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Munishwar Nath Ashish Ganju e Giorgio Gianighian Tra le ragioni del vecchio e
quelle del nuovo tutor: Massimiliano Bigarello Qualche anno fa il Comune di Venezia ha istituito il Parco della Laguna di Venezia, che ha i suoi uffici amministrativi nell’Isola della Certosa, posta a nord e a poca distanza dall’Arsenale. La ragione dell’istituzione del Parco risiede nel promuovere la protezione ambientale e paesaggistica della Laguna e nella promozione di attività di studio e di divulgazione di questo straordinario patrimonio, nonché nel fornire un servizio d’orientamento ai suoi visitatori. Nell’isola esistono alcuni edifici restaurati che ospitano le varie attività di gestione del Parco. Tra questi uno è particolarmente bisognoso di cure, dato che ha perduto la sua copertura, avviandosi dunque verso un rapido declino. L’edificio in questione è stato scelto come tema dell’esercizio progettuale, suddiviso in tre fasi. La prima, d’una settimana, consisterà nel suo restauro seguendo rigidamente quanto contenuto nel Piano Regolatore Generale del Comune di Venezia, elaborando un progetto definitivo. La seconda fase consisterà nella progettazione definitiva, lunga una settimana, fondata sull’attenuazione della normativa di Piano, assumendo un atteggiamento più libero, seppure conservando ciò che il tempo ci ha trasmesso – le quattro mura e le aperture – ma innovando tutto il resto, tra cui e per prima la copertura, e poi qualche aumento volumetrico, attorno e sopra l’edificio. Ma fermiamoci qui, per non anticipare possibili soluzioni, che spettano agli studenti. La terza fase, dell’ultima settimana, consisterà nello sviluppo di uno dei due progetti in un esecutivo; la scelta è degli studenti, a seconda dei loro interessi, che possono essere spinti di più dalle ragioni del restauro o, al contrario, da quelle d’innovazione. La conclusione del lavoro del laboratorio riguarderà il confronto dei risultati di progetto tra questi due diversi interessi culturali e progettuali, che a volte si scontrano e a volte si fondono, garantendo sempre il confronto e la discussione libera, aperta e franca, tra le ragioni del vecchio e quelle del nuovo. |
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