “congiungere”, “scavalcare”, “attraversare,” quando riportate nel “domestico” e nel “piccolo” della casa unifamiliare, assumono inusitate e stimolanti diversificazioni.

Il workshop sonderà queste variazioni: si progetteranno, pertanto, delle case-ponte con attenzione alle variazioni tipologiche e distributive indotte nello spazio e nella composizione della casa da questa specificità. 

 

Nel far ciò è necessario richiamare che la casa-ponte è, quasi sempre, una casa binucleare.  È, cioè, secondo il termine coniato da Marcel Breuer (binuclear house), una casa che separa in due nuclei distinti le sue funzioni, per poi riconnetterle con un passaggio orizzontale. È ciò che avviene non solo nelle case binucleari di Breuer ma anche in quelle di Kahn o di Murcutt. Le case-ponte svolgono esattamente questo tema, operando però la ricongiunzione dei due nuclei attraverso il ponte.  Nei progetti che si svilupperanno nel workshop sarà importante tenere in considerazione questo presupposto tematico.

 

Verranno proposte alcune archetipiche situazioni naturali, rurali ed urbane, dove l’idea del “connettere due punti” e dello “scavalcare un ostacolo” costituiscano fondamento per la localizzazione di case-ponte. Il tema, però, verrà dilatato facendo dell’”ostacolo” una risorsa.  Nei casi urbani in particolare, ma in tutti i progetti sviluppati, si considererà l’intreccio e la ricchezza tra spazi pubblici, semipubblici e privati che l’adozione della tipologia del ponte comporterà. Si presterà attenzione, sin dall’inizio dei progetti, al “modo tecnologico” di sviluppo della casa-ponte: (trave reticolare, arco, solaio, trave-parete, mensola, solaio appeso etc...) con l’obiettivo di articolarne i risvolti architettonici.

 

 

Bibliografia

Georg Simmel, Brücke und Tür, in «Der Tag. Moderne illustrierte Zeitung» n. 683, Settembre 1909, (ed. it. Ponte e porta, in M. Cacciari, a cura di, Saggi estetici, Padova 1972).

Carlos Martí, La casa binuclear segùn Marcel Breuer. El patio recobrado, in «Patio y Casa», DPA 13, Barcelona 2001, pp. 46-51; (ed. it. in La centina e l’arco, Milano 2007, pp. 109-118).

«Rassegna» n. 48, Ponti abitati, Dicembre 1991.

Enzo Siviero, Dobričić Saša, a cura di, De Pontibus, Milano 2008.

Giovanni Damiani, Ponti che rompono le righe, in Siviero, Dobričić, op. cit., pp. 113-124.

 

 

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